Ferneché

Ferneché v.i. = Formulare pensieri ossessivi, crearsi in mente delle fissazioni.

Ammessa anche la variante fernechjé.

Non è una cosa patologica, come vaneggiare o farneticare, cioè dire cose senza senso.

Alcune persone sanno orientarsi solo e sempre verso il pessimismo. Esse da un nonnulla riescono fernecànne = fissandosi, a costruirsi un castello di possibili conseguenze disastrose.

Se queste persone vivono da sole poi, il loro fernecamjinde arriva a spingerle a telefonare nel cuore della notte ai propri cari lontani solo perché magari hanno fatto un brutto sogno che li riguardava. Nel loro modo di vedere le cose il sogno si ingigantisce a dismisura.

Purtatìlle a màmete se no quèdde sté sèmpe a ferneché = Portatela via con te tua madre [per farla stare in compagnia], altrimenti costei pensa sempre ad una cosa [e finisce per impazzire]. Evidentemente la povera signora è appena diventata vedova, e l’invito da un altro parente è rivolto al figlio venuto da lontano per l’occasione.

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