Lumüne

Lumüne s.m. = Lumino

Luce votiva domestica, consistente in uno stoppino cerato tenuto a galla sull’olio lampante (da bruciare), da un quadratino di sughero e carta.

I lumini erano confezionati rigorosamente a mano da qualche donnetta che ci guadagnava qlcs vendendoli a dozzine.

Le nostre nonne accendevano a làmbe davanti a immagini sacre o a foto di parenti defunti (..et lux perpetuam luceat eis…).

L’olio era posto sopra un certo quantitativo di acqua.

Galleggiando su di essa, l’olio innalzava la fiammella quasi al livello del bicchiere, evitanto così di surriscaldarlo e scongiuravano il rischio di rottura del vetro.

Quanto tutto l’olio era consumato l’acqua sorbita dallo stoppino faceva sfriggolare per un po’ la fiammella, e subito dopo la smorzava. Si avvertiva un po’ di puzza, ma si annullava in questo modo anche il pericolo di incendi.

Sono stati messi in commercio i lumini industriali, formati dal solito stoppino che pesca nell’olio sorretto da una specie di treppiedi di alluminio e sughero, tuttora usato dalle nonne fondamentaliste, intransigenti sulle loro tradizioni.

Per il suffragio dei defunto – dicono – ci vuole l’olio, perchè più efficace! Che facciamo con questa moderna cera?

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