N’ucchje guarde a Crìste e l’ate arròbbe ‘i pìsce

N’ucchje guarde a Crìste e l’ate arròbbe ‘i pìsce

Un occhio guarda verso Cristo e l’altro ruba i pesci.

Questa è una divertente definizione dello strabismo.

È un po’ irriverente, perché una persona affetta da qualsiasi difetto fisico e molto sensibile e non vuole che si parli mai della sua menomazione.

L’interlocutore deve aver la delicatezza di non indicarla in sua presenza.

Ho detto in sua presenza! Ma quando il tizio non è astante prevale quello spirito sfottente di noialtri impuniti manfredoniani con l’espressione citata.

Ritengo, ma non sono sicuro, che il Detto possa interpretarsi in modo figurato.

Come per dire che da un lato il soggetto è tutto casa e chiesa, mmentre dall’altro si rivela un po’ filibustiere.

Nota linguistica:
Il verbo guardare in italiano rege l’accusativo: io guardo te.
Per un retaggio della lingua spagnola in dialetto il verbo regge il dativo: guardare a…. n’ucchje guarde Criste…
Agghje viste a Giuanne = Ho visto Giovanni
Agghje ‘ngundréte a Pasquéle = Ho incontrato Pasquale.

La frase “Il padre vide il figlio” può significare che il padre, mentre stava là, ha visto il figlio che passava, ma anche che il figlio vide il padre (e non altri) nei paraggi. Dipende dalla inflessione della voce, se calchiamo su padre o su figlio.
Nella lingua spagnola invece si dice “el niño vio a su padre” o “el padre vio al chico” senza creare alcun dubbio e senza sforzarsi di accentuare l’uno o l’altro sostantivo.

Fine della lezione pallosa.

Filed under: Proverbi e Detti

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