Pala-möne

Pala-möne s.f. Palo da mina

Asta di acciaio a sezione circolare dal diametro di cm 3.5 e lunga cm 180, terminante con le punte a taglio, come la lama di un gigantesco cacciavite.

Azionato manualmente dal cavapietre, perforava la roccia in profondià, anche per un metro, per ricavarne la nicchia da riempire di polvere da mina.

Si batteva sul punto voluto tantissime volte. Ad ogni battuta il palo veniva fatto ruotare sul proprio asse di un quarto di giro.

Quando dopo centinaia di colpi il palo era penetrato per un palmo nella roccia, si buttava dell’acqua nella fossa per far fuoruscire la polvere sotto forma di poltiglia.

Un lavoro massacrante, specie sotto il sole, il più estenuante dei lavori manuali.

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1 Comment

  1. Tanti (purtroppo) anni fa, nei pressi di casa mia, tra il campo sportivo e la villa comunale, su un largo spiazzo vuoto e senza pavimentazione, come tutte le strade limitrofe, con rocce bianche affioranti e poca terra intorno, un paio di operai edili misero dei cavalletti fatti con pali di legno ad angolo retto e incominciarono a scavare, in mezzo a quel breve recinto, con zapponi e vanghe. Poi c’era un operaio con una lunga asta in ferro che faceva piccoli fori nella roccia viva: adesso, per caso, ho scoperto come si chiama quell’asta! In un paio di quei fori introdussero della polvere da sparo, poi coprirono il tutto con grosse pietre tra un recinto di tufi alto più di un metro. Ero seduto a pranzo a casa mia quando sentimmo un forte scoppio che fece tremare leggermente il pavimento. I miei genitori sapevano evidentemente l’origine dello scoppio perché non permisero a noi figli di lasciare il desco per correre fuori. I lavori, fra interruzioni e riprese, andarono avanti per qualche mese, alla fine fu costruito un piccolo “casotto” dove Tommasino vendeva i gelati.


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