Tag: verbo intransitivo

Spusté

Spusté v.i. = spostare, impazzire

In effetti sembrerebbe ovviamente solo il verbo spostare.Invece ha un significato più grave: impazzire.

Ma forse perchè se si sposta una rotella nel cervello si ammattisce davvero.

Cum’jì sì’ spustéte? = Com’è, sei impazzito? Si dice a qlcu che fa delle proposte o delle avances esagerate.

Che fé, spuste e vé ‘ncarròzze? = Che fai, impazzisci e vai in carrozza?

Qui spuste=impazzisci, perche sembri meno offensivo, lo si confonde con spuse=sposi, e naturalmente va in carrozza scoperta con il/la consorte.

In Germania dicono simpaticamente “ha una vite allentata”, ovviamente nel cervello.

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Spessedìrece

Spessedìrece v.i. = Perdere efficacia

Dicesi prevalentemente di farmaci scaduti, ma va bene anche per altri prodotti.
‘Sta fervescènde jì spessedüte = Questi granuli effervescenti non sono più buoni (sono ‘spenti’).

Attappe bùne ‘u buccacce d’a rìnje ca se no ce spessedìsce = Chiudi ermeticamente il barattolo dell’origano altrimenti perde il suo profumo.

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Specciàrece

Specciàrece v.i. = Sbrigarsi, affrettarsi.

Terminare un lavoro, concludere una trattativa, un affare. Liberarsi da un impegno.

Uagnü, specciàmece ca momò ce fé nòtte = Ragazzi, sbrighiamoci perché tra poco annotta.

Le nostre nonne, per estensione, indicavano il terminare dei giorni della gravidanza, partorire.

Geseppüne c’jì speccéte? Ch’o fàtte?= Giuseppina ha partorito? Cosa ha avuto?

Jògge me vògghje speccé sóbbete
 = Oggi voglio terminare presto (il mio lavoro)

Usato all’imperativo e alle prime tre persone dell’indicativo presente, si coniuga come se il verbo fosse spicciàrece, ossia si fa sentire la “ì”.

Esempi:
Spìccete! = sbrigati!
Quann’jì ca ce spìcce Frangìsche? = Quando finisce il lavoro Fracesco?
Jògge ca me spìcce te vènghe a truué = Nel pomeriggio, quando avrò cessato questo lavoro, verrò a farti visita.

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Škuškenàrece

Škuškenàrece o Šcušchenàrece Scuscenàrece v.int. = Abbattersi, schiantarsi

Si usava nella forma riflessiva indicante lo schiantarsi al suolo di chi non regge un grosso peso.

C’jì Škuškenéte = Ha ceduto, non ha retto il peso.

Termine incomprensibile dai ragazzi di oggi.

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Škuméje

Škuméje, škumé o šcumé v.i. = Sfacchinare, sgobbare, lavorare sodo

In italiano il verbo schiumare (cui somiglia il nostro verbo) significa togliere la schiuma, ma ha anche altri significati.

Quello che calza al nostro dialetto è:
“Emettere bava o sudore schiumoso, spec. per fatica o per rabbia: il cane ringhiava schiumando; dopo la corsa il cavallo schiumava e ansimava . (Dizionario on line De Mauro)”

Tuttavia il nostro škumé è riferito solo alle persone che compiono una fatica massacrante.

Vüje stéte alla spiagge e jüje stéche a škumé mbacce a ‘na vocche de fórne = Voi state alla spiaggia mentre io sto a sgobbare vicino alla bocca del forno..

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Škatté

Škatté (o šcatté) v.int. e v.t. = scoppiare

Scoppiare, lacerarsi all’improvviso, come accade ai palloncini, o alle castagne non incise messe ad arrostire.

Familiarmente significa morire e si usa quando il morente non è proprio nelle nostre simpatie.

Códdu desgrazziéte angöre uà škatté? = Quel farabutto non è ancora crepato?

Si può usare in forma transitiva, nel senso di provocare la rottura:

Màmme m’ho škattéte ‘nu carevógne pe fé assì ‘a matèrje = Mia madre mi ha rotto il foruncolo per far uscire il pus.

‘Nu póngeche m’ho škattéte ‘u pallöne e so’ rumàste p’u füle ‘mméne = Una spina mi ha squarciato il palloncino, e sono rimasto con il filo in mano.

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Škamé

Škamé v.i. = Gemere, squamare

1) Škamé v.i.= Gemere, guaire di cani, cigolare di macchinario.

2) Škamé v.t.= Squamare, togliere le squame ai pesci prima della cottura.

Esempi di verbo intransitivo:

Fràteme ho škaméte tutte la nòtte p’u delöre du dènde = Mio fratello si è lamentato tutta la notte per il dolore del dente.

‘U cacciunjile škéme pecché ‘i töne ‘a féme = Il cagnolino guaisce perché ha fame.

‘Stu ljitte škìtte škéme = Questo letto cigola sempre.

 

Esempio di verbo transitivo:

Sepò, quann’jì ca škéme i sparrüne? = Sipontina, quand’è che squamerai gli spari?

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Luffiàrece

Luffiàrece v.i. = Darsi delle arie. Ostentare Leziosità.

Il verbo descrive un portamento di persone che ostentano  andatura, atteggiamento, parlata o contegno forzatamente lezioso o compiaciuto.

Talvolta tale atteggiamento porta ad una sonora pernacchia fra le risate generali, compreso quella del soggetto ca ce luffiöje = che fa lo spaccone. 
I Napoletani dicono che si spara delle pose.

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Sgravedàrece

Sgravedàrece v.i. = Partorire

Etimologicamente significa togliere un peso. In effetti la puerpera si è tolto un bellisimo peso dal suo corpo dando alla luce una creatura.

Il termine è specifico per gli animali femmina.

Era usato anche nella forma abbreviata sgravàrece.
Sinonimo figghjé = figliare

Riferito alla femmina umana, alla donna, alla mamma, questo verbo è molto riduttivo. La sua funzione di donna, nella specie umana, non è solo biologica, ma molto di più!

Ch’ò fàtte Sepònde, ce jì sgravedéte? = Che ha fatto Sipontina, ha partorito?

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Sfreddàrece

Sfreddàrece v.i. = Assottigliarsi, calare di peso

Credo che il verbo derivi dal sostantivo sfrido, calo quantitativo subito da una merce, un materiale, un prodotto, ecc. durante la lavorazione, il magazzinaggio o il trasporto. (De Mauro – Il dizionario della lingua italiana).

So’ tre müse ca stéche facènne ‘a cüra dimagrànde, e nen me so’ sfreddéte pe njinde = Sono tre mesi che sto facendo la cura dimagrande e non sono per nulla calato di peso.

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