Tag: Verbo transitivo

Ngarré

‘Ngarré v.t. = Azzeccare

Proviene dallo spagnolo engarrar = acciuffare, colpire nel segno.

Capire la tattica giusta, imbroccare la soluzione adeguata, raggiungere l’obiettivo prefissato, cogliere un successo, riuscire nell’intento, colpire nel segno.
Ovviamente tutto questo avviene un po’ per casualità ma molto per determinazione.

Nella forma ‘ngarràrle = imbroccarlo, il significato rivela una valenza molto aleatoria e casuale. Come imbroccare un ambo, o beccare dei soldi al gratta e vinci, o vincere al Totocalcio, o peggio, vincere un concorso indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Eh, a ‘ngarràrle! = Eh, a imbroccarlo! Ossia ma quante possibilità potresti avere, una su trecento mila!

Infatti quando si dice che una persona l’ho ngarréte = l’ha azzeccata, significa che alla lunga il/la consorte si è rivelata persona degna per sentimenti e laboriosità. Quindi che il loro matrimonio è ben consolidato e  capace di superare qualsiasi difficoltà.

Contrario: sgarré

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Ngalvacché

Ngalvacché v.t. = Accavallare

Accavallare, incrociare, sovrapporre;

‘Ngalvacché ‘i jàmme = accavallare le gambe, incrociarle sovrapponendole.

‘Ngalvacché i fjirre = Accavallare, nel lavoro ai ferri, due maglie per diminuire i punti o per chiudere il lavoro.

Circola tuttora l’errata teoria secondo la quale un torcicollo o un doloroso crampo muscolare viene causato da un impossibile accavallamento di nervi o di tendini.

Tènghe nèrve ‘ngavalchéte ca me fé dulì ‘a jàmme = Ho un nervo accavallato che mi provoca un dolore alla gamba.

Esiste ovviamente il contrario, scalvacché (←clicca e vedi) = scavallare..

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Ngacazzé

Ngacazzé v.t. = Incutere timore, terrorizzare

Suscitare, infondere un sentimento di paura o sottomissione in qlcu con minacce velate o tangibili.

Sostantivo derivato “cacàzze” = paura

‘Sti fatte ca succèdene me stànne ‘ngacazzànne = Questi fatti che accadono mi stanno intimorendo.

Nella forma riflessiva ‘ngacazzàrece o ‘ngacazzìrece = intimorisi, impaurirsi.
Oh frèchete, te ‘ngacazzìje per l’ombra töja stèsse = Vergogna! Ti impaurisci della tua stessa ombra!

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Ndusté

Ndusté v.t.. = Indurire

v.t. (ausil. avere) Indurire – Rendere duro qlco.

‘U frìdde ho fatte ‘ndusté l’ugghje ind’i buttìgghje = Il freddo ha fatto indurire (rapprendere) l’olio nelle bottiglie.
‘Ndùste ‘a vöce! = Indurisci la voce = Non parlare flebilmente.

 

 

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Nduseché

Nduseché v.t. = Intossicare

Più che avvelenare qlcu usando ‘u tùsche, il veleno per i topi, si usa questo verbo in modo figurato col significato di: contrariare, irritare, indisporre, urtare.

Da noi esiste la locuzione pegghjàrece velöne, ossia prendere un succo tossico dallo stesso significato di sdegnarsi, inasprirsi, innervosirsi.

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Ndurcegghjé

Ndurcegghjé v.t. = Attorcigliare

Specificamente deriva da tòrce, torcere, strizzare . Durante la fase di lavaggio a mano di biancheria, torcere i panni per strizzarne l’acqua al massimo prima di porli a sciorinare sullo stenditoio.

L’atto si estende anche ad altre applicazione. come ad es. fanno i carpentieri che attorcigliano il fil di ferro per fissare le bacchette del tondino di ferro da armatura dei plinti o dei pilastri prima della gettata del calcestruzzo.

Il verbo ndurcegghjàrece è riferito ai panni stesi che, per effetto della ventilazione, si attorcigliano alla cordicella e si accavallano tra di loro.

Va bene anche per descrivere cavi elettrici ammassati. Ne so qualcosa quando vedo il cablaggio ndurcegghjéte dietro il computer.!…un inestricabile groviglio di fili: quello del mouse, degli altoparlanti, della videocamera, della tastiera, del monitor, del modem. della stampante, dello scanner. Meno male che io non ho il dolby-surround (si scrive così?).

E non parliamo del cavo a spirale della cornetta del telefono che ce ndurcegghjöje molto spesso. Benvenuto sia il cordless !

Chissà se i ndurce e i turcenjille etimologicamente derivano da questo verbo….

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Nduppé

Nduppé v.t. = Sorprendere il flagranza

L’àgghje ‘nduppéte! = l’ho sorpreso in flagranza

Condizione di qlcn sorpreso mentre commette un’atto riprovevole (ossia da una marachella a un reato) o immediatamente dopo averlo commesso.

Düje uagnüne so stéte ‘nduppéte ca stèvene arrubbanne jìnd’a stazzjöne di Nàpele = due ragazzi sono stati colti in flagranza mentre rubavano dentro la Stazione di Napoli.

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Ndummé

Ndummé v.t. = Sbigottire.

Colpire nell’intimo, turbare, impietrire, far rimanere di sasso, lasciare senza parole, indispettire.

Quanne m’arrespònne acchessì me fé ‘ndummé = Quando ribadisce così mi colpisce intimamente.

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Ndumaché

Ndumaché v.t. = Causare un malessere fisico o emotivo.

Nel primo caso il verbo descrive un banale malessere passeggero: quello causato da un boccone forse perché troppo grosso o inghiottito in fretta, o non masticato abbastanza, o troppo asciutto, che non va giù se non dopo un’abbondante bevuta di acqua.

Nel secondo caso invece uno stato di sbigottimento, come i sinonimi ndummé e attassé

Vedere anche l’aggettivo ‘ndumméte

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