Caföne s.m. = Contadino
Aggettivo e sostantivo in uso in Italia meridionale quale dispregiativo per indicare chi o che è rozzo e ignorante.
Al femminile è invariabile (‘u caföne ‘a caföne) ; al plurale m. e f. suona ‘i cafüne.
Una volta i lavoratori della terra non avevano il tempo di istruirsi perché già da tenera età erano costretti assieme al padre a svolgere i faticosi lavori campestri.
Ricordiamoci però che il contadino ha scarpe grosse e cervello fino! Il cervello fino prescinde dall’istruzione. Uno può essere anche ingegnere ma babbeo, e al contrario analfabeta ma dalla intelligenza viva, pronta.
In italiano il termine cafone ha assunto una valenza ancora più negativa per indicare chi o che è villano, screanzato, zotico, rude. In questo caso in dialetto si dice cafunàcce.
Per indicare un cane di piccole dimensioni, si usa generalmente il diminutivo cacciüne = cagnetto, cagnolina, quando dal contesto si evince che si parla di cani. Difatti il sostantivo cacciüne indica anche il pesce
1 – Pesce di mare (Scyliorhinus canicula) appartenente all’ordine degli Squaliformi; è un piccolo squalo dalla pelle maculata che può raggiungere dimensioni di 30-40 cm. La forma è più tondeggiante e meno affusolata degli altri squaliformi. Pur essendo un piccolo pescecane, non è per nulla pericoloso per l’uomo.
2 – Il termine cacciüne è usato anche per indicare un cane di piccole dimensioni.
È la parte più interna, legnosa e non commestibile dell’albicocca (Prunus armeniaca).

Non si tratta di fare un esorcismo vero e proprio.