Cartèlle s.f. = Cartella, bustina, cachet
1) Cartèlle = Cartella, nel senso di bolletta esattoriale. Simil italiano.
2) Cartèlle = Cartella, nel senso di cartella scolastica per contenere libri e quaderni. Quando frequentavo io le elementari di chiamava ancora ‘a cartjire o ‘a cartjille. Simil italiano.
3) Cartèlle = Cartella, ‘bustina’, ossia piccolo involucro di carta per contenere qls prodotto in polvere, un cilindretto con le estremità ripiegate verso il centro: una specie di bustina senza colla.
C’era la supposizione che anche il vino si preparasse con certe polverine contenute nelle cartelle. Lo si diceva quando era di pessima qualità.
4) Cartelle = Cachet: capsula di farina d’amido, cialda sottile, come un’ostia, contenente farmaci in polvere da prendere per bocca.
Molte medicine erano preparate dal farmacista stesso di volta in volta su indicazioni del medico curante (Prodotti galenici).
In casa poi le mamme prendevano l’ostia – appena passata nell’acqua per farla ammorbidire e poggiata su un tovagliolo di tela bianca – ponevano il farmaco in polvere e avvolgevano i lembi come un fagottino, Questa ‘cartella’ veniva deglutita con un sorso di acqua.
Con questo termine si designava un quantitativo di circa 300 litri di acqua potabile.
Generalmente con questo sostantivo si intende quel carrettino a mano con una ruota e due stanghe, usato dai muratori e dai contadini per spostare piccoli carichi entro piccoli spazi. Una volta erano di legno, ruota compresa. Ora sono di acciaio con il ruotino pneumatico, come appare nella foto di Wikipedia.
Fino agli anni ’50, dicendo cariöle invece si intendeva tutta un’altra cosa: il frutto del nostro fervido ingegno!
Mollusco bivalve (Pecten jacobeus), con valva destra convessa e sinistra piatta. Ha due ali anteriori poste marginalmente alla cerniera e numerose coste radiali sulle valve. Vive sulla costa atlantica.