Patòrje s.f. = Raccontini
Il termine, accettabile anche nella forma patòrie, non ha un suo significato specifico, ma si ricorda forse solo per la rima, e va associato a stòrje (nella locuzione “storje e patòrje”)
Sono raccontini o aneddoti brevi e divertenti, spesso improvvisati, che, erano narrati ai più giovani dalle persone più anziane.
Quante calde serate d’estate, a terra, sul marciapiede dell’uscio delle porte abbiamo ascoltato, dalle nonne sedute sulle “mezzesedie”, questi racconti a volte divertenti e a volte paurosi .
Spesso durante quei racconti poteva uscire dalla bocca del narratore qualche “frecàbbele”, ovvero una simpatica e divertente fesseria.
Ad esempio vi trascrivo una canzoncina abbastanza nota, sul motivo di Giro-giro-tondo:
Stòrje e patòrje
jì morte zia Vettòrje,
jì mòrte senza cammüse
e zia Vettòrje ‘mbaradüse.
Jì mòrte senza mutànde
e böna notte a tutte quànde!
Ho scoperto casualmente che anche in dialetto barese si usa questa espressione:
«Decève Zizì, u frate de mammine, ca iève scegguannàre (giocherellone): «Velite sendì?… Storie e Patòrie, u cule de Vettòrie, Vettòrie se ne scì e u cule arremanì!».

La carota (Daucus carota) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle ombrellifere; è anche uno dei più comuni ortaggi.

Il cervone (Elaphe quatuorlineata) è il più lungo serpente italiano ed uno tra i più lunghi d’Europa. La sua lunghezza può variare dagli 80 ai 240 cm, anche se raramente supera i 160. È di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro scure barre longitudinali (da cui il nome scientifico). Vive nel sottobosco fino a 1000 m di altitudine. Non è velenoso.
A volte viene chiamata rennenèlle = rondinella.