Altri pronunciano: Cu ‘nu “sì” te ‘mpìcce, cu ‘nu “no” te spìcce! = Con un “sì” ti ingarbugli, con un “no” ti liberi.
Invito a alla prudenza.
Con un sì, accettando una proposta, rischi di restare imbrogliato, impelagato in situazioni difficili o pericolose. Invece con un bel no, ti affranchi da qualsiasi impegno.
Nota linguistica:
La versione che per la preposizione “con” adopera pe al posto di cu deve essere preferenziale, perché più autenticamente manfredoniana.
È lo sfogo amaro sicuramente di persone anziane che vengono purtroppo trascurati dai propri figli. Una specie di improperio, come per dire che allevare i figli e allevare i porci è la medesima cosa. E questo perché né i figli né i maiali mostrano riconoscenza verso chi li cura.
Insomma il contrario del Detto napoletano: ‘E figlie so’ piezze ‘e core.
Dice Luciano De Crescenzo che il Napoletano perdona qualsiasi nefandezza quando il soggetto semplicemente è pate ‘e figlie…
Fortunatamente i figli ingrati sono rarissimi (almeno lo spero!).
In questi tristi casi i Napoletani sentenziano una variante altrettanto veritiera del nostro Detto : ‘E figlie so’ piezze ‘e mmerda.
Questo detto si riferiva alle persone di bassa statura, ritenute erroneamente di animo malvagio, nate sotto cattivi auspici, vittime di un destino ingrato.
Secondo una credenza finalmente debellata, i soggetti bassi di statura non crescerebbero in altezza a causa della loro innata malizia. Tutte fandonie!
Mio cognato rispose ai colleghi camionisti tedeschi spilungoni, che lo punzecchiavano a causa della sua statura, che l’altezza giusta per un uomo vero era la sua, di cm 158: tutti i centimetri in eccesso indicavano la misura di…un pieno di merda!
Ah ah ah! Risate e birra a volontà offerta dagli amici Teutonici pieni di…birra!
Modo di dire che riassume complicità, omertà, patto tra due persone che preferiscono non palesare i loro segreti.
Ad esempio:
1-Vediamo compiere delle mascalzonate da manigoldi, ma per timore di ritorsioni, facciamo finta di niente.
2-In due abbiamo scampato un pericolo in macchina, evitando una sbandata, ma non osiamo manifestare alcun commento. Ammutoliti!
Si tratta di linguaggio da carrettieri. Alla lettera significa: Ciuchi al timone e muli al bilancino.
Di solito al timone, ossia tra le stanghe del carrettone, di poneva un cavallo, più obbediente e sveglio del mulo, e al bilancino, ossia al tiro affiancato, un altro equino che eseguiva più l’andamento del carro che i comandi del carrettiere.
Gli asini e i muli sono considerati più animali da soma che da tiro. Messi a trainare il carro non sono proprio l’ideale per il corretto andamento del trasporto.
Figuratamente il proverbio si cita quando si vuole evidenziare che al vertice, al “comando” della casa, di un’Azienda, di un’Impresa, di un’Amministrazione, ecc. ci sono delle persone inadatte, incapaci, inefficienti e/o incompetenti (succede, succede…)
Gianni era nato e la mamma lo vedeva già grande, sposato, affermato, realizzato.
L’amore di ogni mamma vede già nella sua creatura una persona di grande successo.
Il nome assegnato frugoletto, secondo le tradizioni di famiglia, è diverso: qualcuno lo chiama Tatte, altri Giuànne. Mia suocera, che era molto sfottente, lo aveva “battezzato” con un termine impertinente, e aveva coniato il verso finale: ho avüte ‘nu fìgghje e l’avöve misse a nöme Dunéte.
Il proverbio vuole frenare coloro che, in termini temporali e nella foga del discorso, si proiettano in un futuro che va molto al di là del proposito attuale, il quale, proprio perché progetto, non stato ancora realizzato. Un passo per volta! Step by step.
Ad esempio, parliamo della patente di guida che nostro figlio intende conseguire, e già uno o l’altro dei genitori parla dei diversi modelli di automobile che potrebbe acquistare, del colore della carrozzeria, del tipo di assicurazione, di quanto costa l’uso dell’autorimessa o la sostituzione dei pneumatici dopo 40 mila km… ecc. ecc.
Calma! Vediamo prima se il ragazzo riesce a superare gli esami!
Per inciso: ‘nzuréte deriva dal latino inuxoratus = sposato, ammogliato, da uxor = moglie.