Chi te völe méle, te fé parì ‘u cüle da sotte a sètte cammüse
Ci ti vuole male ti scopre il culo anche da sotto a sette camicie.
Hai voglia tu a coprire (figuratamente) con cura le tue grazie!
Chi ti vuole male è capace di fare malignamente una ricerca talmente accurata e a fondo che qlcs scopre sempre: difficilmente qualcuno si salva da costui.
Alla lettera: chi sta alla (propria) casa, buona fortuna gli entra. In italiano un po’ più corretto: “Chi resta in casa propria, guadagna buona fortuna”.
Ossia non si espone a pericoli: aggressioni, tumulti, piovaschi, litigi, incidenti, borseggi, cadute, ecc.
Quindi, per prudenza, sarebbe meglio rimanere tappati in casa. Troppo riduttivo e pessimista.
Ovviamente veniva enunciato a posteriori, ossia a disgrazia avvenuta, da qualcuno lì presente, al posto di esprimere parole di conforto, con significato di: “Avresti fatto bene a rimanere in casa!”….
Una specie di rimprovero/beffa. Il malcapitato, se ancora lucido, lo avrà mandato quel paese.
Questo proverbio è decisamente contraddittorio con quell’altro che dice: chi jì fèsse, stèsse alla chése.
Esiste la variante finale….. “böna jurnéte li trése” = guadagna una giornata, intesa come compenso di lavoro. Questo è riferito alle donzelle, che si applicherebbero alle faccende di casa invece di andare scussiànne!
Ringrazio il lettore Roberto Trotta per avermi dato lo spunto a redigere questo post.
Questo proverbio suggerisce di non andare troppo per il risparmio perché la qualità peggiora, e poi si è corstretti a comprare un’altro oggetto che rimpiazzi il primo, malfunzionante a causa della sua pessima qualità.
Quindi spende due volte. Nessuno regala niente.
Mia nonna diceva, con lo stesso significato: Chi sparàgne spènne = Chi risparmia spende
Chi paga in anticipo è male servito.
Questo proverbio, come sempre, invita alla prudenza.
In questo caso consiglia di pagare un bene o una prestazione d’opera solo alla fine, quando si può verificare ciò che si è ottenuto.
Infatti spesso chi richiede un lavoro, e per ragioni che no sto qui a discutere non rimane soddisfatto, è costretto a inseguire il prestatore d’opera per ottenerne rifiniture o completamenti. Se invece non lo ha liquidato in anticipo, sarà costui a corteggiare il committente per farsi pagare retribuire quanto pattuito.
Chi nen völe fé u’ mìgghje, fé ‘u mìgghje e ‘u migghiéje.
Alla lettera significa: Chi non vuole fare il miglio, fa il miglio e il migliaio.
Un Detto popolare che sollecita l’operosità. Se non hai voglia di fare un’azione, e la rimandi, alla fine sarai obbligato a farla ugualmente, con maggiore dispendio di forze e con ulteriore fatica.
In lingua si dice: non rimandare al domani quel che puoi fare oggi.
Ringrazio il lettore Lino Brunetti per avermi fornito questa chicca dialettale.