Scarpiöne s.m. = Geco
Il geco (Tarentola mauritanica) è un piccolo rettile simile a una lucertola, appartenente alla fam. dei Geconidi di color grigiastro o bruno, innocuo e insettivoro.
Ha abitudini notturne. Ha caratteristiche dita a spatola munite di lamelle adesive che gli permettono di arrampicarsi sulle pareti e muoversi velocemente.
Tipico delle zone temperate mediterranee. Era erroneamente ritenuto velenoso per il suo aspetto orripilante, molto diverso dalle fattezze aggraziate e guizzanti della mamàngele = lucertola.
Difatti di qlcu che non aveva una sembianza aggraziata, si diceva: Jì ‘nu scarpiöne = È brutto come un geco dei muri.
In Campania è detta lacerta ‘mbracedata (lucertola guastata, corrosa).
Il geco comune si trova nelle abitazioni situate in ambienti caldi e umidi. Visto che è un rettile innocuo, è bene non allontanarlo poiché si nutre di insetti fastidiosi per l’uomo come falene, mosche, moscerini e zanzare.
Nulla a che vedere con lo scorpione velenoso cui assomiglia solo nel nome.
caro tonino
ti scrivo perché con due amici manfredoniani fuori sede, sapendo bene che scarpione si riferisce al geco, ci chiedevano qual è il modo per chiamare invece gli scorpioni; se c’è un modo!
ciao da Bologna
Non ricordo di aver mai sentito nominare lo scorpione vero e proprio (Euscorpius italicus), anche perché sono rari vederli in città. Difatti dice Wikipedia: «L’habitat è rappresentato soprattutto da vecchie mura, pietraie e legnaie, dove trova rifugio in buchi, anfratti e crepe. È tuttavia reperibile anche nei campi erbosi e sotto le pietre nelle zone montuose».
Quindi penso si debba ricorrere alla voce italiana adattata alla nostra pronuncia, cioè “scarpiöne“