Tag: sostantivo femminile

Chjachjaròsche

Chjachjaròsche s.f. = Escremento animale.

Specificamente la cacca dei topi, nera e tondeggiante, o quella delle mosche attaccata ai vetri.

Anche quella degli ovini che rimane attaccata alla loro lana, quantunque abbia un nome specifico (vedi: il sinonimo tròzzele).

Per estensione qls macchia vistosa su indumenti da lavoro (grembiuli, tute, ecc.)

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Chiurlànde

Chiurlànde s.f. = Ghirlanda

Quando io ero ragazzo, si diceva proprio così, chiurlànde. Ora si preferisce usare un termine ibrido: i coröne = le corone.

È una vistosa corona di fiori, usata ahimè solo nei cortei dei funerali, per accompagnare il defunto al cimitero, ove veniva ammucchiata nella spazzatura, assieme alle altre, per la gioia degli operatori cimiteriali.

Dal numero delle ghirlande che seguivano il feretro i passanti valutavano il ceto sociale e l’importanza del defunto. Venivano portate a piedi, da due persone, per impinguare il corteo. Tutte vanità, che giovavano ai vivi e non ai morti.

Quelle usate a Manfredonia consistevano di due rami di palma fissati tra loro e poi infiorate e decorate da un largo nastro viola, sul quale erano indicati a lettere dorate i nomi comuni dei committenti: gli zii, gli amici, i cugini, mamma e papà, ecc.

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Chiàzze

Chiàzze s.f. = Piazza

Come in quasi tutte le parole che in italiano iniziano con “pia, pie”, in dialetto cambiano in “chia” (piazza, pieno, pianella, piatto, coppia, ecc.= chiazze, chiüne, chianjille, chiatte, cocchje).

A Manfredonia oltre al significato di luogo ampio urbano, specificamente significa anche il Corso principale:

‘Na camenéte p’a chiazze
 = una passeggiata per il Corso Manfredi.

So’ scennüte ammizze ‘a chiazze = sono (sceso) uscito per il Corso (non in mezzo alla Piazza).

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Chiànghe 

Chiànghe s.f. = Basolo

La chianche o anche chianghe è un blocchetto di pietra, di dimensioni anche notevoli, usata per pavimentazione stradale.

Può essere di pietra lavica (basaltico) o di pietra calcarea o di porfido, tutte rocce con notevole resistenza all’usura.

Tuttora, quantunque realizzate in calcestruzzo e non più in pietra, lo sbalzo del balcone è chiamato, al femminile: ‘a chiànghe ‘u balecöne.

Al plurale diconsi chiànghere o chiangre, forse per un influsso del tardo latino. A Monte per esemprio il plurale di ‘a chése = la casa è ‘i càsere = le case.

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Chiàcchjere

Chiàcchjere s.f. = Chiacchiera, Alterco

Accettabile anche la versione chjàcchjere, più vicina alla reale pronuncia.

Oltre al significato specifico di chiacchiera cioè: parole inutili, pettegolezzo, maldicenza, nell’espressione di fé chiàcchjere il nostro dialetto intende alterco, lite, bisticcio, diverbio.

Giuanne ne vé chió dalla sogre: hanne fatte chiacchjere = Giovanni non va più dalla suocera: hanno avuto un alterco.

Per sminuire la portata del diverbio, causato da futili motivi (tifo calcistico, critica su giocata di carte, rimprovero per un ritardo, ecc.)  si usa dire che i contendenti hanno fatto una chjacchjarèlle, come dire che hanno fatto una “chiacchieratina”… un  po’ animata.

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Chiacchjarèlle

Chiacchjarèlle s.f. = Litigio

Piccolo diverbio facilmente risolvibile.

Hanne fàtte ‘na chiacchjarèlle e ce so’ ammusséte = Hanno avuto un diverbio e sono un po’ risentiti.

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Chése 

Chése s.m. e s.f. = Cacio, casa

1) Chése s.m. (dal latino càseus): latte di pecora, di capra, di mucca o di bufala cagliato, salato, cotto e preparato nelle forme, da cui dicesi anche formaggio. Curiosità i tedeschi dicono Käse (pron. chése, come la nostra).

2) Chése s.f. = edificio di muratura che serve da abitazione.

A chése = a casa mia. Infatti l’agg. mia è sempre sottinteso. Se voglio dire a “casa tua” dico: a càste.

Jüje a chése e tó a càste = Io a casa mia e tu a casa tua.

Al plurale gli articoli ‘u ‘a diventano ‘i, mentre il sostantivo resta invariato.

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Chenzöle 

Chenzöle s.f. = Consolle

“Consolle” è un arredo domestico, ed  è un termine francese tel quel..

Si tratta di un ripiano fisso, a mensola, sorretto da telaio con piedi di legno intagliato.

E’ sempre completato da uno specchio, la cui cornice si armonizza con lo stile e con le intagliature della sottostante «consolle ».

In questa opera si riflette la immensa bravura dei nostri artigiani. Era fatto completamente a mano, compreso gli intagli, in stile quasi barocco.

Era l’orgoglio delle nostre nonne.  Molte consolle sono purtroppo diventate legna da ardere perché incoscientemente considerate vecchiume dai nipoti…

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Chenéte

Chenéte s.f. = Chiletto, chilata

Al contrario di chenarjilleche valuta un chilo solo in difetto (quasi un chilogrammo), questo sostantivo può anche andare per eccesso: pesa un kg circa, un po’ più o un po’ meno, ma siamo lì.

Jògge mangéme djice persüne: quanda paste agghja mené? Meh jüje düche ca ‘na chenéte avàste = Oggi mangiamo dieci persone: quanta pasta devo calare? Beh, io dico che una chilata basta.

Quande pèsene quìddi cerése? Sarrànne ‘na chenéte
 = Quanto pesano quelle ciliege? Saranno circa un kg

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