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Taffe-e-ttàffe

Taffe-e-ttàffe – s.m. = Taffettà

Il termine taftah è di origine persiana, ed è diventato internazionale per l’influenza che la moda francese ha avuto nei secoli in tutto il mondo.

“Uno dei più bei tessuti in seta, con armatura a tela, caratterizzato da una densità di ordito superiore a quella di trama. Ha struttura serrata e quasi rigida, di aspetto lucido e luminoso, mano frusciante a ogni minimo movimento, leggerissimo e brillante. (Da Wikipedia)

I riflessi iride nel taffetà cangiante sono ottenuti usando in trama e in ordito filati di colori diversi.

Esiste anche il taffettà tessuto con fibre artificiali e sintetiche, molto meno pregiato.

Molto utilizzato sia nell’arredamento che nell’abbigliamento da epoche lontane, divenne il tessuto più in voga nel XVIII secolo, usato per confezionare raffinati e fruscianti abiti sia maschili che femminili, secondo il gusto Rococò del tempo.
Oggi è soprattutto usato nella moda femminile per confezionarne gonne, abiti eleganti e sciarpe, fruscianti e lucidi.; e per arredamento in tendaggi.”

Fine della parte seria.
A me piace evidenziare la storpiatura che il dialetto popolare è riuscita a combinare sul nome di questo tessuto. Le sartine lo pronunciavano bene, taffettà, ma le allieve lo hanno deformato forse volutamente in taffe-e-ttaffe, così come ci è sucessivamente pervenuto.

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Taccöne

Taccöne s.m. = Tozzo

Grosso pezzo di pane specie se tagliato grossolanamente.

Tenöve ‘na féme! M’agghje mangéte ‘nu taccöne de péne p’i pemedöre, ugghje, séle e rìnje. Mò me sènde n’àte e tande! = Avevo un grande appetito! Mi son mangiato un bel tozzo di pane con i pomodori, olio. Ora mi sento rifocillato.

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Süve

Süve s.m. = Sego, Suo

!) Sego. Generalmente è grasso di bue usato come lubrificante nelle ruote dei carretti. Anticamente era usato anche per fabbricare candele.

Quello del maiale è detto strutto o sugna (‘a nzogne)

Sinonimo di sudiciume.
Fa ‘na lavéte ammjizze ‘i schéle ca ‘ndèrre sté ‘u süve = Fai una lavata nel vano scale, ché a terra c’è sporcizia.

2) Suo, aggettivo possessivo. Si potrebbe dire correttamente ‘U süve süve = Il suo sego.

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Sutterrànje

Sutterrànje s.m. = Seminterrato, scantinato, sotterraneo.

Parte dell’edifico posta sotto il livello del piano stradale, adibita prevalentemente a ripostiglio o a deposito di vino (da cui l’italiano scantinato).

Purtroppo in tempi non troppo remoti molte famiglie povere, non potendo permettersi di pagare una pigione più alta, erano costrette ad alloggiare in questi locali. Non occorreva alcun certificato di abitabilità come si usa oggigiorno…

Perciò tutti i membri di queste famiglie erano falciati sovente dalla TBC e avevano a che fare con scarafaggi e altre simpatiche bestiole abitatrici anch’esse dei luoghi umidi e bui come i sutterranje.

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Sutténe

Sutténe s.m. = Sottano

Termine in uso solo nell’Italia merid.. Abitazione popolare, spec. costituita da una o due stanze, con un unico vano aperto direttamente sulla strada, per l’accesso e il passaggio di aria e luce. Locale a piano terra.

Ovviamente è in antitesi con supréne = soprano

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Surìzzje

Surìzzje s.m. = Servizio, incombenza, commissione.

Compito, incarico dato o assunto.

Per estensione fé ‘u surìzzje = fare il servizio a qlcu significa raggirarlo, renderlo vittima di una mascalzonata, di uno scherzo crudele o nel caso la vittima sia una donna, addirittura di uno stupro. Nel caso estremo significa anche mandarlo al Creatore.

Al plurale, fé ‘i surìzzje = fare i servizi, significa fortunatamente solo sbrigare le faccende domestiche.

I giovani di adesso usano l’analogo termine servìzzje, ma non è efficace come quallo originale.

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Supréne

Supréne s.m. = Superiore

Specificamente si tratta di un’abitazione collocata ai piani superiori, non al piano terra.

A Mundìcchje màmme jàvete a ‘nu supréne. = Al rione Monticchio mia madre abita in un appartamento situato al piano superiore.

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Sùne

Sùne s.m.= Suono

Usato sempre al plurale ‘i sùne designava solo l’orchestrina da ballo.

So’ arrevéte i sùne? = E’ giunta l’orchestrina?

Ànne mìsse ‘i sùne au festüne = Hanno chiamato l’orchestra alla festa di nozze.

Alla züte ce ballöve pi’ sùne = Alla festa di matrimonio si ballava al suono dell’orchestrina.

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Sulvarjille

Sulvarjille s.m.= Solutivo, risolutore

Uomo deciso, sicuro, determinato, che ha la forza e la capacità di decidere e di risolvere qls difficoltà.

Gesèppe ne jì sulvarjille accüme au fréte = Giuseppe non è solutivo come suo fratello.

Presumo che derivi dal latino solvere, sciogliere, risolvere,

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Sugre

Sugre s.m. = Suocero

Il padre del coniuge.

Al femminile fa sògre.

Come nei dialetti dell’Italia meridionale, per indicare i propri suoceri, si dice sùgreme e sògreme = mio suocero e mia suocera.

Per indicare quelli di chi ascolta sùgrete e sògrete = tuo suocero e tua suocera.

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