Brasciöle s.f. = Involtino
Il termine somiglia al sostantivo italiano ‘braciola’.
Nelle altre parti d’Italia se uno ordina al ristorante una braciola, si vede portare una fetta di carne di bue, di vitello o di maiale cotta sulla brace o alla griglia.
In Puglia ha un’altra connotazione. Si tratta di carne di vitello o di cavallo tagliata a fette, condita e arrotolata, e tenuta stretta con del filo bianco di cotone, oppure con alcuni stecchini.
L’interno è condito con aglio (o noce moscata grattugiata per quelli che hanno lo stomaco delicato), prezzemolo, uva passa, pinoli, pecorino grattugiato, prosciutto cotto, ecc… La fantasia non manca alle massaie pugliesi.
Dopo aver preparato le brasciöle le nostre massaie le cuociono al ragù per condire le orecchiette.
Nessuna si sognerebbe di farle ai ferri!
Brasciöle è anche un soprannome locale. Evidentemente il nomignolo è stato affibbiato a qualcuno che le vendeva o le gustava particolarmente.
Va bene anche la grafia omofona Bommïne
Mammifero da latte che si è ambientato nella nostra zona grazie alla presenza di numerosi acquitrini.
Tuttavia il termine bezzöche ha assunto una valenza molto negativa, ma non per la frequentazione delle donnette a tutte le funzioni della Chiesa. Questa già di per sè sarebbe una cosa buona e meritoria.
Bettöndomàtece s.m. = Bottone automatico, bottone a pressione