Trué ‘a pèzze a chelöre

Trué ‘a pèzze a chelöre loc.id. = Giustificare

Alla lettera: reperire una toppa dello stesso colore dell’abito da riparare.

La locuzione pittoresca, basata sulla benemerita opera delle nostre nonne, è molto efficace per descrivere una particolare abilità di chi sa trovare sempre una scusa buona, una ottima giustificazione di qls azione disapprovata da altri.

Visto che trovare sempre la toppa del colore adatto allo strappo è un’azione che non è da tutti.

Le nostre nonne conservavano sempre nell’apposito sacchetto, un mucchio di ritagli di stoffa proprio per rattoppare pantaloni strappati o logorati per l’usura. Tra questi riuscivano, catalogandoli uno per uno, a reperire quello più adatto, per consistenza e per colore, lavorando d’ago, a riparare il guasto.

Ricordo benissimo fino agli anni ’50 ragazzini che giocavano per strada e adulti al lavoro (muratori, imbianchini, pescatori, campagnoli) con i pantaloni rattoppati al ginocchio o al culo. Per la verità la toppa non sempre era dello stesso colore, ma la necessità di salvare quello rotto faceva superare questa diversità cromatica.

Quindi, la “reperire una toppa del colore adatto” nel linguaggio figurato, è diventata una giustificazione, o meglio, la straordinaria capacità di scovare una valida scusante per qls errore.

Giuànne quanne jì ‘nu fàtte tröve sèmbe a pèzze a chelöre = Giovanni, quando accade qualcosa (di spiacevole), riesce sempre a giustificarsi.

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