Ugghje (all’)

Ugghje (all’) loc.id. = a cavalluccio, a cavalcioni

Portare, per gioco o per soccorso, una persona a cavalcioni, ossia con le gambe divaricate, come si sta in sella al cavallo, 

A Roma dicono a cavacecio, ossia “a cavallo del ciuccio” (ciuco).

Perché noi invece citiamo  l’ugghjie, l’olio?
Anticamente l’olio si conservava in otri di pelle.
Per trasferire l’olio dal frantoio al magazzino dell’acquirente, si caricavano  e si scaricavano gli otri ben serrati, ovviamente a spalla, o sul carretto o sul basto di un animale da soma. 

Per similitudine, come il frantoiano si caricava dell’otre sul groppone, e lo teneva ben saldo con le braccia, attento a non farlo cadere, così si immaginava il papà che si porta il frugoletto all’ugghie, alla maniera dell’olio.

Questa origine della locuzione mi venne spiegata da un anziano parente quanto ero io frugoletto e mi piaceva immensamente stare all’ugghje, a cavalcioni di mio padre.

 Invito a commentare con  altre versioni se sono a vostra conoscenza.

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