Uggiò!

Uggiò! inter. = Ehi, giovane!

Quando ci si rivolge a qualcuno che non si conosce, magari per chiedere un’informazione, specie se la persona interpellata non è avanti con gli anni, si usa questo simpatico vocativo bisillabo: uggiò, che poi sarebbe il troncamento di ‘u giòvene.

Se la persona è adulta si usa bellö‘, alla lettera “bell’uomo”, in italiano corretto “buonuomo” (ovviamente al femminile bèllafè’).

A volte assume toni minacciosi:
Uggiò, fatte ‘i cazze tüve! = Ehi tu, pensa agli affari tuoi!
Uggiò, vatte fé ‘na camenéte = Ma perché non vai a farti un giretto? In questo modo eviteresti di impicciarti in affari che non riguardano la tua persona, che così verrà salvaguardata da conseguenze spiacevoli.

Il sintetico invito veramente non è tradotto proprio alla lettera, ma il senso del discorso è proprio quello…

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