Autore: tonino

Preggessiöne

Preggessiöne s.f. = Processione

Rito in cui sacerdoti e fedeli, disposti in fila, pregando e intonando inni, accompagnano, lungo un determinato percorso, immagini sacre, reliquie ecc.

A preggessiöne nen ce vöte quanne jèsse, ma quànne ce arretïre = La processione non va guardata quanto esce, ma quando rientra.

E’ un detto che ridimensiona gli entusiasmi: si valuterà il successo al termine dell’opera.

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Pruffedjüse

Pruffedjüse s.m. = Contestatore, litigioso, biasimatore, cavilloso.

Puntiglioso, testardo, cocciuto, che mostra ostinazione, caparbietà per partito preso. Anche litigioso, perché presume che solo le sue idee siano quelle valide.

Persona incontentabile, che trova sempre difetti nelle azioni e nei ragionamenti altrui. Non è costruttivo.

Insomma è meglio stare  alla larga da costui.

Deriva dal verbo pruffedjé = ostinarsi nelle proprie idee, e anche dal sostantivo pruffìdje = cocciutaggine, ostinazione, puntiglio, caparbietà.

Nulla a che vedere con il termine italiano “perfidia” con cui ha solo un’assonanza, dal significato  = malignità, malvagità, cattivera.

Vattì, ‘stu pruffedjüse, te pigghje pe chépe e mjine muzzeche, te pigghje pe cöte e mjine càvece…= Vattene via, questo contestatore: ti prendo per la testa e dà i morsi, ti prendo per la coda e sferri calci…

Al femminile fa pruffedjöse.

Sinonimi:
zellüse (f. zellöse) = cavilloso/a
mbettüse (f.mbettöse) = presuntuoso, sprezzante.
punjüse (f. punjöse)= ostinato/a, irremovibile.

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Precöche

Precöche s.f. = Pesca a pasta gialla

Il termine “Percoca” sta entrando nel lessico italiano.
Si tratta di una varietà molto particolare, con polpa gialla e dura,  del frutto commestibile prodotto dal pesco, detto In latino persica praecocua forse nel significato di precoce.

Alcune varietà hanno il nocciolo aderente alla polpa (percoche duracine); altre no (percoche spaccàgnole).

I nostri nonni anticipando o emulando inconsapevolmente la sangrìa spagnola, usavano far macerare al fresco pezzi di precöche nel vino rosso per esaltare il sapore e il profumo di entrambi i componenti del connubio solido-liquido, solido, cibo e bevanda.

Se pronunciato al maschile ‘u precùche significa parolaccia, improperio, turpiloquio.

Ovviamente non ha nulla a che vedere con il deliziosissimo frutto del Prunus persica.

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Preciöse

Preciöse s.f. = Precesa

Fascia di terreno agricolo, generalmete arata prima dell’accensione delle stoppie.
È una misura precauzionale per evitare il propagarsi di incendi.

Esiste una normativa nazionale e regionale sulla larghezza della precesa, sull’epoca dell’accenzione delle stoppie, e delle misure precauzionali da mettere in atto.

Forse deriva dall’italiano pre-accesa. Un altro metodo, oltre che con l’aratura, è quello di incendiare sotto stretto controllo, solo una fascia di stoppia. Quando si incendiano tutte le stoppie c’è terra bruciata e l’incendio è circoscritto e controllato e non può propagarsi..

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Pötuaciüle

Pötuaciüle s.m. = Porta bacinella, porta catino

Il termine è l’abbreviazione di ‘u pöte d’ ‘u uaciüle = il piede del bacile.

Etimo:

Piede: Oggetto o parte di qlco. che abbia funzione di sostegno o che somigli a un piede SIN base, gamba: i p. di un mobile; in senso fig., parte inferiore di qlco.;

Bacile = recipiente per liquidi, largo, poco profondo, di uso domestico o liturgico SIN catino, bacinella (dal vocabolario Devoto-Oli)

Quindi pötuaciüle (ammessa anche la grafia pöte-uaciüle) è quel supporto metallico che nella parte superiore (80 cm. da terra) sostiene il catino, e in quella inferiore regge una brocca.

Alcuni erano dotati anche di un sostegno per la saponetta e di braccetto per appendere gli asciugamani. Altri addirittura di uno specchio.

Il tutto, piede, brocca e bacinella era adoperato come lavatoio per le mani e per il viso. Il catino, rimovibile, si spostava a terra per le abluzioni ai piedi, e ad altra altezza per le altre parti del corpo che di volevano lavare.

I porta bacinella erano costruiti dai nostri bravi artigiani locali. Ogni fabbro lo modellava a modo suo, ma tutti i manufatti avevano misure standard per la circonferenza del catino.

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Pöte-vrascjire

Pöte-vrascjire s.m. = Base del braciere.

Supporto rotondo in legno o metallico per sostenere per il braciere di rame, generalmente con il fondo bombato, per renderlo stabile e sollevato dal pavimento. Ottimo poggiapiedi e prudente distanziatore dal calore della carbonella accesa.

Etimo:
Pöte = piede, sostegno, supporto;
Vrascjire = Braciere, vaso di terracotta, rame o altro metallo che un tempo, durante la stagione invernale, si riempiva di brace accesa per riscaldare un ambiente.

È corretta anche la pronuncia rapida ‘u pötuvrascjire, che sarebbe la contrazione di lu pöte-de lu-vrascjire = il piede del braciere.

(foto di Chiara Carpano)

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Pöt’èsse ca

Pöt’èsse ca loc.avv. = Può essere che, forse che

Costruito inspiegabilente sull’inglese maybe o anche may be= può essere, forse.

Meh, ha da venì stasöre? Pt’èsse ca sì! = Allora, devi venire stasera? Forse sì!

Può essere usato nel significato letterale di: può essere, è probabile, è fattibile, è accettabile, è attendibile, ecc.. (o il contrario, anteponendo la negazione nen = non).

Nen pöt’èsse (anche nen pöte jèsseca Mecöle làsse ‘i segarètte. Códde töne ‘u vìzzje arrarechéte = Non è credibile che Michele smetta di fumare. Costui ha il vizio (del fumo) così inveterato.

Manifestazione di  incredulità ad un racconto esagerato. Come per negare Puo mai essere?

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Pòseme

Pòseme s.f. = Amido

Era usato dalle stiratrici per inamidare i colletti delle camicie, i centrini di cotone, etc. e renderli un po’ rigiidi e più resistenti alle spiegazzature.

Il cullètte mbuseméte = il colletto inamidato.
Notate in+puseméte assume un unicum con addolcimento nella pronuncia della p in b. Siamo meridionali!

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Pöre

Pöre s.f. sop. = Pera

Frutto delle piante del genere Pyrus a cui appartengono molte specie differenti. Alcune delle specie producono frutti eduli e vengono perciò coltivate, quella più diffusa è la specie Pyrus communis..

Esistono molte varietà tra cui le più note solo le William, Abate, Conference.
Io ricordo che a giugno si trovavano in commercio anche delle pere piccole, sode, dolcissime chiamate pöre cecchetògne, più o meno col significato di “pere Cecco-Antonio”

 

 

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Pöpe

Pöpe s.m. = Pepe

Il pepe comune (Piper nigrum) appartiene ad una delle numerose specie erbacee, arbustive, arboree o lianose della famiglia delle Piperacee , diffusa spec. nelle regioni tropicali asiatiche, con frutti molto piccanti e aromatici, usati in cucina come condimento.

Una volta, come tutte le cose, il pepe si vendeva sfuso, intero o macinato.

Il droghiere pazientemente lo macinava e lo poneva in una specie di fagottino di carta chiamata ‘a cartèlle.

Tonü, mamme, va da Viscarde e accatte ‘na cartèlle de pöpe macenéte = Toni, bello di mamma. vai da Viscardo e compra una ‘bustina’ di pepe macinato. Presumo che la bustina contenesse 10 g di prodotto.

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