Chepasöpe s.m. = Salita
Tratto di strada per cui si sale.
Erta, pendio difficoltoso da scalare.
Pittorescamente i Montanari dicono chépe ad alte, con lo stesso significato: testa rivolta verso l’alto.
Chepasöpe s.m. = Salita
Tratto di strada per cui si sale.
Erta, pendio difficoltoso da scalare.
Pittorescamente i Montanari dicono chépe ad alte, con lo stesso significato: testa rivolta verso l’alto.
Chépabbàsce s.m. = Discesa
China, pendenza, strada in pendenza, tratto in discesa.
‘U chépabbasce d’u Semenàrje = La discesa di Via Seminario
Figuratamente significa percorso inarrestabile, malore fisico o psicologico o economico da cui è difficile riprendersi.
Pegghjé ‘nu chepabbasce = rovinarsi, andare in malora.
Amme pegghjéte ‘nu chépabbàsce = Abbiamo imboccato una difficile china da cui è arduo risalire.
I ragazzi di oggi, tutti acculturati, usano il termine desciöse = discesa.
Non mi piace questo termine geneticamente modificato…
Il contrario, cioè la salita, è detta ‘u chépasöpe o l’anghjanéte, dal verbo anghjané = salire.
Chépa-grosse sopr. = Testone, capo grosso
Etimologia facile. Vedi anche , capacchjöne , chépa-grosse, larga e lunga.
Chépa-bjanche soprann.= Canuto
Nomignolo affibbiato a qlcn che precocemente ha avuto i capelli imbiancati.
La canizie talvolta si manifesta, per derivazione genetica, anche in giovane età.
Chenzöle s.f. = Consolle
“Consolle” è un arredo domestico, ed è un termine francese tel quel..
Si tratta di un ripiano fisso, a mensola, sorretto da telaio con piedi di legno intagliato.
E’ sempre completato da uno specchio, la cui cornice si armonizza con lo stile e con le intagliature della sottostante «consolle ».
In questa opera si riflette la immensa bravura dei nostri artigiani. Era fatto completamente a mano, compreso gli intagli, in stile quasi barocco.
Era l’orgoglio delle nostre nonne. Molte consolle sono purtroppo diventate legna da ardere perché incoscientemente considerate vecchiume dai nipoti…
Chenéte s.f. = Chiletto, chilata
Al contrario di chenarjille, che valuta un chilo solo in difetto (quasi un chilogrammo), questo sostantivo può anche andare per eccesso: pesa un kg circa, un po’ più o un po’ meno, ma siamo lì.
Jògge mangéme djice persüne: quanda paste agghja mené? Meh jüje düche ca ‘na chenéte avàste = Oggi mangiamo dieci persone: quanta pasta devo calare? Beh, io dico che una chilata basta.
Quande pèsene quìddi cerése? Sarrànne ‘na chenéte = Quanto pesano quelle ciliege? Saranno circa un kg
Chéne-mùrte loc.id.. = Insificante, apatico.
Il termine, raccolto di recente, designa qlc elemento del gruppo che non ha smalto, o brio, o vivacità.
Non prende mai alcuna iniziativa, è “spento” anche se di giovane età.
Insomma indica una persona senza vitalità, che è fermo come un cane morto!
Mattöje jì proprje ‘nu chéne murte = Matteo è proprio in tipo apatico.
Talvolta invece indica un fetore insopportabile paragonabile a quello che esala da una carcassa di cane insepolto.
Föte a chéne murte = Puzza come un cane morto.
Chéne s.inv. = Cane
(etimol. dal latino Canem, greco Kuon)
Animale domestico (fam. canidi) molto comune, diffuso in tutto il mondo, usato per la caccia, la difesa, nella pastorizia, come animale da compagnia o per altre attività.
Chéne arraggéte = Cane arrabbiato. Indica il cane colpito da una terribile malattia chiamata idrofobia. O anche fig. una persona avida, cattiva, egoista, litigiosa.
Chéne vattescéte = Cane bastonato. Evidenzia figuratamente, l’aspetto di qlcu mogio, afflitto, scoraggiato, rassegnato.
Assemègghje a ‘nu chéne vattescéte = Somiglia a un cane bastonato. Il termine vattescéte è ormai desueto.
In dialetto, che sia maschile, o femminile, o singolare, o plurale, si dice sempre chéne. Ovviamente è l’articolo che determina il genere e il numero dei cani (‘u chéne, ‘a chéne, ‘i chéne)
Chenarjille s.m. = Chilotto, chiletto,
È una valutazione “a occhio” del peso di un oggetto o una derrata alimentare, senza che ci sia un controllo sulla bilancia, cui viene attribuito il valore di circa un kg.
Segnö, accattatìlle ‘stu pólepe ca jì angöre vüve, sarrà ‘nu chenarjille: dàmme sett’èure e böna salüte!
= Signora, còmpratelo questo polpo perché è ancora vivo (appena pescato), sarà un chiletto: dammi sette euro (mangialo) e che si tramuti in buona salute!
Si capisce che è un diminutivo di cüne = chilogrammo