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Ciacciógghje

Ciacciógghje s.m. = Imbroglio, pastrocchio

Inganno realizzato con subdoli stratagemmi e artifici per sorprendere la buonafede altrui.

Significa anche un lavoro fatto alla meno peggio.

Al plurale suona ciacciùgghje.

In età scolare si dice anche mamùrce

Deriva dal verbo (clicca→) ciacciugghjé. o acciacciugghjé.

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Ciacciugghjé

Ciacciugghjé v.tr. = Raffazzonare, abborracciare

È ammessa anche la dizione acciacciugghjé, o anche… con la prolunga acciacciugghjéje

Rabberciare, rattoppare, riparare qlcs alla meglio

Fare o dire alla meno peggio, per fretta, mala voglia o incompetenza.

Ovviamente un lavoro ciacciugghjéte è un lavoro mal fatto, che lascia a desiderare, senza rifiniture.

 

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Ciaciàcche

Ciaciàcche agg e s.m..= Donnaiolo

I francesi dicono Tombeur de femmes, colui che fa cadere le donne.

Gaudente, donnaiolo, libertino e immorale, spende i suoi averi con donne di malaffare e in gozzoviglie.

Difficilmente si pente come il figlio prodigo della nota parabola evangelica.

Quando inevitabilmente rimane senza risorse economiche finisce come un miserabile (vedi Chiapparüne). C’jì fruscéte tutte cöse = Si è sperperato tutto quanto possedeva.

Quei parassiti, che erano stati suoi compagni di gozzoviglie, gli gireranno inesorabilmente e impietosamente le spalle.

Dispreg. Ciaciaccöne

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Ciaciùtte 

Ciaciùtte agg. e s.m.= Grasso, pingue, grosso, obeso, cicciuto.

Come sostantivo vale grassone, ciccione,: uì, mo vöne ‘u ciaciùtte = ecco, ora arriva il grassone.

Essere bene in carne una volta era segno di buona salute. Adesso l’essere solo un po’ fuori forma diventa un disagio esistenziale che ci costringe a insopportabili diete.

Come aggettivo : Jöve nu baccalà, bèlle ciaciutte = era un baccalà bello grosso

Al femminile suona ciaciòtte.

Molto spesso si semplifica in ciùtte e ciòtte.

Come superlativo va bene ciutte-ciutte, e ciòtta-ciotte.

Nella locuzione fàrece ciutte-ciutte (o ciotta-ciotte) si intende rimpinzarsi, riempirsi, ingozzarsi, abbuffarsi.

Vedi anche il simile togliersi quattro pieghe…

(foto tratta dal web)

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Cialluttöne

Cialluttöne agg. = Chiacchierone, pettegolo

Non sono certo della resa in italiano.

A me dà l’impressione di un tipo pettegolo e chiacchierone. Qui a Matera (e non siamo nel Lombardo-Veneto) cialleddé significa forbiciare, spettegolare, come il nostro zingarjé, furbecé.

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Ciamarüche 

Ciamarüche s.f. = Chiocciola
Mollusco (Helix aspersa vermiculata o ) dotato di una grossa conchiglia a spirale, corpo allungato, viscido, strisciante sulla superficie ventrale, capo munito di antenne retrattili. Il guscio presenta una fascia marrone a spirale su campo bianco. È tipica dell’Italia meridionale: in altre regioni è chiamata “rigatella” per via delle righe bianco-brune a spirale.

Si raccolgono nei campi e si lasciano spurgare per una settimana. Successivamente si preparano con un sughetto all’aglio e pomodoro per condire le orecchiette con la rucola. Un piatto tipico di Manfredonia.

In Basilicata sono chiamate ‘cozze’, o ‘cozze di terra’. I raccoglitori di chiocciole sono detti ‘cozzari’, che è sinonimo di incivile, zotico, buzzurro.

Quando si raccolgono soggetti di dimensioni maggiori (come le famose escargots francesi) sono chiamate ‘i cervüne (Helix aspersa viridis). In Basilicata cape d’agghjone, grosse teste di aglio.

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Ciamarüche mósse mòdde

Ciamarüche mósse mòdde s.f. = Chiocciole (lumache) novelle

Queste chiocciole si riconoscono dalla fragilità del loro guscio dovuto alla loro  giovane età.

Questo fatto non significa che non siano buone per prepararne il tradizionale sughetto.  Solo bisogna stare attenti a maneggiarle per evitare lo schiacciamento del loro  guscio.

Si paragona scherzosamente a una ciamarüche mósse mòdde quel tipo insopportabile di adolescente schizzinosa, che non mangia volentieri quasi nulla perché ritiene qualsiasi pietanza degna della pattumiera e non del suo stomachino delicatino.

Attenti alla pronuncia delle “o” , che è stretta su mósse e larga su mòdde.

Il lettore Michele Castriotta asserisce che queste chiocciole erano conosciute in dialetto col nome di jaródde.

 

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Ciamaruchèlle

Ciamaruchèlle s.f. = Chiocciole giovani.

Si tratta di giovani chiocciole, generalmente biancastre, che si trovano a migliaia lungo le strade di campagna a fine estate.

Vengono chiamate Ciamaruchèlle, per distinguerle, data la minore dimensione, dalle ciamarüche (←clicca) adulte.

Generalmente si lessano e si condiscono con aceto e foglie di menta piperita fresca (‘a mènte ‘i ciamaruchèlle) in una specie di fresca insalata estiva..

 

maruzzellerosse2-800x600 (400x300)Esistono con lo stesso nome le lumachine di mare, da non confondere cono con i cazzecómbre,(←clicca) che sono immangiabili, o con i curlicchi (←clicca) da cui invece si ottiene un delizioso intingolo.

I Napoletani le chiamano maruzzelle (Nassarius mutabilis), altrove tombolini, nassa, bombolini.

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Ciambe-ciambe

Ciambe-ciambe loc. id.soprann. = Impronte, ditate.

1) Un mobile è pieno di impronte lasciate da mani unte o sudate? Ecco è tutto ciambe.ciambe!

Si può dire anche che sté ciambjéte, ove ciambe è una caricatura di zampa, perché il monello che ha fatto il danno è paragonato ad una bestiolina con le zampette…

Mi sa che anche ciambéte = manciata derivi da ciambe = zampa

2) Con il nomignolo Ciambe-ciambe era conosciuto un bravissimo sarto su Via Tribuna, fra Via Magazzini e Via Vittor Pisani, specializzato nel confezionare abiti da uomo. Molti allievi sono usciti dalla sua bottega, altrettanto bravi.

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Ciambéte 

Ciambéte  s.f. = Manciata

Quello che può essere contenuto in una mano sola. Quello che si raccoglie a mani unite dicesi pjöne.

Istruzioni per preparare le acciughe salate. Mjine ‘na ciambéte de séle e jüne d’alüce, jüne de séle e jüne d’alüce = Metti una manciata di sale e una di alici, alternando gli strati.

Ovviamente ciambéte se inteso in senso figurato significa “inezia, poca roba”.

Jì rumàste pe ‘na ciambéte de pedócchje = È rimasto con un pugno di pidocchi, ossia ha avuto un rovescio di fortuna ed è rimasto a mani vuote.

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