Sciulènde

Sciulènde agg. = Scivoloso, liscio, viscido, untuoso.

Riferito a superfici viscide su cui è pericoloso avanzare perché si può scivolare.

Faciüte attenziöne a ‘stu scùgghje ca jì sciulènde! = Fate attenzione a questo scoglio, perché è scivoloso (a causa di una viscida alga cresciutavi sopra).

Mandeniteve a mmè, ca ‘ndèrre jì sciulènde = Appoggiatevi a me, perché il suolo (fangoso) è scivoloso.

Quando l’aggettivo è ripetuto – sciulènde-sciulende – non significa ‘molto viscido’, ma ‘semplice’, ‘veloce’, ‘scorrevole’.

Questo sciulènde-sciulènde mi dà l’idea di un inatteso piatto di spaghetti proposto agli amici, che sono in procinto di congedarsi, per convincerli a restare ancora un po’ in nostra compagnia…
Meh, stàteve quà n’ate pöche, ca mò faciüme düje spaghètte sciulènde-sciulènde = Beh, restate qui ancora un po’ (con noi), così ora prepariamo due spaghetti (velocemente, alla buona).

Presumo che sciulènde sciulènde sia l’adattamento nostrano alla bella locuzione napoletana sciué-sciué, dato che, come tutti sanno, il nostro territorio appartenne al Regno delle Due Sicilie.

Difatti questa locuzione sciué-sciué è molto conosciuta e viene usata quasi come aggettivazione per indicare qualsiasi cosa venga fatta alla buona, senza eccessivo impegno, insomma in maniera fluente, scorrevole, con semplicità” (Prof.Raffaele Bracale, Napoletanista)

Filed under: STagged with:

Sciufféte

Sciufféte agg. = Scarmigliato, trasandato

Senza offesa per nessuno: l’aggettivo è tipicamente al femminile perché descrive una donna molto trascurata nel vestire, nel pettinarsi, nel…lavarsi.

Insomma che è sciatta, scomposta, malmessa, sregolata, ecc.

Filed under: STagged with:

Sciucarjille

Sciucarjille s.m. = Giocattolo

Alla lettera significa “giochino”, dal modo antico di dire gioco sciùche, poi diventato jùche).

Trastullo per bimbi, per lo più un oggettino nuovo che desta la sua curiosità e la sua attenzione.

Per estensione: inezia, cosuccia, roba di poco conto.

Filed under: STagged with:

Scittrà!

Scittrà! esclam. = Pussa via!

Espressione scherzosa usata per allontanare animali, specie i gatti.
Con un sorriso lo si dice anche quando ci accorgiamo che qualche bimbetto allunga la mano per ghermire un biscottino di troppo.

La rapidità con cui si pronuncia scittrà è garanzia di immediata fuga del felino o del frugoletto.

Presumo che possa derivare dal francese chat-est-là (pronuncia: sciàttelà) = il gatto è là, come se si volesse avvertire la padrona di casa che il gatto sta per fare razzia nella dispensa.

Questa, come tutte le altre mie ‘spiegazioni’, possono essere fasulle. Smentitemi ,se sapete darmi un’altra etimologia plausibile, e sarò ben lieto di correggermi.

Anche qui a Matera, accentuando la tendenza della parlata della Terra di Bari, dicono in maniera quasi simile (tranne che per la vocale finale) scittré.

Ricordiamoci che per alcuni secoli il sud Italia è stato dominato dai francesi Angioini, che hanno lasciato notevoli eredità linguistiche nei nostri dialetti.

Filed under: STagged with:

Sciòppa-rafanjille

Sciòppa-rafanjille soprann..

Significa colui che sradica i ravanelli.

Sembra la qualifica (inesistente) di un operaio agricolo specializzato nella sradicazione delle piante di rafanjìlle

Filed under: Soprannomi

Sciònghe

Sciònghe s.m. = Giunco

Al pl. fa sciónghe, con la “o” stretta.

Il giunco (Juncus effusus) è un cespuglio acquatico, diffuso nelle aree umide, vive nei pressi di fiumi e laghi, nelle acque correnti pulite, ma spesso lo si trova anche vicino agli acquitrini. Si sviluppa a ciuffi, ricoprendo rapidamente ampie superfici.

I giunchi in cespuglio vengono detti anche mammazze.

Era raccolto nei pantani per ricavarne scope da giardino (scöpe de sciónghe), cestini per contenere ricotta o formaggi freschi, ecc

Filed under: STagged with:

Sciòlte

Sciòlte s.f. = Diarrea

Frequente emissione di feci liquide o semiliquide dovute a disturbi intestinali o a fattori virali.

Oltre che nella versione bisillaba sciol-te, si può pronunciare anche in modo trisillabo scio-le-te

Il termine, che sembrava un po’ troppo volgare, è stato ingentilito con diarröjeavvicinandosi al termine italiano.

Non mi piace, né il fenomeno viscerale, né il termine simil-italiano… Se la devo proprio nominare, io preferisco usare sciòlete.

Sciolte alla lettera significa proprio: sciolta, liquefatta, diluita, non densa.

Difatti come sinonimo esiste anche il termine sciugliemènde=scioglimento, liquefazione. Qualcuno per abbreviave dice anche scemènde.

Tenì ‘a sciòlte = Avere frequenti scariche diarroiche.
‘u crjatüre töne ‘a sciòlete = il poppante ha la diarrea.

Uà jì pe scòlte! o anche L’uà venì ‘nu sciugliemènde!= Deve andare per diarrea!

È un improperio tipico, lanciato contro qlcu che ha commesso un sopruso, un atto disonesto, che ha negato quanto dovuto, che ha approfittato oltre misura di quanto propostogli, ecc.

Gli si augura sì un bel malanno, ma che non sia proprio letale, da non portarselo poi sulla coscienza.

E adesso: Deodorante please!

Filed under: STagged with:

Scioffèrre

Scioffèrre s.m. = Autista, conducente

Con l’avvento dell’automobile, agli inizi del ‘900 non esisteva in italiano un termine specifico e si ricorse al francese chauffeur per designare il conducente del veicolo, il guidatore.

La pronuncia è quasi identica (sciófför). Il termine fu usato a lungo, almeno fino all’avvento del Fascismo che bandì termini stranieri, definiti barbarismi, come cocktail, bar, chauffeur, foot-ball, basket, pullmann, ecc. ecc.sostituendoli con il corrispondente italiano coccotello (!), caffè, autista, calcio, palla-canestro, torpedone, ecc….

Scherzosamente ogni tanto si tira fuori scioffèrre, specie per canzonare i Montanari: Scioffèrre, fìcce la màchene c’hadda piscé megghjèreme! = Conducente, ferma l’autobus perché mia moglie ha un’impellente bisogno di fare plin plin.

Filed under: STagged with:

Scignò

Scignò s.m. = crocchia, chignon

È un’acconciatura tipicamente femminile (ora veramente non ne sono tanto sicuro che sia solo femminile) che raccoglie dietro la nuca i capelli lunghi variamente annodati. Ho trascritto in grafia nostrana il termine francese chignon che si pronuncia scignò(n) con al n finale molto nasale.

Cito solo quella più semplice, a coda di cavallo, e quella, sempre un campo equino, a ciambella un po’ elaborata, detta a cüle de jummènde (a culo di giumenta). Qualcuna più sfacciata diceva a pecciöne jummènde (a forma dei genitali di giumenta).

Le nostre nonne si limitavano ad acconciarsi col tuppo, (‘u tuppjille),  fissando con forcine sull’occipite le trecce pendenti dai sue lati della testa.

Poi ce ne sono svariatissime e molto elaborate. Se cercate crocchia, o tuppo su “Google immagini” troverete pagine e pagine di questa svariatissime acconciature.

Filed under: STagged with: