Munelècchje

Munelècchje s.f. = Mènola (Spicara maena) è un pesce di mare della famiglia Centracanthidae.

Quando si pescava con il sistema della sciabica, si raccoglieva una gran quantità di pesci piccoli, di varie specie, considerati di scarso valore commerciale detti “‘i pìsce meškéte” = i pesci mischiati e si vendevano a piattecjille = “a piattini”, non a peso.

Le nostre nonne, che sapevano trasformare in gustose pietanze i pesci piccoli, ritenuti di scarso pregio, e anche gli avanzi più impensati, ci ricavavano una zuppa profumatissima per intingervi e ammorbidire i tozzi di pane avanzati e induriti da giorni.

Tra i vari pesci “mischiati” (sbarrungjillevuparèllejustenèllemaccarüne, ecc.) vi erano le mitiche munelècchje.

Le chiamo mitiche perché oggi le vediamo molto di rado. I giovani di oggi non sanno nemmeno come sono fatte. Ci fidiamo delle sue doti eccezionali esaltate e tramandateci dai nostri nonni, che decantano con nostalgia la scomparsa ciambòtte de munelècchje.

Per risalire all’origine del nome, i pescatori, da me interpellati, dicono che si tratta di giovani mìnele o mìnje = menole (Spicara flexuosa o Spìcara Maena).

Va detto che questo pesce cambia i colori della sua livrea a seconda dell’età, del sesso, della stagione-

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Mundìcchje

Mundìcchje topon. = Monticchio

Questo toponimo identifica una delle quattro zone in cui idealmente si suddivideva la città di Manfredonia (oltre a Söpe-a-Trjüne, Före-a-Porte e Abbasce-a-mére).

Questo intero rione, città nella città, è sorto al di fuori di Porta Montanara, abbattuta negli anni ’20. Era ubicata nelle mura che chiudevano ad est la città, su Via Torre dell’Astrologo, nei pressi della Farmacia Giornetti.

Per la rapida espansione della città alla fine della prima Guerra Mondiale, e vertiginosamente nel secondo dopoguerra, questo è diventato il più popoloso quartiere di Manfredonia anche a causa della migrazione interna proveniente dai paesi garganici, da Monte Sant’Angelo in prevalenza.

Forse il suo nome può derivare proprio da questo: Monticchio = una piccola Monte S.A. (senza voler essere blasfemo: un po’ come Brooklyn, detta Little Italy = Piccola Italia a New York).

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Munacèlle

Munacèlle s.f. = Novizia, Mandorla vuota, Chiocciola aperta.

1) Munacèlle = Novizia. Piccola suora che non ha ancora preso i voti. Sono dette munacèlle (monachine) forse perché si pensava che le fanciulle in convento ci andassero a causa della loro testolina vuota…o anche perché destinate a non fare figli, e quindi a rimanere “vuote” come spiegato al significato 2).

2) Munacèlle = Mandorla senza frutto. Durante la selezione delle mandorle raccolte dalla pianta, si scartano alcune per il loro peso leggero, perché si presume che siano vuote. In effetti se si schiaccia il guscio si trova il seme solo in forma embrionale.

3) Munacèlle = Chiocciola verde. Si tratta di una specie di chiocciola dal guscio verdastro (Helix aperta o Cantareus apertus) che ha la peculiarità di emettere una grande quantità di schiuma, creando intorno una specie di barriera protettiva. In Sardegna sono chiamate Monachelle o Monzettas o Mongettas (dalla manzoniana Monaca di Monza) per via del velo biancastro che talora le ricopre, come il velo monacale.

La le carni un po’ più sode della chiocciola comune (vedi: ciamarüche), ma ugualmente apprezzata dalle nostre parti.

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Mummelacchjöne

Mummelacchjöne agg. e s.m. = Debole

Che manca di vigore, di forza e fig. irresoluto, poco autorevole.

Epiteto offensivo che si riferisce ad una persona di poco vigore, fisicamente e/o caratterialmente.

Viene da mómmele, fiacco

Il sostantivo designa una persona fiacca, ed ha il medesimo significato dell’aggettivo.

‘Nu mummelacchjöne è considerato perdente su tutta la linea.

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Mullètte

Mullètte s.f. = Molletta

In termine italiano indica “pinze di piccole dimensioni per afferrare pezzetti di ghiaccio, zollette di zucchero; in partic. molle da focolare” (Sabatini-Coletti).

In dialetto mullètte indica due cse: quella per per afferrare tizzoni di carbone acceso, ma sopratutto la pinzette da bucato.

Angiolètte uà spànne i panne: ce vònne i mullètte = Angela deve stendere la biancheria lavata: occorrono le pinzette da bucato.

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Mulèlle

Mulèlle s.f. = Mela

Mela Rosales (Malus communis) della fam. delle Rosaceae

Frutto dalla forma sferica, buccia sottile variamente colorata, polpa bianca ricca di vitamine.

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Mulangéne

Mulangéne s.f. = Melanzana

La melanzana (Solanum melongena) è una pianta erbacea originaria della Cina, diffusa ai Tropici e nelle zone temperate.

Il frutto ha forma ovoidale di colore bruno-violaceo e polpa di sapore lievemente amarognolo.

Gli Arabi chiamano la melanzana badingian .

Il nome melanzana, in particolare, veniva interpretato anche come mela non sana, proprio perché non è commestibile cruda perché ricca di solanina, una sostanza velenosa.

Da noi è diffuso il piatto mulangéne a fungetjille = melanzane a funghetto. I funghi non centrano per nulla, ma la pietanza a base di melanzane, olio extra vergine, aglio, basilico, pomodori è ugualmente gustosa.

Forse perché i dadini di melanzana sono cotti alla stessa maniera con cui vengono preparati i funghetti.

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Mulafùrce

Mulafùrce s.m. = Arrotino.

L’arrotino era un ambulante che esercitava il suo mestiere per le strade, preceduto dal carattiristico grido: ‘u mulafùrce!.

Incantava i bambini con la sua ruota mossa da un pedale. La ruota con una cinghia azionava la cote, pietra naturale dura usata per affilare ferri da taglio, coltelli, forbili, falci, roncole, ecc..

A me piaceva, perché dava un senso di ritmo al suo lavoro, quella goccia di acqua che da un barattolo bucato cadeva incessantemente sulla pietra (tic-tic-tic-tic….).

Chissà perché io ricordo uno che gridava “arrotino di Campobasso”, come per vantarsi di una tradizione più antica, sinonimo di lavoro accurato. Gli ultimi che ricordo avevano una bicicletta modificata che azionava la cote con i pedali.
Mulafurce, alla lettera, significa:che affila le forbici sulla mola.

La foto grande (gentilmente concessa dall’amico  Matteo Borgia, cui va il mio ringraziamento) fu scattata nel 1929 in Vicolo Clemente a Manfredonia, e ritrae suo nonno, l’arrotino e calzolaio Carlo Guerra, con la sua figlioletta Anna che diventerà le mamma di Matteo..

Nota linguistica.
Il termine corretto in italiano, quando indica l’arnese atto a tagliare, è detto al plurale: le forbici. Invere in dialetto è singolare: ‘a fòrbece. Quandi si indica un numero di forbici superiore a una, dicesi ‘i fùrbece, ma qui viene pronunciato in forma contratta fùrce.
Sapete tutti chi sono “I Furbeciüne” = “I Forbicioni” e i furbecètte = le forbicine.

 

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Mulacchjöne

Mulacchjöne agg. = Bastardo

Usato anche come sostantivo. È molto dispregiativo e significa: figlio illegittimo, illegale, adulterino.

Fortunatamente il vocabolo è andato in disuso. Oggi, secondo la legge, tutti i figli, sia quelli nati nella famiglia, sia quelli nati fuori da essa, sono di pari dignità.

È scomparso dai documenti anagrafici l’indicazione della paternità. Ora basta la data di nascita, ma una volta, sulla Carta d’identità c’era la voce: (figlio) di…..
Quando la paternità era ignota, si scriveva figlio di n.n. (padre non noto). Una discriminazione che accompagnava la persona purtroppo per tutta la sua vita.

Credo che mulacchjöne derivi da mulo, animale ibrido e sterile nato dall’incrocio fra l’asino e la giumenta. L’incrocio tra il cavallo e l’asina è detto bardotto.

Ringrazio il lettore Amilcare Renato per il suo suggerimento.

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Mugghjéte


Mugghjéte  = Miliaria, sudàmina

Dermatite che colpisce d’estate le persone dalla pelle delicata, e si manifesta con un arrossamento diffuso per tutto il tronco e sulle giunture degli arti, dovuto quasi certamente alle copiose sudorazioni. È chiamata in italiano anche sudàmina, proprio per questo.

Ne sono colpiti specialmente i bambini fino a 5 anni, ma anche gli adulti dalla pelle sensibile.

Questo tipo di arrossamento cutaneo non è quello tipico delle malattie infettive dell’infanzia come la rosolia o il morbillo, ma solo stagionale.

Se volete approfondire la conoscenza di questa affezione, fortunatamente diventata rara per le migliorate condizioni igieniche-ambientali, cliccate qui

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