Mùgghje

Mùgghje s.m. = Groviglio di alghe. Involto bagnato.

1) Groviglio di alghe che si ritrova nelle reti issate a bordo dopo una battuta di pesca a strascico.

2) Fagotto di stracci ben inzuppato di acqua. Usato, ad es. per pulire della tempera in eccesso quando si dipingono le pareti.

Più spesso definisce una specie di goliardico gavettone, che non inzuppava del tutto la persona oggetto dello scherzo, ma aveva l’effetto più tenue di inumidirlo soltanto, salvo a farlo stramazzare tramortito al suolo come conseguenza del lancio dal terzo piano….

Nei cantieri edili, in mancanza di stracci, si intrideva nell’acqua un sacchetto vuoto, uno di quelli usati per imballaggio del cemento in polvere.

Talvolta veniva caldamente invocato, con un urlo straziante, in altre circostanze. Per esempio se qlcu elegantissimo si presentava sulla spiaggia, o voleva fare il saputello in una combriccola di giovani spensierati: ‘Nu mùuuuughje!!!

Ossia: Adesso ci vorrebbe un grosso fagotto di stracci ben inzuppato di acqua, in modo che sia scaraventato sulla faccia di questa persona inopportuna. Difatti costui non ha capito niente dalla vita, ed ora si mostra estremamente invadente. Colpendolo adesso viene simbolicamente “abbattuto”.

Potenza di sintesi del dialetto!

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Mufföne

Mufföne agg. e s.m. = Trasandato, disordinato

Soggetto trasandato, sregolato, magari anche poco dedito alla cura e alla pulizia della casa (e spesso a quella personale!).

Al femminile fa (clicca→) Muffàrde 

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Muffarde

Muffarde agg. = Trascurata, trasandata

E’ la versione al femminile di mufföne.

Usato anche in forma sostantivato, è riferito a una donna disordinata, trasandata, poco dedita alla cura della casa e della propria persona.

Sinonimi : ‘Ndèsce, refàlde= donne trasandate e probabilmente puzzolenti.

Ci sono sfumature che differenziano i vari t

gradi di sozzeria… e sono ben conosciute dai cultori del dialetto.

Muffarde probabilmente deriva da “muffa”, con desinenza “-ard” vagamente francesizzante (canard, clochard, mallard, pilchard, ecc.)

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Mufedjànne

Mufedjànne avv. = Due anni fa, l’altr’anno.

Come per il precedente mufalànne, ritengo che si tratti della contrazione di mò fé düje ànne = ora fa due anni, ossia non l’anno scorso, ma l’altro anno ancora, a ritroso.

Sono espressioni del lessico contadino e marinaresco che vanno scomparendo. I ragazzi di oggi dicono l’anno scòrsel’at’anne e düje anne fé.

Dal terzo anno a ritroso si enumera : tre jànne ndröte = tre anni indietro, o quàtt’anne fé= quattro anni fa, ecc.

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Mufalànne

Mufalànne avv. = L’anno scorso

L’anno scorso, l’anno appena trascorso.

Ritengo che sia la modifica della locuzione mò fé l’anne o mò fé n’anne = Ora fa un anno.

Sono espressioni del lessico contadino e marinaresco che vanno scomparendo. I ragazzi di oggi dicono l’anno scòrse, l’at’anne e düje anne fé..

Mò te sì accattéte ‘stu cappjille? – No, mufalànne = Ora ti sei comprato questo cappello? – No, l’anno scorso (ora fa un anno). Con espressione moderna simil-italiano i ragazzi dicono: No, all’anne scòrse = No, l’anno scorso.

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Mudìgne

Mudìgne s.m.. = Nano

Riferito a persona che presenta sviluppo corporeo limitato e proporzioni ridotte rispetto alla norma. Affetto da nanismo.

“Si parla di nanismo armonico quando tutte le parti del corpo sono di dimensioni ridotte in modo proporzionato fra loro, e di nanismo disarmonico quando invece prevalgono certe parti del corpo che sono sproporzionate rispetto alle altre, (per esempio, gli arti sono corti ma la testa e il tronco hanno dimensioni normali)” [da “Sapere.it”].

Il nome dialettale, nonostante l’assonanza spagnolesca, probabilmente deriva dal nome proprio di qualche artista famoso dell’ambiente circense.

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Muddìsche

Muddìsche agg. = Morbido.

Al femminile fa muddèsche.

Morbido al tatto, cedevole alla pressione, soffice, tenero.

Le generazioni odierne, seppure lo adoperano, pronunciano questo termine: mullìsche (m.) e mullèsche.

Mangéte ‘sti mènele ca so’ muddèsche = Mangiate queste mandorle ché hanno il guscio molle.
Agghje truéte vüve ‘nu ràngeche muddìsche sopa’a röne = Ho trovato vivo un granchio dal guscio tenero sulla sabbia.

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Mucedjànde

Mucedjànde s.m. = Omicida, serial killer

Alla lettera: che va facendo omicidi.

Come se fosse il suo mestiere: che àrte fé? ‘U mucedjànte…

Che ha commesso un omicidio singolo o pluirimo.
Pluriomicida. Capace di commettere omicidi.

Più attenuato il significato nel linguaggio familiare. Significa che il soggetto tende, è portato ed è anche capace di compiere crimini. In questo caso sarebbe più appropriato usare malazzjunànte.

Ammessa anche la grafia mucidjànde.

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Mucciacöne

Mucciacöne s.m. = Rimpiattino

Gioco di ragazzi, detto anche nascondino, in cui uno a turno deve cercare i compagni che si sono nascosti.

Un bimbo viene sorteggiato dalla “conta”, ed è destinato a cercare i compagni. Egli si pone davanti al muro – che è la base operativa – e conta da 1 a 51. In questo lasso di tempo i suoi compagni si dileguano e si nascondono. Quando il “cercatore” si muove alla ricerca dei compagni lasca la base sguarnita.
Allora gli amici nascosti, uno alla volta, corrono verso di essa, toccano la parete e dicono: “Cinquantuno!” In questo modo sono salvi. Il primo che viene intravisto dal cercatore passerà di ruolo, da “braccato” a “cacciatore”.

A Monte Sant’Angelo è chiamato mucciajatte = Nascondi gatto. Il  che mi fa pensare che in origine, con pronuncia foggiana, poteva anche essere nascondi-cane, muccia-cüne….Da qui è facile cambiare la desinenza…

Il gioco del nascondino era conosciuto anche come mucciatòrje, termine ormai in disuso, e anche come “Cinquantuno trombone”. Perché trombone? Mistero….

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Mpernacchjéte

Mpernacchjéte agg. = Infiocchettato, adornato, agghindato.

Va bene anche la grafia mbernacchjéte.

Generalmente, in modo figurato, l’aggettivo mpernacchjéte (come dire coperto di pennacchi), viene abbinato al sostantivo càzze ed ha sempre una connotazione negativa. Ve lo immaginate un membro virile adornato con ciuffi di penne variopinte e nastrini? Sarebbe ridicolo, non consono alle sue funzioni biologiche.

Sì proprje ‘nu càzze mbernacchjéte! = Tu sei proprio un minchione!
Esclamazione rivolta, ad esempio, al compagno di giochi quando cala una carta non appropriata.

C’jì presendéte accüme a ‘nu càzze mbernacchjéte = Si è presentato con una faccia tosta.

Se avete altri esempi da sottoporre, replicate tranquillamente!

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