La pèchere pe giustìzzje e l’agnjille pe desgrazzje
Alla lettera significa: la pecora per giustizia e l’agnello per disgrazia.
Va chiarito che si tratta di linguaggio figurato, come avviene in quasi tutti i proverbi. La pecora e l’agnello simboleggiano gli esseri umani, gli anziani e i giovani.
Il tema è la morte.
Se essa ghermisce una persona avanti negli anni, è in qualche modo giustificata (giustìzzje = è giusto), ma se raggiunge una persona giovane è sicuramente una sciagura (desgrazzje = è sventura)..
Il proverbio è chiaramente un po’ consolatorio come per dire che se muore una persona adulta, l’evento è, diciamo, assimilato, metabolizzato come una svolta naturale e attendibile: la sua vita l’ha vissuta ormai…
Se invece muore un individuo giovane in dolore è straziante e inconsolabile.
Insomma se muore un genitore, i figli si rassegnano in tempi relativamente brevi . Se invece muore un figlio i genitori non si rassegnano mai. Vero?
Nostro Signore stesso è presentato come l’Agnello sacrificale.
Scusate se sono scivolato su un argomento un po’ triste. La vita stessa è questa.
Io penso che convenga a questo punto pensare piuttosto all’agnello cotto alla brace con numerosi turcenjille…
Il proverbio mi è stato riferito e spiegato dalla signora Nella Riccardo, ultra-ottantenne, che voglio ringraziare qui pubblicamente.
La muffarde ‘a völe a chelöre, ‘a pulüte accüme la tröve
La donna sciattona, per riparare un indumento strappato, vuole una toppa dello stesso colore, e quella ordinata si adatta con quella che trova.
Muffarde è sinonimo di refalde, pastròzzele, sciaddöje, ‘ndèsce.
La prima, siccome non trova la toppa come vuole lei, NON esegue la riparazione necessaria. L’altra aggiusta l’indumento comunque.
Ovviamente si tratta di linguaggio figurato. Al giorno d’oggi nessuna persona penserebbe di indossare un indumento lacerato e rattoppato.
Insomma il Detto stigmatizza, coloro che trovano qls pretesto per NON fare nulla di utile e per contro esalta chi, nonostante tutto, si dà da fare per cercare una soluzione o completare un lavoro.
Ringrazio una persona giovane, Tonia Trimigno per avermi fornito lo spunto e una persona anziana per la corretta interpretazione del Detto.
La morte del polpo è la cipolla e la salute dell’uomo e la verdura.
I vegetali sono letali per i polpi ma salutari all’uomo.
Qualcuno più cinico e venale invece di “verzjire” = verdura, usava “burzille” = borsellino, ma il denaro, anche se aiuta a vivere meglio, di per sé non dà la salute.
Un distico, a endecasillabi ben ritmati, che fa pensare ad un accompagnamento musicale passato nel dimenticatoio.
Ovviamente non significa che la consorte vale mezzo panino!
I maligni dicono che la moglie casalinga, non portando altro reddito all’interno del nucleo familiare, consuma passivamente mezzo stipendio del marito.
Nulla di più falso!
Si deve evidenziare invece che la brava moglie, con il suo abile lavoro domestico, con le sue economie, ecc. fa durare il doppio il salario del marito.
La mangiatöre jì vàsce! = La mangiatoia è bassa!
La seconda parte del Proverbio è sottintesa, ma talvolta viene aggiunta esplicitamente: e ‘u ciócce möne càvece = e il ciuco sferra calci!
Questo detto evidenzia la facilità con cui questi porcelli di figli di oggi hanno di che cibarsi (e di che vestirsi), e magari hanno anche da protestare.
Ai tempi di mia madre non si poteva dire mai: “questo non mi va, questo non mi piace…”
La risposta era ovvia: se non ti va, vuol dire che non hai fame. Punto. Mangerai domani, se ne resta.
Insomma adesso la “mangiatoia” si raggiungere senza fatica, non costa sacrifici, e perciò quello che viene offerto non è convenientemente apprezzato.
Più ottimisticamente preferisco il proverbio in lingua “Nessuna nuova, buona nuova”!
In effetti le cattive notizie volano presto e veloci. Se sei in ansia perché tuo figlio non rientra al solito orario non arrovellarti eccessivamente. Se gli fosse capitato un brutto evento lo avresti saputo dopo pochi minuti, specie ora con i telefonini così diffusi.
Antefatto: “pare che in una chiesa di Foggia furono rubati gli orecchini dalla statua della Madonna; il prete, durante l’omelia, ammonì i fedeli dicendo appunto che la Madonna sapeva chi era stato il colpevole, cercando di spaventarli nella speranza di una restituzione del maltolto”.(ringrazio l’autore: Alberto Mangano di Foggia)
Da allora è rimasto il Detto, diffuso nell’intera Capitanata, che significa che la verità viene a galla, che qualsiasi mascalzonata venga commessa, prima o poi sarà smascherata.
Un invito a comportarsi correttamente, come ammonisce ogni Adagio popolare.
Una seconda interpretazione riferisce di una donna molto povera che, per impetrare la guarigione del suo figlioletto, si dispera davanti alla Vergine, non potendole portare nulla in dono.
La Madonna conosce bene lo stato di reale povertà di questa mamma e magari intercede per lei, riconoscendole devozione e fede.
Perciò Maria sa perfettamente chi è abbiente (ed è tirato) e chi non lo è (ma sarebbe generoso).