Tanne avv. = Allora.
In quel preciso momento; in quel tempo determinato, passato o futuro.
L’avverbio tanne è usato in tutta l’Italia meridionale. Talvolta arricchita di sfumature, ma sempre riferito ad un periodo temporale già trascorso.
La locuzione tanne-tanne o anche tanne stèsse, o tanne-pe-tanne, significa seduta stante, immediatamente, in quello stesso momento..
Si usa anche zìcche tanne = proprio in quel momento. Come dire che accade qualcosa di inaspettato mentre se ne sta compiendo un’altra.
Sono sorpreso di scoprire i legami fra il termine tanne con il latino tandem, l’inglese then (nel senso di at that time=a quel tempo), il tedesco dann, il sardo tandə e il corso tandu.
Tanna-tanne (←clicca) significa in un tempo passato ormai troppo lontano.
Le nonne quando raccontavano delle favole ai loro nipotini, iniziavano – come si conviene – con il “c’era una volta” , ma spesso in un modo un po’ burlesco:
“Stöve ‘na vòlte, tanna-tanne, quanne ‘ ciócce stöve cacànne…” = C’era una volta, tantissimo tempo fa, quando il ciuco stava cacando,….
Una rima improvvisata niente affatto divertente per i frugoletti che si aspettavano una favola vera, che poi veniva raccontata ugualmente dopo un attimo di smarrimento!
Il Prof. Michele Ciliberti, c he ringrazio sentitamente, mi ha fornito l’etimo di “tanne”: Avverbio di tempo, dal tardo latino “tandem” con significato di “allora”, in contrapposizione a “mò”, da “modus” cioè “ora”, “adesso”.
La Talpa (Talpa Europea) è un mammifero simile a un grosso topo, con muso appuntito e lungo; ricoperto di una morbida pelliccia bruna, ha le zampe anteriori provviste di unghie robuste, con cui scava gallerie alla ricerca di lombrichi e altri insetti di cui si nutre.
Nome comune di varie specie di mammiferi marini, con pinna dorsale ben sviluppata, caratteristico muso a becco, cervello particolarmente voluminoso.
Accettabile anche la versione tagghjatüre.
Oltre a quello riponibile dei fabbri, esiste il tagliolo fisso, ben piantato in un ceppo di legno o saldato ad una piastra metallica, e viene usato dai mosaicisti per tagliare le tessere musive nella forma e nella misura voluta.
E’ un insetto (Forficula auricularia) fitofago (mangia vegetali), dell’ordine dei Dermatteri, famiglia delle Forficulidae, e può attaccare colture erbacee in pieno campo, ortive, ornamentali e arboree da frutto.