Spasètte

Spasètte s.f. = cassetta a vassoio

Intendiamo con questo sostantivo quella cassetta rettangolare, di legno o di cartone o di plastica, con le pareti basse, destinata a contenere frutta o anche pesci o altre derrate alimentari.

Il termine deriva dall’aggettivo spése = sparso, poco profondo, piano.

Specificamente si usava il termine platò, derivato direttamente dal francese plateau (leggi plató) = vassoio per indicare il contenitore della frutta, e telére quello dei pesci..

Si usa anche al vezzeggiativo spasèlle ed indica pure la teglia bassa per il forno domestico o anche un piatto oblungo, in italiano chiamato pesciera.  Anticamente indicava altresì un unico grande piatto che si poneva in mezzo alla tavola dal quale attingevano il desinare tutti i membri della famiglia.

Mecöle c’jò chjechéte ‘na spasèlle de pàste au fórne! = Michele ha gradito una teglia intera di pasta al forno!

Benedüche! = Alla salute

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Spasé

Spasé v.t. = Spandere

Tracimare, traboccare, rovesciare, sversare, svuotare.

Dicesi, ad esempio, della pasta del pane che per effetto della soverchia lievitazione esce fuori dal suo contenitore.

O del vino che a causa di un urto tracima dal bicchiere e si rovescia sulla tovaglia o dello spumante che esce dalla bottiglia con un getto di bollicine.

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Spartetöre ‘i vüje

Spartetöre ‘i vüje topon. = Divisione delle vie.

Toponimo riferito all’innesto della S.S. 159 delle Saline con la S.S. 89 Garganica, nei pressi dell’ex Ajinomoto.

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Sparge

Sparge s.m. = Asparago


Dal greco aspharagos e dal persiano asparag, dal significato di germoglio.

 

Germoglio commestibile della pianta erbacea, rizomatosa, della fam. delle liliacee. Noi intendiamo solo quelli campestri. (Asparagus acutifolius). Gustosissimi e profumati. Ottimi in frittata o anche solo bolliti e passati con un filo di olio garganico.

 

Gli asparagi coltivati (asparagus officinalis). non fanno parte della nostra cultura. Cominciano a fare capolino sulle bancarelle, ma nessuno li vuole. I coltivatori di Zapponeta li mandano al Nord Italia e in Germania.

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Sparazàppe

Sparazàppe sopr.= Che spara alla zappa

Soprannome affibbiato a qlcn che non amava lavorare la terra, e che vedeva nella zappa un nemico e fu indotto spararle una fucilata!

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Sparatràcche

Sparatràcche s.m. = Cerotto


In italiano cerotto comprende due tipologie di adesivi:

1) la tela adesiva, venduta in rotoli di varie altezze, che serve per fissare i bendaggi nelle medicazioni;

2) la striscetta adesiva sforacchiata, con al centro una piccola garza medicata, usata per medicare e proteggere abrasioni e ferite superficiali.

Noi intendiamo con sparatracche solo la prima voce, cioè quello a rotolini. Il termine proviene dal francese sparadrap (pronuncia sparadrà) o dallo spagnolo Esparadrapo.

Il 2) si chiama quasi come in italiano ‘u cerotte perchè è un prodotto di fattura relativamente recente. Il contesto della frase stabilisce di quale cerotto stiamo parlando.
Ricordiamo che ceròtte principalmente indica il lumino votivo.

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Sparapjizze

Sparapjizze sopr. = Artificiere, fuochista pirotecnico.

Genericamente è detto fuochista chi produce e vende fuochi d’artificio; e anche colui che provvede ad incendiarli durante le sagre.

Lo Sparapjizze per antonomasia, quello che ricordo io in Largo Clemente faceva marketing tenendo i botti in un cestino davanti l’uscio di casa, come se vendesse uova o melanzane.
Erano erroneamente considerati innocui, ed erano liberamente venduti anche ai minorenni.

Produceva botte a müre, tricche-tràcche, frósce, per la vendita al minuto, quindi per tutti.

Per gli spettacoli pirotecnici durante le Feste preparava rutèlle (girandole), battarüje, calecàsse, ecc., tutta roba da professionisti perché di grosso potenziale e pericolosissima in mano ai non esperti.

 

 

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Sparagné

Sparagné v.t. = Risparmiare

Non spendere o spendere con molta attenzione e parsimonia allo scopo di mettere da parte denaro in previsione di una necessità futura.

Tentare di pagare al negoziante un prezzo inferiore a quello di mercato.

Pronunciato con accento piano, ‘u sparàgne, sost.masch., significa “il risparmio”.

Dal francese épargner,

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Spanne

Spanne v.t. = Sciorinare

Stendere i panni all’aria, ad asciugare.

Spanne ‘ panne = Stendere la biancheria. Mi piace l’assonanza

Con altra voce dicesi stènne  v.t., I panni sono sottintesi.

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Spangèlle

Spangèlle s.f. = Gabbia toracica.

Costole, ossa del torso umano. Quelle degli animali macellati usate per farne bistecche si chiamano tacchecèlle.

Madònne cüme sté sciupéte: ce vètene tutte ‘i spangèlle! = Madonna come sei magro! Si vedono (con evidenza) tutte le ossa del torace.

Pòvere uagnöne, töne tutte ‘i spangèlle da före = Povero ragazzo, ha tutte le costole sporgenti (per l’eccessiva magrezza).

 

Quindi tenì ‘i spangelle da före = avere le costole sporgenti denota magrezza, astenia, debilitazione organica.

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