Tag: sostantivo femminile

Quartére

Quartére s.f. = orcio, anfora, giara,

Alcuni sostengono il nome derivi dal greco  κάνθαρος (cantharos) = orcio
In altre parti della Puglia è detto capasone.

Grosso recipiente di terracotta naturale, o anche smaltata, di forma oblunga e panciuta, a bocca larga.
È dotato di due manici anch’essi di terracotta, usato per conservare olio, vino, acqua o granaglie. Capacità da 5 litri (‘a quartarèlle = piccola giara) fino a 20 litri.

Quelle di dimensione maggiore, vere e proprie giare, sono dette (clicca→) fusüne.

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Quarte

Quarte s.f., s.m., agg. = parte, quarto

1) Quarte s.m. = Parte s.m. – Zona, luogo, territorio, regione, direzione, impeto, impulso.

A quale quarte si jüte a javeté = In che parte sei andato ad abitare?
A quale quarte ‘mma jì? = In che direzione dobbiamo andare?
Jìsse jì venüte au quarte müje = Lui è venuto dalla parte mia, verso di me.

2) Quarto agg. – Numerale ordinale. In una successione ordinata, occupa il posto corrispondente al numero 4.
Javetéme au quarte piéne = Abitiamo al quarto piano.

3) Quarte agg.– Al maschile ha valore frazionario. Ognuna delle quattro parti in cui si suddivide qlco.

Hamme tagghjéte ‘a pizze e ce sume pigghjéte ‘nu quarte a tèste (pedüne). = Abbiamo diviso la pizza e ci siamo presi un quarto ciascuno.

4) Quarte agg. – Al femminile indica una misura di capacità di litro o di peso di 250 ml o g.

‘Na quarte de latte = Un quarto (di litro) di latte.
‘Na quarte de péne = Un quarto (di chilogrammo) di pane.

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Quaröre

Quaröre s.f. = Querela

Atto con cui la persona che si ritiene danneggiato o vilipeso,  sporge denuncia alle Autorità competenti perché queste intraprendano un’azione civile/penale contro il presunto offensore.

Fé ‘a quaröre = Sporgere querela, querelare. 
Denunziare qlcu per ingiuria, diffamazione, raggiri, truffe, inadempienze contrattuali, ecc.
Il Giudice stabilirà regioni e torti ed erogherà condanne, assoluzioni, risarcimenti, ecc. 
Il verbo “querelare” si traduce con voce arcaica “quarijé” (cfr. il lodato Vocabolario Caratù-Rinaldi) che  francamente non ho mai sentita.
Se dico: “Quèdde jì stéte quarijéte” non sono certo di essere compreso da tutti.

Il sostantivo quaröre (dai ragazzi di oggi viene pronunciato quaröle, perché ricalca l’italiano “querela”) deriva dal francese querelle = litigio, termine a sua volta generato dal latino  queri = lamentarsi,  lagnarsi.

Per quelli digiuni di giurisprudenza dicono anche fé ‘a denónzje = Fare la denuncia, denunciare.

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Quàgghje

Quàgghje s.m. e s.f. = Caglio, quaglia

1) – ‘U quagghje s.m. – Il caglio. Sostanza acida di natura animale o anche vegetale o chimica che si aggiunge al latte per farlo coagulare al fine di ottenerne formaggio.

2) – ‘A quagghje s.f. – La quaglia (Coturnix coturnix). Ė un uccello della famiglia dei Phasianidae. Preda di spietata caccia in tutta Europa, sopravvive grazie ad allevamenti, perché si adatta abbastanza bene a vivere in cattività. Apprezzate le sue carn

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Putténe

Putténe s.f.= Prostituta

Donna che ha relazioni sessuali frequenti e promiscue dietro compenso in denaro.

Viene dal francese putain. Dal latino popolare Puta = fanciulla, che oggi ha valenza negativa che non ebbe invece all’origine: come il termine italiano putto/a= fanciullo/a, nelle raffigurazioni artistiche in pittura o scultura.

A putténe de màmete! = Esclamazione reattiva ad una provocazione pungente.

Ad una prostituta di lunga esperienza, scafata, scaltra, si attribuisce l’accrescitivo puttanöne, o scuföne o bagàsce.

Sinonimi:zòcchele, zucculöne, scröfe.

Per eufemismo si usa definire scrufèlle, come il toscano “maiala”, quelle ragazze troppo disinibite.

Che stéte a vedì Biutifù, quidde so’ quatte scrufèlle! = Che state a guardare “Beautiful”: quelle sono quattro puttanelle.

Ci tengo a precisare che queste sono solo mie conoscenze linguistiche e non di frequentazioni. Io sono una personcina seria, non un puttaniere!

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Puttanìzzje

Puttanìzzje s.f. = Meretricio, lenocinio

Mercimonio del proprio corpo. Prostituzione.

Ai tjimbe de jògge stanne numónne de puttanizzje = Al giorno d’oggi c’è molta immoralità (esistono molte azioni immorali, specie in ambito sessuale).

Il neologismo bunga-bunga traduce bene il nostro sostantivo.

La televisione annunciava giorni fa che in Italia in questi ultimi dieci anni la moralità è sensibilmente diminuita. Per me non è certo segno di “emancipazione”.

La conseguenza? Proporzionale aumento di puttanìzzje. E non mi scambiate per bacchettone, perché i fatti di cronaca quotidiani purtroppo non mi smentiscono.

Puttanìzzje designa anche il lenocinio, ossia l’azione di chi si adopera, come intermediario, per favorire la prostituzione o amori considerati illeciti, a scopo di lucro.

Per estensione: inganno, ladrocinio, raggiro, e chi più ne ha più ne metta.

Insomma tutto il repertorio del malazzjunànde.

Ma códde, che mestjire fé? Uhm, vé facènne puttanìzzje = Ma quello, che mestiere fa? Uhm, fa compiendo misfatti.

Il termine dialettale forse si rifà ad autori ottocenteschi. La “puttanicizia” è parola usata da Giuseppe Gioacchino Belli, e poi rilanciata da Carlo Emilio Gadda, per significare impudicizia, ed è una fusione tra puttanità (licenziosità, lascivia, per Pietro l’Aretino) e impudicizia.

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Putöje

Putöje s.f. = Bottega

Bottega, laboratorio per attività artigianale.
‘A putöje du falegnéme, du ferrére, du sàrte.

Sté alla putöje = Stare a bottega da qlcu: voler imparare il suo mestiere, fare l’apprendista.

‘U uagnöne d’a putöje = Il ragazzo di bottega, l’allievo apprendista.

‘A putöje sté japèrte! = La bottega è aperta.
Così si mette in guardia scherzosamente qualche amico distrattone, segnalandogli che la patta dei suoi calzoni non è stata chiusa.

Un termine ormai andato completamente in disuso, ricordato solo dagli ottantenni, è ‘u putejüne = il botteghino, che indica specificamente il negozio del tabaccaio, che ora si chiama tabbaccüne.

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Pustéle

Pustéle s.f. = Corriera, Pullman di linea

Mezzo di trasporto, adibito originariamente, con cambio di cavalli ogni 10 miglia, al servizio di posta. Nei secoli successivi faceva anche servizio passeggeri. Con lo stesso nome italiano di “il postale” è passato al dialetto, che stranamente ha assunto il genere femminile.

In altre parti d’Italia si è chiamato Torpedone, grosso mezzi di trasporto della marca “Torpedo”, e poi autobus (solo per servizio urbano), corriera, e infine pullman.

Jì passéte ‘a pustéle pe Matenéte? = È passato il pullman per Mattinata?

Storicamente il servizio di collegamento per tutta la Puglia era gestito della SITA di Firenze (Fondata nel 1913). Negli anni ’50 la ditta Arena operava sul servizio di linea Foggia-Manfredonia-Mattinata .

La ditta Palombo & Fusilli di Manfredonia nella stessa epoca, curava il servizio per Zapponeta-Barletta-Bari.

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Pupüte 

Pupüte s.f. = Epitelioma.

In veterinaria si intende quella malattia infettiva dei polli che provoca la formazione di una pellicola bianca sul dorso della lingua, impedendo così all’animale di deglutire.

T’avèsse a venì ‘na pupüte alla lènghe! = Ti dovrebbe spuntare un epitelioma sulla lingua! (così, per il dolore, la smetti di borbottare o di lamentarti sempre).

Simpaticamente si rivolge questo “augurio” a quelli che hanno sempre da brontolare.

Si intende anche descrivere con questo termine quella sottile pellicina che si solleva ai bordi o alla base delle unghie delle mani, a causa del freddo o per l’azione dei detersivi.

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Puppéte

È corretto anche l’omofona appuppéte (=’a puppéte. l’appuppéte).

Danno procurato da un imbroglione, inganno

Puppéte de cüle = fig. Girata di spalle. Virata di poppa. Dare una fregatura

Fé ‘a puppéte significa fare un ‘bidone’, non pagare un debito, non mantenere un impegno.

Origine locale del “detto”: Si tratta di un plateale gesto di una vecchietta che, per le sue ristrettezze economiche, era costretta a comprare ”a credenze” i generi di prima necessità.
Al bottegaio – che le chiedeva il saldo del conto in preoccupante crescita – lei volse le spalle, sporse le terga verso di lui, come per offrirsi sessualmente, e gli disse: “Tèh, pìgghjete pajéte!” = “Tieni, pàgati il tuo credito”, e scappò via tra lo sbigottimento del commerciante, rimasto a bocca aperta, e le risate degli altri clienti presenti nel negozio.

Un’autentica appuppéte de cüle.

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