Megghjöre s.f. = Moglie, mogliera
La donna congiunta in matrimonio con un uomo, consorte, sposa.
Mia moglie = megghjèreme
Tua moglie = megghjèrete.
La donna congiunta in matrimonio con un uomo, consorte, sposa.
Mia moglie = megghjèreme
Tua moglie = megghjèrete.
Mèdeche s.f. (detta anche Sanguètte o Magnètte) = Mignatta, sanguisuga
Con il termine sanguisuga (Hiruda Medicinalis) vengono comunemente chiamate le specie di Anellidi appartenenti alla sottoclasse Hirudinea. Esse vivono generalmente nelle paludi, nelle acque dolci dei laghi anche ad elevate altitudini.
Hanno la bocca a ventosa di forma circolare, provvista di dentelli che secernono un forte anticoagulante, la irudina, che è anche un potente anestetico.
Questa sostanza impedisce alla vittima di non provare dolore, e permette alle mignatte, per nutrirsi, di succhiare indisturbate il sangue degli animali vertebrati, compresi gli umani.
Una volta sazie, le sanguisughe possono rimanere per mesi senza prendere cibo.
Erano usate fino agli anni ’50 per provocare salassi allo scopo di abbassare la pressione sanguigna. Si vendevano in farmacia, che si rifornivno dai pantanieri, dietro prescrizione medica.
Credo che questa terapia non sia più attuale, soppiantata ormai da farmaci specifici.
È la parte interna morbida e soffice del pane.
Il termine, come tutti quelli che contengono la doppia ‘d’ è cosiderato desueto, antico e rozzo. Ora si dice, credendo di ingentilire l’idioma, mullüche.
Al plurale ‘i mullüche indica genericamente le briciole del pane cadute sulla tovaglia anche se contengono frammenti piccoli di crosta.
1) ‘u mbulenatüre (al maschile). = infarinatoio.
È un arnese usato dalla brave massaie per infarinare gli alimenti prima della friggitura.
Generalmente di alluminio o di acciaio inox, è composto da due pezzi sovrapposti: quello inferiore è il contenitore della farina (o anche del pane grattugiato) in cui si pongono i cibi crudi e si rivoltano in essa per farla aderire; quello superiore, bucherellato, consente all’impanatura o all’infarinatura in eccesso di cadere nel contenitore inferiore mediante scuotimento, una volta che vi sono stati trasferiti gli alimenti.
Questo sostantivo deriva dl verbo mbulené = infarinare.
2) ‘a mbulenatüre (al femminile) = infarinatura.
L’operazione di infarinare e togliere l’eccesso di farina chiamasi, ma al femminile, ‘a mbulenature= l’infarinatura.
Io ricordo che mia madre usava una specie di canestro rotondo fatto di giunchi intrecciati a maglia larga, con i bordi bassi, che svolgeva egregiamente il suo ruolo di mbulenatüre.
Linguisticamnte sarebbe un bisticcio: Ce völe ‘u mbulenatüre per fé ‘a mbulenatüre = Ci vuole l’infarinatore per fare l’infarinatura.
Mbriachèlle s.f. = Corbezzolo.
Frutto molto dolce del corbezzolo (Arbutus unedo), con polpa gialla e corteccia granulosa di color rosso vivo.
Nasce spontaneo nei boschi, ed era venduto in autunno nei coni di carta da quelli che portavano in paese anche le castagne o i capperi..
Il frutto, dalle dimensioni max di una castagna, contiene un alcaloide che può causare inconvenienti, di solito non gravi, in persone particolarmente sensibili a esso.
Il nome latino unedo consiglia un uso moderato del consumo (unum edo = ne mangio uno solo). Forse il nostrano ‘mbriachèlle si riferisce all’effetto ubriacante di questo alcaloide.
In Sicilia è chiamato mbriacùli e in Calabria mbriachedda.
Tecnica usata in ebanisteria e in falegnameria con cui un legno di scarso pregio viene rivestito con sottili fogli di legno pregiato. L’incollaggio avveniva usando colla di pesce sciolta a bagno maria. I fogli pressati e fatti sciugare. Successivamente venivano lucidati a mano mediante stracci olio, alcol metilico e…forza di gomito.
I legni di laminato plastico incollati con il bostik sono arrivati negli anni ’60, ma non hanno nulla a che vedere con una bella mbelecciatüre di legno di noce, che regge ancora dopo 50 anni.
Il termine collettivo indica l’insieme di tutto l’occorrente per fasciare il neonato:
Fassatüre, culöre, fasse, pungèlle e cacciamanjille.
1) ‘a mazze = mazza. Grosso bastone, randello: l’hanne pegghjéte a botte de mazze = Lo hanno colpito a colpi di mazza.
2) ‘a mazze = maglio. Specie di martello molto grosso, dal manico lungo, che si impugna a due mani per battere il ferro o altro;
3) ‘a mazze = manico (di scopa, di zappa, di piccone ecc.)
4) ‘u mazze al maschile = mazzo (di fiori, di carte)
5) ‘u mazze al maschile = sin. di culo nel senso di fortuna sfacciata al gioco.
Màule s.f. = Malva

La Malva (Malva sylvestris) è una pianta erbacea annua del genere Malva, spontanea nei Paesi Mediterranei.
Ho sentito pronunciare anche Màlevee Màlve. Di solito si usa dire ‘i fjüre di Màule = I fiori di Malva.
Il nome Malva deriva dal latino malva ed ha il significato di molle, cioè capace di ammorbidire. Esso è utilizzato come emolliente, grazie alle mucillagini presenti nelle foglie, in grado di assorbire molecole di acqua. La malva può essere assunta sotto forma di tisana per idratare e ammorbidire l’intestino.
Assieme ai fiori di camomilla è usato nei casi di costipazione, perché agisce come un forte fluidificante per le vie respiratorie, come il Fluimucil.
La nuova moglie di un uomo rispetto ai figli da lui avuti in un precedente matrimonio. Per estens., madre poco amorevole.
Generalmente, rivolgendosi al figliastro, parlando della matrigna, per delicatezza la si definiva la zia.
Meh, accume stéje pàtete? E zjànete? = Beh, come sta tuo padre? E la tua matrigna?