Tag: verbo intransitivo

Arrafagnàrece

Arrafagnàrece v.i. = Anchilosarsi, rattrappirsi

Perdere la motilità scheletrica dovuta al logoramento delle sue cartilagini che si manifesta nei soggetti di età avanzata.

Emergono, fra le  conseguenze di tale deterioramento:  il dolore articolare,  la contrattura dei tessuti muscolari, l’incurvatura della colonna vertebrale a livello cervicale, dorsale  e lombare e infine l’evidente il calo di statura della persona anziana.

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Pöte

Pötes.m. s.f. v. intr.= Piede, potatura, può

1 – Pöte – al maschile significa semplicemente piede, riferito sia  a quello umano, sia a vari oggetti (pöte ‘u ljitte = piede del letto, pöte-u-vrascjire = piede del braciere, ecc.)

2 – Pöte – al femminile (‘a pöte o anche ‘a putatüre) indica l’operazione di sfrondatura delle piante coltivate (olivi o da frutta) allo scopo di accrescerne la resa.

3 – Pöte – Con lo stesso suono si indica la terza persona singolare del verbo putì, potere.  Ad esempio:
Giuanne nen pöte venì jògge= Giovanni non può venire oggi.
Mamme nen pöte mangé ‘a frettüre = mia madre non può mangiare la frittura (peccato!)

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Ndumacàrece

Ndumacàrece v.i. = intasarsi, ingorgarsi

Quando si trangugia per voracità un boccone troppo grosso, o anche un gran sorso di bevanda  si avverte una sgradevole sensazione di gonfiore in mezzo all’esofago causato dal bolo che non va giù, né tende a risalire.

Non so se esiste un corrispondente in lingua. Noi diciamo che il soggetto c’jì ndumachéte = si è intasato.

Una sensazione spiacevole che si cerca di sbloccare al più presto, magari bevendo acqua fresca. Qualcuno si dà addirittura dei pugni in petto….

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Talié

Talié o anche Jì taliànne v.i. = bighellonare

Girovagare, vagabondare, perdendo tempo, senza una meta o uno scopo.

Ma add’jì ca jéte talianne pe stu frìdde? = Ma dove andate in giro con questo freddo?

Mattöje ne llu truve méje alla chése! Códde ce ne vé škìtte taljanne = Matteo? Non lo trovi mai in casa! Costui se ne va sempre a zonzo.

Si usa anche, ma con significato sempre scherzoso, il verbo scussjé  (←clicca).

Il famoso scrittore napoletano Luciano De Crescenzo, riferendosi al verbo greco αγοραζειν = agorazein (ossia “uscire in piazza”), per adattarlo allo spirito innato dei Napoletani,  usa il verbo “intalliarsi” da cui deriva il nostro talié, e gli dà questa simpatica spiegazione: «…uscire di casa senza un’idea precisa, gironzolare…in attesa che si faccia l’ora di pranzo»
(Luciano De Crescenzo “Storia della Filosofia greca – I Presocratici” 1980-Arnoldo Mondadori Editori).

E noi cosa abbiamo di diverso dai Napoletani?

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Acchjangàrece

Acchjangàrece v.i. = Ammassarsi

Diventare duro e ammassato come una chjànghe = basola da pavimentazione stradale.

Si riferisce per esempio al materasso, al guanciale, o più specificamente alla pasta cotta e condita che non viene consumata subito e si ammassa nel piatto (C’jì acchjanghéte).

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Addemuré

Addemuré  v.i. =  trattenersi, tardare, indugiare, fare tardi;

Etimologia: derivato dal latino demoror ; attraverso il francese demeurer  e lo spagnolo demorar .

La dominazione degli Angioini e dei Borboni ha lasciato una lunga traccia nel Sud Italia.

Lo stesso verbo è usato sicuramente nel Catanzarese.

Cum’jì ca Giuànne addemüre? = Come mai Giovanni ritarda?

N’addemuréte! = Non ritardate! Fate presto.

In Calabria e in Sicilia dicono ‘ddimuràri e addimurari.

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Cuitàrece

Cuitàrece v.i. = acquietarsi, placarsi

 

Il verbo si riferisce specialmente al mare che, dopo una burrasca, si placa e sondeggia con calma.

Il grido disperato delle mamme:

stàteve cujöte nu menüte = state calmi almeno per un minuto!

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Zucculié 

Zucculié v.i. = Aggirarsi maliziosamente

Girare con insistenza intorno a un luogo alla ricerca di qlco o di qlcu per concludere affari un po’ loschi.

Add’jì ca jéte zucculiànne? = Dov’è che andate aggirandovi?

Etimo incerto: probabilmente si riferisce alle zoccole (Surmolotti), topi delle fogne, che escono prevalentemente di notte.

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Ammurré

Ammurré v.i. = Impuntarsi, incaponirsi, recalcitrare

Ostinarsi con caparbietà, impuntarsi, recalcitrare.

Il verbo deriva dal latino ad murra (minerale duro usato anticamente per fare vasi e coppe).

Uì, ò ‘mmurréte cum’a ‘nu müle! = Eccolo, si è ostinato come un mulo. Si è impuntato. Non vuole ascoltar ragioni.

Ammurré significa anche agire  in un modo irrazionale e non condivisibile, seguendo spazientiti il proprio istinto irruento.

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Trasì

Trasì v.i. = Entrare

Passare dall’esterno all’interno; andare dentro.

Cè permèsse? Chi jì? Mariànne: Uhé, trèse, trèse!= Permesso? Chi è? Marianna. Ehi! Entra, entra!

Matto’ trése jìnde, proprje mo’! = Matteo, entra, proprio adesso (non perdere altro tempo)!

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