Spezzeljé v.t. = Spiluccare
Mangiare a piccoli bocconi, lentamente o di malavoglia, staccando pezzetti di cibo a morsi o con le mani qua e là. Sbocconcellare per inappetenza patologica o per seguire una dieta ipocalorica.
Mangiare a piccoli bocconi, lentamente o di malavoglia, staccando pezzetti di cibo a morsi o con le mani qua e là. Sbocconcellare per inappetenza patologica o per seguire una dieta ipocalorica.
Spezzeché = separare, togliere ciò che è attaccato o congiunto.
Contrario di appezzeché, appiccicare, incollare, attaccare.
I manefèste ce so’ spezzechéte, assemègghje ca so’ stéte appezzechéte p’a sputàzze = I manifesti si sono scollati, sembra che siano stati attaccati con la saliva.
Ridurre in più pezzi, sminuzzare, ridurre in più pezzi, spezzettare, dividere in tante piccole parti.
Pe’ fé ‘a rjanéte spetazzìje belle belle l’agnjille e i paténe = Per preparare la pietanza spezzetta per bene l’agnello e le patate.
Il verbo spiluccare porta a pensare all’azione di togliere gli acini di uva dal grappolo e mangiarli direttamente.
Specificamente l’azione descritta da spedecené è differente: levare, ad esempio, i piccioli dai pomodori, delle fragole, o delle mele, o anche i filamenti di bisso dalle cozze prima di aprirle o di lessarle.
Insomma i ‘frutti’ hanno bisogno di una operazione successiva, non sono di uso immediato come nel caso dei chicchi dell’uva.
Alla lettera significa: lué i pedeciüne = togliere i peduncoli, i piccioli.
Speccé nel senso di svuotare si riferisce a recipienti pieni di liquidi che bisogna svuotare.
Spìcce ‘stu còmete ca m’abbesògne = Svuota questo recipiente perché mi necessita.
Per estensione, nel senso di liberare,si applica a locali, abitazioni, magazzini, ecc.
‘U patrüne m’ho cerchéte ‘u sutterrànje e lu völe trué speccéte jìnd’a tre müse = Il proprietario mi ha chiesto il locale seminterrato, e lo vuole ottenere libero (da cose e persone) entro tre mesi.
Significa anche disperdere disseminare.
Meh, mò arrecugghjüte tutt’i cöse ch’avüte spatrjéte pe ‘ndèrre! = Bene, ora raccogliete tutte le cose che avete disseminato per terra!
Quanne ce möne ‘u fumjire, ce spatrjöie bèlle bèlle = Quando si butta il letame si (deve) disseminarlo per bene (sul terreno).
Nella forma riflessiva è riferita ai familiari che si allontanano fisicamente tra loro, volenti o nolenti, perché residenti in località differenti. In questo caso il verbo potrebbe essere ispirato dalla locuzione verbale “andare fuori patria”, espatriare, emigrare.
Eh, ce süme spartjéte, chi a Röme, chi a Meléne, chi ‘Ngermànje! = Eh, ci siamo sparpagliati, chi a Roma, chi a Milano, chi in Germania!
Tracimare, traboccare, rovesciare, sversare, svuotare.
Dicesi, ad esempio, della pasta del pane che per effetto della soverchia lievitazione esce fuori dal suo contenitore.
O del vino che a causa di un urto tracima dal bicchiere e si rovescia sulla tovaglia o dello spumante che esce dalla bottiglia con un getto di bollicine.
Non spendere o spendere con molta attenzione e parsimonia allo scopo di mettere da parte denaro in previsione di una necessità futura.
Tentare di pagare al negoziante un prezzo inferiore a quello di mercato.
Pronunciato con accento piano, ‘u sparàgne, sost.masch., significa “il risparmio”.
Dal francese épargner,
Stendere i panni all’aria, ad asciugare.
Spanne ‘ panne = Stendere la biancheria. Mi piace l’assonanza
Con altra voce dicesi stènne v.t., I panni sono sottintesi.
Rovinare una vite, un perno, un dado, facendogli perdere la filettatura a causa di sforzo o traumi.
Contrario: ‘mbané
Si può tentare di ripristinare la filettatura ripassando la madrevite attorno al perno, o calando di nuovo il maschio filettante nel foro del dado.