Stenecchjé v.t. = Sgranchire
Stiracchiare, distendere gli arti intorpiditi.
Cuchelècchje, fé ‘nu pìppete e ce stennècchje = Cocolecchia, fa un peto e si stiracchia….E’ solo questione di rima.
Stenecchjé v.t. = Sgranchire
Stiracchiare, distendere gli arti intorpiditi.
Cuchelècchje, fé ‘nu pìppete e ce stennècchje = Cocolecchia, fa un peto e si stiracchia….E’ solo questione di rima.
1) Stagné v.t. = interrompere il flusso del sangue che esce da una ferita, fermare l’emorragia con mezzi chirurgici o chimici. Talvolta cessa spontaneamente.
Enjinde quanta sànghe ca m’assöve dau nése! C’jì vulüte tjimbe per stagnàrle = Ho avuto una copiosa epistassi. C’è voluto tempo per fermarla (emostasi).
2) Stagné v.t. = Rivestire o saldare con uno strato di stagno per evitare che le pentole di rame rilasciassero particelle nocive nella cottura dei cibi.
Far passare dallo stato solido a quello liquido.
Usato per descrivere la fusione del piombo, del burro, della neve, del ghiaccio ecc.
Il contrario di quagghjé da cui deriva, ossia cagliare, far coagulare il latte per ricavarne formaggio, latticini in genere.
Rompere il guscio di qlcs che contiene sostanza liquida.
Specificamente Squaccé l’öve = Rompere le uova, in senso materiale, per preparare una pietanza o un dolce. Figuratamente, simile all’italiano “rompere le uova nel paniere”, indica un’azione da guastafeste, da importuno.
‘N’atu pöche e lu squaccjöve l’ùcchje = Per poco non gli rompeva un occhio!
Passare qcs. da parte a parte, trapassare (una parete, una lastra metallica, una porta, ecc.).
Deriva da pertüse = foro, pertugio.
Quindi significa fare un buco, traforare, sforacchiare, ecc
Generalmente il verbo si usa per indicare l’operazione chirurgica fatta in casa per incidere un foruncolo allo scopo di svuotarlo del materiale purulento.
Con le migliorate condizioni igienico-alimentari, la comparsa dei foruncoli è cosa rarissima.
Quando ero bambino io tutti eravamo soggetti a questo doloroso inconveniente. Le nostre mamme usavano l’ago grosso disinfettato alla fiamma per bucare la pelle tesa della tumefazione e favorire la fuoruscita del pus.
Svestire qlcu., togliergli di dosso gli indumenti, denudarlo.
Nella forma riflessiva spugghjàrece = spogliarsi, svestirsi, togliersi gli indumenti.
Raccogliere manualmente le spighe rimaste sul campo dopo che è passata la mietitrice meccanica.
Spinti da necessità, dietro permesso del proprietario del terreno, le donne anziane si lanciavano nei campi per cercare di raccogliere un po’ di frumento per uso proprio.
Tagliare rami, parti di rami o radici di una pianta per eliminarne parti vecchie o malate, per favorirne la crescita o per darle una determinata forma.
Per questa operazione i potatori possono adoperare cesoie, seghe a mano, accétte.
Ritengo che sia una derivazione dal verbo privare, cioè rendere sprovvisto, lasciare senza, rendere privo di qcs.
In questo caso rendere privo di rami superflui.