Autore: tonino

Chése-recòtte

Chése-recòtte s.m. = Cacioricotta

Il Cacioricotta è un formaggio tipico del Sud Italia. Prodotto ibrido della lavorazione del latte.

È usato come pietanza e anche grattugiato sui maccheroni al sugo.

Io preferisco la ricotta dura grattugiata col sugo di pomodori freschi al basilico.

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Chése 

Chése s.m. e s.f. = Cacio, casa

1) Chése s.m. (dal latino càseus): latte di pecora, di capra, di mucca o di bufala cagliato, salato, cotto e preparato nelle forme, da cui dicesi anche formaggio. Curiosità i tedeschi dicono Käse (pron. chése, come la nostra).

2) Chése s.f. = edificio di muratura che serve da abitazione.

A chése = a casa mia. Infatti l’agg. mia è sempre sottinteso. Se voglio dire a “casa tua” dico: a càste.

Jüje a chése e tó a càste = Io a casa mia e tu a casa tua.

Al plurale gli articoli ‘u ‘a diventano ‘i, mentre il sostantivo resta invariato.

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Cherjille 

Cherjille nome proprio = Ciro

Potrebbe derivare da Ciro, Cirillo (Kìril), nome di origine slava.

Ricordiamoci che i nostri valorosi marinai attraversavano il mare con i loro trabaccoli e andavano sulle coste dalmate a caricare legname e marne.

La confidenza instauratasi fra i nostri e le popolazioni dell’altra sponda dell’Adriatico, ha potuto affibiare a qualche nostro Gerjille la pronuncia croata Kiril, poi tramandata alle generazioni successive.

Ricordo una famiglia povera con questo soprannome.

Il più giovane e vigoroso dei Cherjille cercava di guadagnare qualche soldo prestandosi a portare sulle spalle le valigie dei pochi viaggiatori che scendevano dal treno alla stazione città, fino alla loro abitazione o fino all’albergo Italia.

Erano tempi tristi che fortunatamente ormai appartengono al passato.

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Cuppüte

Cuppüte agg, = Fondo

Accettabile anche la pronuncia cheppüte.

Profondo riferito riferito specificamente al piatto con il bordo rialzato, adatto per servire minestra, zuppa o pastasciutta.

L’aggettivo spése si riferisce invece ai piatti piani. Vedi (clicca→) spése.

‘I piatte spése e ‘i piatte cheppüte = I piatti piani e i piatti fondi.

Ritengo che l’aggettivo derivi dal napoletano cupo. Ricorro al noto scioglilingua partenopeo «Ngopp’o cupo, poco pepe cape», cioè: sopra il (piatto) fondo, poco pepe va, cape nel senso di contenere, entrarci.

Attenti a non confondere cuppüte con (clicca→) cuppüne, che significa mestolo.

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Chépetórne

Chépetórne s.m. = Capogiro, vertigine

La prima parte del termine, chépe chiaramente significa capo, testa. L’altrà parte tórne è derivano dal francese tourner e significa proprio girare.
Ricordo una canzone di Yves Montand: Tu me fais tourner la tête = Tu mi fai girar la testa.

Accettabili anche le varianti capetórnechépetónne.

Chépetórne designa lo stordimento causato dallo svolgimento di taluni giochi fanciulleschi, o di un vorticoso valzer. Quindi con un sorriso si aspetta che cessi.

Se invece il capogiro ha origine patologica è chiamato proprio geramènde de chépe = giramento di testa, capogiro. Sovente accompagnato da vomito e diarrea (jì da söpe e da sòtte).

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Chépecanéle 


Chépecanéle
s.m. = Cenone

Chépecanéle s.m. = Cenone

Chépecanéle  alla lettera si traduce con  “capo-canale”, locuzione che non significa nulla.

È più probabile che derivi da baccanale = cenone affollato, baldoria, gozzoviglia.

Era tradizione che il proprietario del fabbricato offrisse alle maestranze che avevano ultimato il solaio (vultéte ‘i làmje) una cena in un trattoria-cantina preavvertita dell’evento (Ciumarjille, Giuànne, Pachjireche, Mešküne, Menjille, ‘Nzaléte, ecc…)

 

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Chépe-jallócce 

Chépe-jallócce sopr.= Testa di galletto

Era il soprannome con cui fu riconosciuto un tale che, rispetto alle altre membra, aveva una testa piccola, come sembra quella dei simpatici pennuti.

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Chépe-e-cùdde

Chépe-e-cùdde sopr. = Capo e collo

Immagino un tizio forzuto, muscoloso, dal collo taurino, robusto come un palestrato, roba da incredibile Hulk!
State alla larga, ché contro di lui si esce soccombenti…

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Chépe-chjatte

Chépe-chjatte s.m. = Testa piatta

1) Cefalo calamita

Si tratta di un pesce di mare che risale anche i corsi d’acqua dolce. Appartiene alla famiglia dei Mugilidi (Mugil cephalus). A Livorno è chiamato Capàcchiolo

Il cefalo calamita è caratterizzato dalla parte anteriore della testa appiattita anche inferiormente. Differisce da Mugil saliens e da Mugil auratus per avere l’occhio spostato più in avanti nella testa, in modo che lo spazio post-orbitario è relativamente più lungo.

2) Con lo stesso nome si identificano dei chiodi a testa piatta usati in falegnameria.

3) Con questo soprannome è noto un locale pescivendolo forse perché un suo antenato aveva il cranio corto, ossia era brachicefalo.

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Chepasöpe

Chepasöpe s.m. = Salita

Tratto di strada per cui si sale.

Erta, pendio difficoltoso da scalare.

Pittorescamente i Montanari dicono chépe ad alte, con lo stesso significato: testa rivolta verso l’alto.

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