Cecerjille s.m. = Chicco di grandine
Deriva, per la somiglianza morfologica, da cècere = cece (vedi)
Il termine è usato sempre al plurale. Difatti non cade mai un solo chicco di grandine!
Ma’, sté facènne ‘i cecerjille! = Mamma, sta grandinando!
Cecerjille s.m. = Chicco di grandine
Deriva, per la somiglianza morfologica, da cècere = cece (vedi)
Il termine è usato sempre al plurale. Difatti non cade mai un solo chicco di grandine!
Ma’, sté facènne ‘i cecerjille! = Mamma, sta grandinando!
Cècere s.m. = Cece
Pianta erbacea della fam.delle Fabaceae (Cicer Arietinum).
Cècere al plurale fa cìcere.
In Italia la coltivazione non è molto diffusa a causa delle basse rese e della scarsa richiesta; viene consumato principalmente nelle regioni meridionali.
Cecèrchje s.f. = Cicerchia
La cicerchia è una pianta leguminosa annuale (Lathyrus sativus) appartenente alla fam. delle Fabacee, che assomiglia alla veccia e contiene nei suoi bacelli dei semi poco più grandi dei piselli ma più schiacciati.
Le cicerchie si trovano solo secche, e vanno sottoposte a un lungo ammollo prima di cuocerle. L’acqua di ammollo va eliminata poiché contiene una sostanza che può dare problemi al sistema nervoso.
La cicerchia è un legume ormai quasi dimenticato, è coltivato solamente in alcune zone dell’Italia centrale in quantità ridotta. Il motivo di abbandono della loro coltivazione va ricercato nel miglioramento delle condizioni di vita.
C’è in questi ultimi anni un’inversione di tendenza per la loro importanza nella dieta vegetariana mediterranea e nell’agricoltura biologica.
Cecenjìlle s.m. = Novellame, velopendulo
1) – È il nome commerciale attribuito al novellame del pesce azzurro (ma non solo), pescato nel Mar Mediterraneo (in particolare sardine e acciughe).
Altrove è noto come “schiuma di mare” e “neonata” o “sardedda”, “cicenielli”, “paranzola”,”ciacianielli”, “faloppa”, “bianchetto” “muccu”.
In qualsiasi modo la si chiami è una prelibatezza, una vera squisitezza per buongustai.
2 ) Con lo stesso termine cecenjille si indica l’ugola, il velopendulo, cioè il “prolungamento mediano del palato molle che verticalmente pende al termine del cavo orale” (definizione anatmica da Wikipedia).
La foto ritrae una “persona” che si è fatto inserire un piercing nel velopendulo.
Ceccjöne vècchje loc.id. = Bamboccione
Semplicione, adolescente che vuole fare i giochi fanciulleschi con i bimbi più piccoli.
La sua mole talvolta sicuramente lo avvantaggia, per esempio nella corsa. Allore quelli che intervengono a sedare le inevitabili dispute, gli dicono che lui è ceccjöne vècchje, ossia che non deve competere con gli altri che sono in condizioni di inferiorità.
La madre per dissuadere il suo bimbo dal frequentare un gruppo turbolento, gli dice: nen ce jènne, ca quìdde so’ tutte ceccjüne vjicchje = non andarci che quelli sono tutti grandi e grossi (rispetto a te, e perciò saresti a disagio con loro).
Notate il plurale: ceccjüne vjicchje
Lo stesso dicasi del bulletto che è forte con i deboli, ma debole con i forti. (Scusate questa Massima: mi è scappata, senza riflettere).
Cecchetogne n.p., sopr. = Francesco-Antonio
Deriva da due nome propri uniti, Francesco-Antonio, poi passati a Cecco-Antonio, in dialetto Cecche-‘ndònje, e quindi Cecchetogne.
Un po’ più completo è una varietà di pere chiamate Ceccantogne
Ceccadde sop. = Cecco-Aldo
Sono molto indeciso nel definire questo soprannome.
Probabilmente ha la stessa radice del cognome Ceccone o Ciccone, oppure è la forma iniziale di Cecchetògne
Cazzòtte s.m. = Pugno, girino
1) Pugno, cazzotto: colpo inferto con la mano chiusa, duro e violento;con termine antico, ormai desueto, si diceva pìmmene. Si usa nel toponimo Pìmmena-chjüse = Pugnochiuso, notissima località garganica.
Accr. Cazzuttöne = cazzottone
2) Girino di rana con corpo ovoidale, e coda allungata, nerastro, della dimensione di un fagiolo. Si muove nelle acque stagnanti per la spinta data dalle veloci oscillazioni date sua coda.
Negli stagni il girino cresce sviluppando le varie fasi della sua metamorfosi fino a diventare un ranocchio, anfibio che può vivere anche al suolo o sulle piante palustri.
Cazzöne agg. e s.m. = Minchione
agg. stupido, credulone.
s.m. persona sciocca, ingenua, che ha poca intelligenza e si comporta in modo insensato.
Cazzöne, da turte a raggiöne = Il minchione, da aver torto si trova ad aver ragione. E questo inspiegabilmente, pur non essendo scaltro e convincente.
Per i delicati di orecchio si usa l’eufemistico savezicchjöne, nel senso di grossa salsiccia che, come forma, ricorda molto l’altro grosso organo, come scritto nel titolo.