Rarìcule o anche Rarìchele s.f. = Graticola
Piccola lama usata per raschiare e pulire superfici di legno; attrezzo simile usato dalle massaie per staccare e tagliare l’impasto di acqua e farina sulla spianatoia.
Quelle usate dalle nostre mamme venivano fatte dai nostri bravi artigiani del ferro, come quella della foto (dal web) a lama corta, il cui angolo inferiore serviva anche per fare le orecchiette.
Ne ho viste anche di bronzo e recentemente una di acciaio inox. con lama più lunga.
Rarechéte s.f. = Sputacchiata
È un sinonimo di (clicca→) chjàrfe.
Muco, espettorato, denso che si annida nelle vie respiratorie e che viene espulso da colpi di tosse.
Quando la ‘sostanza’ è tenacemente attaccata all’interno dell’organismo dicesi ràreche (forse perché è radicato alla trachea). Quando viene espulsa, ogni frazione di essa dicesi rarechéte. Difatti, linguisticamente, ràreche sta a rarechéte come cacca e cacata (scusate i termini, ma è solo un esempio chiarificatore.)
Muco che si annida nelle vie respiratorie e che si cerca di espellere per liberarle.
Tènghe ‘nu ràreche ‘ngànne ca me tedecöje = Ho un muco in gola che mi solletica (e mi provoca colpi di tosse).
Rendere liscio qlco, spianare una superficie mediante la rasiera.
Vù raré i còzzele? = Vuoi raschiare i mitili?
Mìttete a raré ‘u taveljire! = Mettiti a raschiare la spianatoia!
I ragazzi che hanno frequentato le scuole dell’obbligo pronunciano ‘a ranòcchje al femminile.
La rana è un animaletto che vive negli stagni e nelle paludi.
Appartiene all’ordine degli Anuri, alla famiglia dei Ranidae, alla specie degli anfibi (fine della parte scientifica).
I Francesi ne fanno una soupe= zuppa di rane che ritengono una vera leccornia. Da bambino le ho mangiate infarinate e fritte ma non ho apprezzato nulla di speciale….Preferivo le cocozze fritte, perché più dolci.
Con la bonifica del Tavoliere sono pressocché scomparse dalle nostre zone umide.
Rangenöse s.f. = Squilibrio, sbilanciamento, dérapage.
La locuzione pegghjé ‘a rangenöse si usa specificamente nel gioco della trottola di legno.
Quando la trottola [‘u córle (←clicca)], dopo il lancio con la cordicella [‘a zajagghje (←clicca)], invece di prillare correttamente in posizione fissa e perpendicolare sul piano di gioco, se ne allontana velocemente e con traiettoria curva.
Ciò avviene perché il suo asse di rotazione risulta alquanto inclinato rispetto al suolo su cui la trottola è stata lanciata.
In Fisica questo fenomeno cinetico avrà un nome specifico, ma non rientra nelle mie modeste conoscenze scientifiche.
‘U córle ò pegghjéte ‘a rangenöse! = la trottola ha preso una deriva, sta derapando.
Per similitudine si usa pegghjé ‘a rangenöse quando qualcuno incespica, sta per cadere, traballa, e tenta di rimettersi in sesto. Cade?… Cade?…Non cade!…
Jògge agghje pegghjéte ‘na rangenöse! = Oggi sono incespicato, stavo per cadere (ma per fortuna mi sono ripreso dallo sbandamento),
La rangenöse descrivere molto bene anche l’avanzare traballante delle persone ubriache, che mostrano sempre un equilibrio precario.
Sicuramente deriva da ràngeche; questo sostantivo ha due significati: granchio o graffio.
La mia ipotesi sul significato si orienta sul diminutivo dell’uno o dell’altro: graffietto o granchietto, per quanto un granghio piccolo si possa chiamare rangechìcchje. A meno che il poveretto con aveva un bel graffio sul collo (cùzze o cuzzètte)
È attribuito a una famiglia tuttofare: marinai, facchini, manovali. Gente semplice e volenterosa.
Ràngeche s.m. = Granchio, graffio.
Quelli dal carapace duro e nero (Carcinus Mediterraneus), sono detti i sbìrre = gli sbirri, forse perché veloci sia in acqua e sia in terra. Vivono negli anfratti delle scogliere.
Quelli con la corazza chiara e molle (Liocarcinus vernalis)sono detti ‘i muddische = i molli. Vivono in zone sabbiose..
Quelli coperti da setole, i favolli (Eriphia verrucosa), sono chiamati, al femminile, ‘i pelöse = le pelose.
Infine quelli grandi (Maja squinado) della famiglia dei Majidae, sono chiamati granceole al nord Italia. Da noi sono identificati come rangeche affallöne. Sono capaci di danneggiare le reti da posta.
2) Ràngeche= graffio. Segno sottile lasciato sulla lasciato sulla pelle dalle unghie o da un corpo appuntito. Proviene dal verbo rangeché = graffiare.
‘A jatte m’ho rangechéte ‘mbacce ‘u vrazze = Il gatto mi ha graffiato sul braccio.
I graffi lasciati accidentalmente su una qualsiasi superficie (vetro, legno, marmo, metallo) sono detti ‘i sìnghe .
Stu piatte sté tutte singhjéte = Questo piatto è tutto graffiato.
Ranavuzze (o Ranavùzzele) s.m. = Tarchiato, tracagnotto
Persona di bassa statura e di larga corporatura.
Il significato è descritto molto meglio e più dettagliatamente se andate a leggere il sinonimo (cliccate→) šcaùtte.