Rattüse

Rattüse s.m.. = Voyeur, guardone

Il lodato Vocabolario Sabatini-Coletti dice: ” Chi, per una forma di perversione sessuale, ha l’abitudine di spiare le nudità e gli atti erotici altrui.”

È un soggetto che vive di pornografia. In cima ai suoi pensieri c’è solo il sesso. Ma solo nella sua fantasia….

Sono rattüse p er esempio quei guardoni che d’estate vanno alla spiaggia a mangiarsi con gli occhi le ragazze. Non sono capaci di attaccare discorso come una persona normale. “Io con quella ragazza farei questo, farei quello…” ma alla fine non fanno nulla.

Altro esempio di persone rattüse sono quelli che vanno a spiare le coppiette nei luoghi appartati.

I soggetti rattüse si vantano (e qui bisogna fare molte riserve), di essere dotati sessualmente, e di avere un’attività erotica intensa.   Attenzione. Chi si vanta di queste cose jì tutte füme e njìnde arróste. Chjacchjere vacande!   Il volpigno invece sa tacere.

Insomma sono esseri schifosi, viscidi, vermi luridi e vigliacchi.

Per oggi basta…se no me mètte a sfelé ‘a cröne = altrimenti mi metto a sgranare la corona del rosario, ad elencare una sfilza di improperi.

Questo termine è diffuso in tutto il Sud. Non so se lo è in questa forma anche altre parti d’Italia, dove pure esistono tali soggetti.

La derivazione del termine è di dubbia origine. Rattüse potrebbe derivare dal verbo latino radere che significa sfiorare o dall’aggettivo latino rapidum ovvero veloce. (dal web)

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Ratavjille

Ratavjille s.m. =  Rastrello, spazzolone per pavimenti 

Il termine deriva dal francese râteau = rastrello.

Grossa spazzola di forma rettangolare, munita di lungo manico, usata per lavare i pavimenti.

Quelle in uso dalle nostre mamme erano di fattura artigianale, praticamente eterne, con la  “spazzola” rettangolare  completamente liscia.  munita di un lungo manico, usata per sorreggere lo straccio bagnato nel raccogliere lo sporco.

Ora si usa uno spazzolone di plastica, con setole o dentini, o anche il morbido Mocio  per la sua leggerezza.

Sarà più funzionale e più maneggevole; tuttavia non può mai avere l’effetto deterrente verso i figli discoli quanto il robusto ratavjille di legno di veterana memoria.
Un vero castigamatti, come il classico battipanni, o come la ciabatta (‘u chjanjille) lanciata simpaticamente dalle mamme esasperate contro la testa dei monelli in fuga.

In altre parti della Daunia (Monte S:Angelo, Cerignola, paesi del sub-Appennino) è pronunciato ratavidde. Forse anche da noi fino agli anni ’40.

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Rastjille

Rastjille s.m. e sopr.= Rastrello

Attrezzo di legno o di ferro formato da un’asta trasversale fornita di rebbi fissata a un lungo manico, usato per raccogliere erba, fieno e paglia, per ripulire il terreno da foglie, ghiaia e sim.

Quelli che portano questo soprannome vengono dalle famiglie Spano e Castriotta.
Perché per esempio Mattöje Rastjille? Forse perché non lasciava nulla, raccoglieva tutto, come l’attrezzo omonimo.

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Raspulènde

Raspulènde agg = Ruvido, scabroso

Non uniforme al tatto, irregolare, rugoso, scabroso.

Che sté facènne pe ‘sti méne raspulènde? Mìttete ‘na zènne de cröme! = Che fai con queste mani ruvide? Mettiti un po’ di crema!

Agghje mangéte ‘nu cachìzze ca m’ho lasséte a lènghe tutta raspulènde
 = Ho mangiato un loto che mi ha lasciato la lingua tutta ruvida (perché il frutto non era non maturo)

Penso che derivi da raspa perché scabroso come l’arnese usato in falegnameria,

Per indicare il contrario è usato sciulènde o scevulènde = scivoloso, viscido

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Raškètte

Raškètte s.m. = Tozzo

Pezzo di pane tagliato grossolanamente a “U”, specificamente dalla parte della crosta, a forma di tacco di scarpa da uomo.   🙂

Si differisce dal taccöne, perché questo indica un grosso tozzo, scorza e mollica.

Il raškètte è ritenuto il più pregiato, specie se è tagliato dalla pagnotta di pane fresco, perché croccante e con poca mollica.

Qlcu pronuncia craškètte, per il suono onomatopeico (crašk) della crosta croccante sotto i denti (un po’ come i salatini cracker e i biscotti Crich).

Come sinonimo è usato anche scurzètte. 

Stasöre ‘nu bèlle raškètte p’a pemedöre e stéche a poste = Questa sera (mi preparerò per cena) un bel tozzo di pane croccante col pomodoro e ne avrò abbastanza.

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Rašké

Rašké v.t. e v.i. = Raschiare, Pomiciare

1) Rašké v.t. = Grattare, raschiare, levigare una superficie, eliminandone incrostazioni e sporgenze con uno strumento ruvido o tagliente.

2) Rašké (o anche ‘Mbrašké) v.i. = Pomiciare.
Praticare il petting .
Petting indica un insieme di pratiche ed effusioni di natura sessuale ma che non includono un rapporto sessuale completo.

In tempi di magra…

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Rasjille

Rasjille sopr.

Soprannome diffuso nell’ambiente marinaro. Non so dare una spiegazione dell’origine.

Si sono sempre chiamati quidde Rasjille (quelli della famiglia…).

Forse in origine era Rascjidde, e poi Rascjille. Allora c’è un significato: sabbione di mare usato in edilizia.

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Rasapjite

Rasapjite o raselapìdde s.m. = Tribolo, Baciapiedi, Caciarello

Pianta selvatica infestante, sempreverde, dai fiori gialli a cinque petali (Tribulus terrester) della famiglia delle Zygophyllacee.

I suoi baccelli contengono dei semi provvisti di durissime spine.

Il nome dialettale Rasapjite certamente è una deformazione dell’originale “baciapiedi” come ironicamente è conosciuta in tutta Italia. Una “bacio” capace di bucare il copertone di una bicicletta!

Il piede è stato nei secoli il bersaglio di questo spietato aculeo, e lo troviamo in tutti i dialetti per designare il Tribolo:  Infatti in Sardegna viene chiamato Basapeis, in Sicilia Vasapèdi, nel Salento  L’Azza-pete (l’alza piedi). in Calabria Vasciapèdi (l’abbassa piedi) a Napoli Scalzapiedi

I derivati del Tribolo erano conosciuti nella medicina orientale come afrodisiaco. Essi vengono adoperati nella fitoterapia per la cura di alcune patologie legate alla sfera sessuale. Gli estratti di questa pianta, sotto forma di capsule, sono in libera vendita – nelle erboristerie o per corrispondenza – quali integratori alimentari ritenuti “utili nel trattamento delle disfunzioni erettili”.  Ma qui il piede non c’entra…

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Rarìcule

Rarìcule o anche Rarìchele s.f. = Graticola

Graticola, griglia. Arnese da cucina formata da spranghette di ferro a guisa di grata si cui posano gli alimenti da arrostire.

Era fatta a mano dagli abilissimi fabbri di una volta,

Etimo latino Cràtes = grata, diminutivo Craticula.

Ho sentito anche pronunciare ratìchele.

 

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