Còmete 

Còmete = Recipiente

Contenitore per raccogliere generalmente i liquidi da trasportare.

Si tratta di un sinonimo di mercjöne.

Esempio: Ha purtéte ‘u còmete? E mo’ add’jì ca t’agghja mette ‘u làtte? = Hai portato il recipiente? E adesso dove ti debbo versare il latte?

Deriva da comodo?

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Colocènze

Colocènze s.f. = Tregua

Alla lettera significa “con licenza”.

Veniva pronunciato da uno dei partecipanti ai giochi fanciulleschi, per sospendere una pena, o un inseguimento. Qualche bimbo pronunciava anche calocènze!

Si dichiarava il colocènze ad alta voce, in modo che anche gli altri bimbi potessero sentire la richiesta di scuse per l’errore commesso nello svolgersi del gioco.

Si evidenziava così l’inintenzionalità, la mancanza di dolo.

I bambini stabiliscono le regole e le seguono scrupolosamente. Cosa che i grandi, specie gli uomini politici, non sempre lo fanno.

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Cöla-cöle 

Cöla-cöle s.f. = Gazza
gazzaLa Gazza (Pica pica, o Pica hudsonia) è un uccello comune dal piumaggio nero e bianco, che si nutre di frutti, ragni, insetti, ma anche di uova e nidiacei di altri uccelli.

Viene detta Gazza ladra perché, come molti rapaci, è attratta da oggetti luccicanti e anche per la sua abitudine di depredare i nidi di altri volatili.

Vive in spazi aperti, ma da qualche lustro si spinge anche nei centri abitati alla ricerca di cibo e non è per niente spaventata dalla presenza umana.

Un po’ come fanno i gabbiani che si vedono ora numerosi nelle discariche ubicate molti km all’interno della costa. Evidentemente perché per loro è più facile reperire il cibo nell’immondezzaio, anziché procurarselo, tuffandosi reiteramente in mare, alla ricerca di qualche pesciolino.

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Cogna-lapps

È un oggettino utile. In sua assenza si faceva ricorso al temperino (‘u curtellózze) e adesso al taglierino.

Non mancava mai nel corredo del bravo scolaro. Nell’astuccio di legno con il coperchio a slitta, venivano riposti la penna, la matita, la gomma e l’utilissimo temperalapis.

Il termine deriva da cugné, rendere appuntito come un cuneo, e da lapps = lapis, matita.

Accettabile anche la grafia cogna-làppese.

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Cógghje

Cógghje s.f. = Scroto

Struttura muscolare e membranosa sacciforme contenente i testicoli, posta nella regione delimitata dal perineo, dal pube e dalla radice delle cosce (De Mauro).

Generalmente oltre al sacco contenitore, si estende il significato di questo termine anche al suo contenuto, specie se c’è una patologia erniaria in atto.

Me döle ‘a cógghje = Sento dolore al basso ventre (a causa del’ernia inguinale).

Non c’entra nulla con il nostro dialetto, ma mi diverte l’espressione napoletana: ‘a uàllera.

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Còffe

Còffe s.f. = Cesto

Cesto a forma tronco-conica, provvista di manici, usata dai muratori per contenere e sollevare pietrame e mattoni.

Per estensione, vista la stessa forma, si è affibbiato questo nome anche alla cavedarèllacaldarella di ferro che contiene la malta.

In termini marinareschi la coffe è una sorta di terrazzino con steccato di protezione, fissato sugli alberi dei velieri, destinato a contenere i marinai addetti alle manovre delle vele o alla vedetta in mare (mitico l’urlo:terra, terra! nei film d’avventura lanciato dagli uomini di vedetta sulla coffa….)

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Códde

Códde agg. = Quello

Aggettivo dimostrativo sempre seguito dal sostantivo che modifica, indica persona o cosa lontana nello spazio o nel tempo da chi parla e da chi ascolta.

Cacce a códd’u chéne! = Manda via quel cane!

Diccìlle a códd’u giovene ca venèsse cré matüne = Diglielo a quel giovane di venire domattina.

Códde jì ‘nu pòvere a jìsse = Costui è un poveraccio, un miserabile (anche in senso lato)

Al femminile fa quèdde

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Còcchje

Còcchje s.f. = Coppia

Insieme costituito da due oggetti dello stesso tipo o da due animali o da due persone spec. che svolgono in modo coordinato la stessa attività.

Còcchja-còcchje dicesi di due persone inseparabili. Due amici, due fidanzatini, due colleghi, due carabinieri.

Tènghe ‘ca còcchje de vìcce = Ho una coppia di tacchini.

‘I vüte a löre, sèmbe còcchia-còcchje = Li vedi, loro stanno sempre assieme.

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Còcchja-còcchje

Còcchja-còcchje loc.avv. = Inseparabilmente

Dicesi di due persone inseparabili. Due amici, due fidanzatini, due colleghi, due carabinieri che procedono sempre in due, inscindibilmente. Deriva da cocchje = coppia.

Ce ne vènene sèmbe còcchja-còcchje = Si presentano sempre in due, inseparabilmente. Una coppia indivisibile per forte affinità!

Scherzosamente, quando due marmocchi si alleano per combinare qualche marachella, vengono notati ed etichettati sempre cocchja-cocchje

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Cjirre

Cjirre s.m. = Tentacolo, cerro

1) cjirre = tentacolo .Con questo termine, al plurale (‘i cjirre), si indicano i tentacoli del polpo, del moscardino, dei calamari, dei totani e delle seppie, rigorosamente in numero di otto per ogni mollusco (octopus = otto piedi?).

Per estensione indicano, al singolare (‘u cjirre) anche un ciuffo di capelli piuttosto corto oppure non pettinato.

Se questo ciuffo è ribelle al pettine si definisce cjirre-matte forse perché i capelli già dalla radice si dipartono in direzioni diverse e non in un solo verso. Anche con il cranio rapato si riconosce questo cjirre-matte perche i pori piliferi sono spesso disposti a spirale.

Credo che derivi da cirro per la forma allungata di un tipo di nuvola: in meteorologia indica una nube che si presenta sotto forma di lunghi filamenti bianchi.

2) cjirre = cerro. Il Cerro (Quercus cerris) è un albero della famiglia delle Fagacee. È una specie di quercia dal legno duro, apprezzato dai costruttori di imbarcazioni.

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