Marenére

Marenére s.m. = Pescatore

Persona che trae dal mare il sostentamento per sé e per la famiglia dedicandosi all’attività di pesca.
Normalmente fa lavoro dipendente da un armatore. Spesso su un motopeschereccio sono attivi membri della stessa famiglia.

Anticamente erano considerati alla stregua dei contadini perché menavano una vita faticosa e scarsamente remunerata. Inoltre i pescatori rischiavano ogni giorno la vita nel mare che sovente si rivelava insidioso per le loro imbarcazioni remo-veliche.

In segno di disprezzo si apostrofavano marenaracce, come i cafunacce quando il loro rude o vivace comportamento li portava all’attenzione dei benpensanti.


Fortunatamente questi tempi sono cessati. Conosco marenére con la licenza liceale che danno dei punti a tanti pseudo saccenti.

I marinai imbarcati sulle navi mercantili diconsi navegànde = naviganti.
I marinai militari sono chiamati suldéta-marüne = soldati della marina

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Acquaforte

Acquaforte s.f. = Varichina, candeggina

Si tratta di una soluzione acquosa di ipoclorito di sodio, comune nelle nostre case, usato come sbiancante e disinfettante degli impianti sanitari.

Va usato con precauzione perché, se mischiato all’acido muriatico, sviluppa un gas tossico, e nemmeno con l’ammoniaca e l’etanolo perché innesca la formazione di gas irritante.

 

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Fé pedéte-pedéte

Fé pedéte-pedéte loc-id = Lasciare impronte o orme.

Era un rimprovero certo, lanciato dalle nostre mamme quando camminavamo per casa mentre lei stava lavando il pavimento, oppure quando d’inverno rincasavamo con le scarpe inzaccherate dalla pioggia.

Stéche lavànne ‘ndèrre, nen faciüte pedéte-pedéte! = Sto lavando il pavimento, non imbrattatelo con le vostre scarpe!

Stujàteve i pjite se no faciüte pedéte-pedéte! = Passate le scarpe sulla stuoia, altrimenti lasciate tante orme sul pavimento!

 

Se vogliamo fare una similitudine, ricordiamo i segni rilasciati con le mani, al significato n. 1 di ciambe-ciambe.

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Bacchitte

Bacchitte sopr.. = Bacchettino, stecco.

Una bacchetta al maschile.

Una spiegazione forse più plausibile.
Mio padre aveva un cugino di cognome Bacco. Credo che, riferendosi alla corporatura esile di qualche antenato di Bacco, gli fu affibbiato questo diminutivo.   Come se da Rossi si dicesse Rossini, Rossetti (peraltro esistenti in Italia).

Mio padre lo nominava sempre in questo modo.

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Allonghe da ‘gnüne

Allonghe da ‘gnüne int- = Salvo ognuno

Interiezione colloquiale, per augurare che la malignità o la cattiveria descritte debbano preservare  tutti, e rimanere circoscritte al solo episodio narrato..

Una specie di formula scaramantica per mostrare la propria estraneità all’evento negativo che si sta esponendo.

Un po’ come quando si manifesta che la propria parola (intesa come esposizione, narrazione) vada a danno dei poveri cani (←clicca).

Quindi allònga corrisponde a lungi, lontano, distante nello spazio o nel tempo.

 

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Allònga-süje!

Allonga-süje int. = Lontano sia! Salvognuno.

 

Corretta anche la versione longasüje.

Interiezione colloquiale, per manifestare all’interlocutore che l’evento negativo che si sta per descrivere, debba restare lontano da chi parla e da chi ascolta.

Sentite che bella definizione ho trovato in rete: “formula di scongiuro, con valore deprecativo, per esprimere timore, preoccupazione”

Quindi allònga corrisponde a lungi, lontano, distante nello spazio o nel tempo.

Altri allargano il concetto con allonghe da ‘gnüne = lungi da ognuno, salvognuno.

Scherzosamente si usa quando si parla del carattere burbero di qualcuno.

Se lu vöne a sapì pàtete, allonga süje! = Se, lontano sia, lo venisse a sapere tuo padre! (…sai che scenate farebbe!).

Nòneme, allonga süje, enjinde quand’jì = Mia nonna, salvognuno, (non si può descrivere) quant’è (severa)

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