Züche 

Züche s.m. = Sugo, intingolo, condimento

Salsa, perlopiù a base di pomodoro, per condire le pastasciutte.

È sinonimo di rajó = ragù.

Le generazioni moderne dicono ‘u süche. Io personalmente preferisco la dizione antica di züche.

La lunga tradizione meridionale richiede una lunga cottura possibilmentre il tegame di terracotta sul fuoco del braciere. Soffritto di cipolla e lardo addaccéte in olio di oliva, carne ovina, bovina e suina, conserva di pomodoro.

In assenza di carne si chiamava zucarjille o züche fìnde.

Insomma era un vero rito domenicale. Il suo profumo si spandeva per casa e per strada.

Se penso ai sughi pronti di adesso, in barattolo, di latta o di vetro, ad uso dei singles o delle massaie frettolose, mi prende un’irrefrenabile malinconia.

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Zuché 

Zuché v.t. = Succhiare

Si può anche usare, come per molti verbi dialettali, la versione “prolungata” zuchéje.

Specificamente, aspirare un liquido stringendo le labbra sul punto da cui può fuoriuscire.

Zuché ‘u ciuccètte = Succhiare dal biberon.

Fà ‘u pertüse all’ùve e züche, ca jì frìške!= Fa’ un forellino al guscio dell’uovo e succhia, perché è fresco!

Il sinonimo surchié si riferisce a tirar su col naso quando si è raffreddati o quando si piange. È un atto da bimbetti non da persone ben educate.

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Zucculié 

Zucculié v.i. = Aggirarsi maliziosamente

Girare con insistenza intorno a un luogo alla ricerca di qlco o di qlcu per concludere affari un po’ loschi.

Add’jì ca jéte zucculiànne? = Dov’è che andate aggirandovi?

Etimo incerto: probabilmente si riferisce alle zoccole (Surmolotti), topi delle fogne, che escono prevalentemente di notte.

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Zucchelatüre 

s.f. = Battiscopa

In dialetto non era proprio il battiscopa, perché, almeno fino agli anni ´50 esso era sonosciuto.

Invece della striscia in legno, marmo, plastica, alla base delle pareti interne delle case, si dipingeva una doppia passata di colore piú scuro di quello del muro, con funzione protettiva o decorativa.

La zucchelatüre poteva essere dipinta con funzione puramente decorativa anche in alto sulla parete, prima dell´inizio del soffitto, come una specie di cornicetta dipinta di marrone scuro.

I pittori decoratori, come il famoso maestro Gelsomino, erano molto bravi a tracciarla col pennellino, a mano, bella uniforme, sempre dello stesso spessore, alla stessa altezza per tutto il perimetro della stanza.

Il nome deriva da zoccolo, base su cui poggia qualcosa.

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Zorrètte 

Zorrètte sopr.,. = Zorro, personaggio hollywoodiano.

Piccolo e grazioso Zorro, personaggio avventuroso del cinema prima e della TV dopo.

Un Manfredoniano fantasioso, appassionato di sagre e Carnevale, tutti gli anni si travestiva rigorosamente da Zorro. Qualcuno gli affibbiò il simpatico nomignolo di Zorrètte.

Chicca: gli piaceva anche far mascherare (e far fotografare) anche i suoi nipoti con gli abiti da Zorro

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Zórre

Zórre s.m. agg. = Caprone, irco

Il maschio della capra è ritenuto cocciuto, bizzarro, imprevedibile, caparbio, ostinato.

Come aggettivo calza bene al caparbio quando prende una decisione improvvisa, agisce d’istinto, e non si fa distogliere minimamente e ammurröje accüme a ‘nu zórre = carica come un caprone.

Ammurröje è la terza persona singolare del verbo (clicca→) ammurré.

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Ammurré

Ammurré v.i. = Impuntarsi, incaponirsi, recalcitrare

Ostinarsi con caparbietà, impuntarsi, recalcitrare.

Il verbo deriva dal latino ad murra (minerale duro usato anticamente per fare vasi e coppe).

Uì, ò ‘mmurréte cum’a ‘nu müle! = Eccolo, si è ostinato come un mulo. Si è impuntato. Non vuole ascoltar ragioni.

Ammurré significa anche agire  in un modo irrazionale e non condivisibile, seguendo spazientiti il proprio istinto irruento.

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Zórle

Zórle s.f. = Vivacità irrefrenabile.

Incontenibile, allegria, scherzosità, ilarità, vivacità

Stàteve söte! E che v’ho prgghjéte jògge, a zórle? = Statevi quieti! E che vi è preso oggi, la voglia matta di giocare?

Il sostantivo deriva dal verbo zurljé, giocherellare festosamente.

Quanne accumènzene a zurljé nen la fenèscene cchjó = Quando cominciano a giocherellare non la finiscono più.

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Zóppe-zóppe

Zóppe-zóppe agg. = Intriso, inzuppato, fradicio

Riferito a persona che si è bagnata perché sorpreso dalla pioggia mentre era privo di qls riparo, oppure intrisa di sudore.

Madò, sté zóppe-zóppe de sedöre! Vàtte müte! = Madonna, sei tutto madido di sudore. Va a cambiarti!

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Zómbe-zumbètte

Zómbe-zumbètte  Detto. = Salta-saltella.

Gioco fanciullesco.

Il piccolino si pone in piedi su una sedia, con le braccia alzate.
La mamma si mette di fronte a lui con le braccia tese in avanti, e, per invitarlo a saltare, gli canta sul motivo di Giro-giro-tondo, la seguente filastrocca:

Zómbe-zumbètte
e Marüje Alisabbètte.
Zòmbe ‘u matarazze
e la Madonne te pigghje mbrazze!

= Salta, saltella.e Maria Elisabetta. Salta il materasso e la Madonna ti prende in braccio!

Appena terminato il motivetto, il frugoletto si lanciava nel vuoto, certo che sarebbe cascato sulle braccia alla sua tenerissima madre.

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