Sprudènde

Sprudènde agg. = Imprudente, sfacciato.

Che manca del dovuto rispetto; sgarbato, villano; che travalica le norme più elementari di educazione.

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Sprevelìgghje

Sprevelìgghje s.m. = Briciola

Piccolissimo frammento di pane, biscotto o sim. Per estens., minuscolo frammento di qcs.

Scrive oil lettore Jattöne: Quando mio padre andava a scuola,passava un tizio che vendeva delle briciole in cono di carta,queste erano chiamate i “sprevelìgghje”. Questo signore la mattina presto faceva il giro dei bar e delle pasticcerie,raccoglieva tutte le briciole avanzate nei vassoi dei dolci e delle paste e li vendeva ai ragazzi davanti alle scuole in un cono di carta. Per mio padre erano una leccornìa….

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Sponda-pöte

Sponda-pöte s.f. = Inciampo, intralcio

Intralcio, ostacolo, intoppo, specificamente riferito ai pedoni che inavvertitamente colpiscono una sconnessione del suolo che fa inciampare, incespicare mentre si cammina spediti.

Questo colpo viene dato inavvertitamente e forte proprio dalla punta del piede e perciò il dolore resta colà localizzato.

Giuànne ho pigghjéte ‘na sponda-pöte e ‘natu pöche ce ne jöve ndèrre = Giovanni ha preso un inciampo che per poco non lo faceva ruzzolare per terra.

Secondo me sponda-pöte può significare “urtato con la punta del piede”. Comunque ‘u pöte = il piede c’entra nell’inciampo.

Sinonimo (clicca→) ‘ndrùppeche.
Contrario, nel senso di avvallamento, che comunque fa inciampare (clicca→) sgùtte (o anche, al femminile, sgòtte)

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Spjirte

Spjirte avv. = Dappertutto, in giro, per ogni parte.

La locuzione verbale Jì spjirte = andare in giro, presuppone una ricerca affannosa e spesso infruttuosa di qlcu o qlco.

So jüte spjirte pe tutte vànne e nen l’agghje truéte = Sono andato in giro cercandolo dappertutto ma non l’ho trovato.

Presumo che spjirte derivi dall’aggettivo “disperso”, nel senso di scomparso, allontanato.
Infatti chi vé spjirte, si allontana per sbrigare le proprie faccende e non rientra presto, lasciando i congiunti in apprensione. Quando non c’erano i telefonini se ne perdevano le tracce…

Come rafforzativo si usava dire: jì spjirte e demjirte = Andare a cercare qlcu o qlco in giro. 

Avevo creduto che quel demjirte veniva messo lì solo per fare rima, non ravvisando un significato specifico. Come accade in quella locuzione sturte e malurte = alla meno peggio.
Invece ho scoperto casualmente che demjirte deriva dal latino demeretum, vagante, ramingo.

Spjirte e demjirte è usato raramente, e solo da persone molto anziane perché l’espressione sta andando purtroppo inesorabilmente nel dimenticatoio.

Vedi: sbavettüne)

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Spìnghele

Spìnghele s.m. = Spillo

Sottile asticella metallica, appuntita a un’estremità e munita di capocchia all’altra, che serve per fissare provvisoriamente lembi di tessuto, fogli di carta, ecc.

Deriva dal francese épingle.

La parlata moderna usa il termine simil-italiano ‘u spille, ma non è dialetto.

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Spìnele

Spìnele s.f. = Succhiello

Utensile manuale usato per praticare fori di piccolo diametro nel legno, costituito da un gambo cilindrico d’acciaio terminante con una punta elicoidale e, dalla parte opposta, con un’impugnatura a T, adatta a imprimere una rotazione.

Esistono di varie misure. Quelle più piccole si chiamano spenaröle e spenelècchje s.f., e praticano fori fino a mm 10 di diametro. Si azionano con una sola mano.

Quelle maggiori vengono chiamate verèlle, ed hanno bisogno di entrambe le mani per imprimere la rotazione alle due marre del T, e si azionano a mezzo giro per volta di 180°.

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Arrecurdé ‘i spèzzje andüche

Arrecurdé i spezzje andüche loc.id. = Ricordare le tradizioni antiche.

È un’espressione molto bella che può essere usata per parlare – magari fra due vecchie amiche – di teneri ricordi del passato con una vena di malinconia.

Le persone anziane rivivono e rievocano fatti e persone del loro passato rivestendoli di profumi, aromi, atmosfere, come posso fare le spezie aromatiche, gradevolissime perché tenui e non stancano mai.

Credo che nelle spezzje andüche, spesso, ci possa essere molta più saggezza di quanto si creda.

Questa locuzione viene usata anche in senso canzonatorio – spesso da una persona più giovane verso una meno giovane – per criticare vecchie usanze ritenute superate.

V’arrecurdéte sèmbe ‘i spèzzje andüche = vi ricordate sempre gli episodi antichi!

La frase assume addirittura un risvolto negativo quando si ritiene inopportuno ritornare su episodi ormai superati.

Ce avèsseme arrecurdé ‘i spèzzje andüche! = Che facciamo, andiamo a rinvangare il passato? Potrebbero riaprirsi delle brutte ferite. È meglio che la finiamo qua.

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