Sparazàppe sopr.= Che spara alla zappa
Soprannome affibbiato a qlcn che non amava lavorare la terra, e che vedeva nella zappa un nemico e fu indotto spararle una fucilata!
Soprannome affibbiato a qlcn che non amava lavorare la terra, e che vedeva nella zappa un nemico e fu indotto spararle una fucilata!

In italiano cerotto comprende due tipologie di adesivi:
1) la tela adesiva, venduta in rotoli di varie altezze, che serve per fissare i bendaggi nelle medicazioni;
2) la striscetta adesiva sforacchiata, con al centro una piccola garza medicata, usata per medicare e proteggere abrasioni e ferite superficiali.
Noi intendiamo con sparatracche solo la prima voce, cioè quello a rotolini. Il termine proviene dal francese sparadrap (pronuncia sparadrà) o dallo spagnolo Esparadrapo.
Il 2) si chiama quasi come in italiano ‘u cerotte perchè è un prodotto di fattura relativamente recente. Il contesto della frase stabilisce di quale cerotto stiamo parlando.
Ricordiamo che ceròtte principalmente indica il lumino votivo.
Genericamente è detto fuochista chi produce e vende fuochi d’artificio; e anche colui che provvede ad incendiarli durante le sagre.
Lo Sparapjizze per antonomasia, quello che ricordo io in Largo Clemente faceva marketing tenendo i botti in un cestino davanti l’uscio di casa, come se vendesse uova o melanzane.
Erano erroneamente considerati innocui, ed erano liberamente venduti anche ai minorenni.
Produceva botte a müre, tricche-tràcche, frósce, per la vendita al minuto, quindi per tutti.
Per gli spettacoli pirotecnici durante le Feste preparava rutèlle (girandole), battarüje, calecàsse, ecc., tutta roba da professionisti perché di grosso potenziale e pericolosissima in mano ai non esperti.
Non spendere o spendere con molta attenzione e parsimonia allo scopo di mettere da parte denaro in previsione di una necessità futura.
Tentare di pagare al negoziante un prezzo inferiore a quello di mercato.
Pronunciato con accento piano, ‘u sparàgne, sost.masch., significa “il risparmio”.
Dal francese épargner,
Stendere i panni all’aria, ad asciugare.
Spanne ‘ panne = Stendere la biancheria. Mi piace l’assonanza
Con altra voce dicesi stènne v.t., I panni sono sottintesi.
Costole, ossa del torso umano. Quelle degli animali macellati usate per farne bistecche si chiamano tacchecèlle.
Madònne cüme sté sciupéte: ce vètene tutte ‘i spangèlle! = Madonna come sei magro! Si vedono (con evidenza) tutte le ossa del torace.
Pòvere uagnöne, töne tutte ‘i spangèlle da före = Povero ragazzo, ha tutte le costole sporgenti (per l’eccessiva magrezza).
Quindi tenì ‘i spangelle da före = avere le costole sporgenti denota magrezza, astenia, debilitazione organica.
Rovinare una vite, un perno, un dado, facendogli perdere la filettatura a causa di sforzo o traumi.
Contrario: ‘mbané
Si può tentare di ripristinare la filettatura ripassando la madrevite attorno al perno, o calando di nuovo il maschio filettante nel foro del dado.
1 : Spacchéte agg. = rotto, tagliato, spaccato.
2 – Fé ‘a spacchéte (p’a chjazze) = Fare una passeggiata per il Corso ed esporsi all’ammirazione degli altri con insistenza e vanto.
È un sinonimo di ‘ndàcche = tacca,taglio.
Fenditura sottile su un corpo solido, spaccatura, apertura, rottura, crepa, fessura, squarcio.
Si indicava una volta un’apertura senza bottoni praticata nei calzoncini dei bimbi incontinenti, che così defecavano liberamente senza imbrattarseli.
I frugoletti, vivendo sulla via allo stato brado, in caso di bisogno semplicemente si accoccolavano in modo che la spaccàzze, divaricandosi, permetteva loro di liberarsi senza alcun ostacolo.
Ora non si usa più cacare per strada, almeno gli umani non lo fanno più (spero). Prerogativa questa riservata ai cani. I padroni delle bestiole dovrebbero girare muniti di apposita paletta per raccoglienre gli escrementi, ma non lo fa mai nessuno!
È un termine usato anche in senso volgare. E qui mi fermo.
Questo soprannome fu affibbiato a qlcu che era molto oculato nello spendere.
Significato letterale: Spacca Tornese.
Il Tornese, in dialetto turnöse fu una moneta in circolazione nel Regno delle due Sicilie.
Tornese era il nome di un formidabile cavallo che vinse numerose corse al trotto negli anni ’50/60.