Tag: sostantivo femminile

Sacca-mariöle

Sacca-mariöle s.f. = Tasca interna.

Tasca interna della giacca da uomo, in cui abitualmente si ripone il portafoglio.

Sovente è dotata di una linguetta ad occhiello per chiuderla con un bottone.

È chiamata così, presumo, perché nascosta, segreta (nascosto come un ladro).

Esisteva, all’interno della giacca, anche una tasca senza orli e bottoni per riporvi il pacchetto delle sigarett

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Rüte

Rüte s.f. = Ruta

Pianta arbustacea o erbacea della fam. delle Rutaceae (Ruta graveolensis L.) , perenne con fiori gialli o verdi e foglie aromatiche; frequente il suo uso in medicina e liquoreria.Si trova in abbondanza nei boschi del Gargano.

Le nostre nonne asserivano a ragione che ‘a rüte ogni méle stüte = La ruta, ogni malattia spegne, debella.

Proprietà terapeutiche accertate: emmenagoghe (facilita flusso mestruali) , sedative, digestive, carminative (facilita deflusso gas intestinali), vermifughe.

Qualcuno diceva che un rametto di ruta essicata portato in tasca fugava anche la paura in situazioni di pericolo…

A questo punto si è esagerato, attribuendo alla povera ruta virtù troppo ardite.

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Rüsce

Rüsce s.f. e s.m.= Carbonella, refolo, baldanza

1) Rüsce, s.f. = Sminuzzatura di carbone di legna, usata specificamente per ottenere rapidamente l’accensione e per alimentare il braciere. Mette a cènere söp’a rüsce = Coprire la carbonella con la cenere (così dura più a lungo).

2) Rüsce, s.m. = Alito di vento leggero, foriero del successivo rapido rafforzamento.
Mò ce jàveze ‘u rüsce = Ora si solleva una refola di venticello.
In ambiente marinaresco chiamano ‘u rüsce anche il rumore della risacca.

3) Rüsce v.i. = Prebollire, borbottare dell’acqua in pentola prima che inizi a bollire.
. Il verbo è difettivo, e viene usato solo alla terza persona singolare dell’indicativo presente.
A Cerignola pronunciano rousce (probabile derivazione dal latino rugire)

4) Rüsce s.m. = baldanza, spavalderia, disinvoltura.
È un termine decisamente desueto sentito solo recentemente e per caso. Non conoscendone il significato ho insistito per farmelo spiegare.
Indica la tracotanza dei ragazzotti per compiacersi del proprio fisico, specie in presenza delle pulzelle, perché diventi un’attrattiva per esse. Roba da palestrati che evidenziano la propria muscolatura come fanno i pavoni quando esibiscono a ventaglio la loro variopinta coda.
Le doti intellettive, ammesse che ci siano, restano chiuse nella loro scarsa scatola cranica.

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Ruffeléte

 

Ruffeléte s.f. = Folata, sbuffo, raffica di vento

Il termine è specifico, e per quanto superfluo, si accompagna al complemento “de vjinde” = di vento. 

In sostantivo italiano “refolo”, da cui potrebbe derivare, dà l’idea di una brezza piuttosto piacevole.
Invece ritengo più probabile che ruffeléte sia un rafforzamento di  “folata”, che già di per sé descrive un’azione improvvisa e piuttosto irruente.

‘Na ruffeléte de vjinde forte ò fatte rublaté ‘a varche = Una intensa folata di vento ha fatto rovesciare la barca.

Pe ‘na ruffeléte de vjinde ‘u ‘mbrellöne ce n’jì voléte pe ll’arje = A causa di una folata di vento l’ombrellone se ne è volato in aria.

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Rüche

Rüche s.f. = Rucola

.La Rucola è una pianta annuale della fam. delle Brassicacea.
Quella campestre ha il nome scientifico Eruca perennis, o i sinonimi Sisymbrium tenuifolium e Diplotaxis tenuifolia. La Rucola coltivata è nota come Eruca sativa.

Apprezzata fin da tempi antichi per il suo aroma speziato e piccante, la rucola viene molto usata nelle insalate e nelle salse; arricchisce di sapore i tramezzini, le pizze, esalta alcuni formaggi molli e può anche essere cotta a vapore.

Proprietà terapeutiche: vitaminizzanti, antiscorbutiche, aperitive, digestive. Qualcuno addirittura riscontra effetti afrodisiaci.

Oltre tutto questo, bisogna evidenziare che a Manfredonia viene lessata con le orecchiette, e condita con il sugo di pomodoro con le lumache campestri. Per gli amanti dei frutti di mare, nel sughetto vanno benissimo  i capirroni.

Una vera specialità. L’erbivendola Sepònde invitando le massaie a comprare la ruchetta da lei, intonava: Rüche e maccarüne stamatüne, uhé! = (preparate) rucola e maccheroni questa mattina, ohé!

Ora si vende quella coltivata nell’orto, che ha le foglie più larhe e carnose…ma non la sapidità di quella campestre.

È credenza diffusa che chiunque mangi la rüche de Sepònde = la ruchetta selvatica di Siponto, un po’ come accade a quelli che gettano una moneta nella Fontana di Trevi, sono destinati a tornare a Manfredonia, e con l’aiuto di Sante Lavrjinze = San Lorenzo, a restarvi definitivamente.

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Röte

Röte s.f. = Ruota; cortina; rete.

1) Röte s.f. = Ruota. Organo meccanico girevole a forma di disco che trasmette il movimento mediante contatto diretto: la r. della carrucola, la r. del mulino, la r. del carro. Al plurale è invariabile (‘a röte, ‘i röte).

‘U sciarabbàlle töne döje röte = Il calesse ha due ruote

2) Röte s.f. = Cortina. Tenda divisoria a rete sorretta da anelli metallici che, come un sipario, divide un ambiente dall’altro o che ne nasconde una parte. In uso tuttora sugli usci delle abitazioni a piano terra. Al plurale non cambia desinenza.

Annètte, mamme, mjine tutt’e döje ‘i röte ca tràsene ‘i mosche = Annetta, bella di mamma, stendi entrambe le tende a rete, altrimenti entrano le mosche.

3) Röte s.f. = Rete. Attrezzo costituito da fili più o meno grossi di fibre tessili intrecciati e annodati a maglia, usato per catturare pesci o anche uccelli e animali selvatici. Al plurale fa rüte (‘a röte, ‘i rüte).

Jéme all’albe a salepé ‘i rüte = Andiamo all’alba a salpare (sollevare dall’acqua) le reti calate in precedenza.

Per estensione ‘a röte è anche quella metallica usata per la recinzione o quella di maglie d’acciaio fissate a un telaio di ferro, che serve da sostegno al materasso del letto.

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Rjódene

Rjódene s.f. = Ribolla o sgura,  ceppo dell’ancora.

1) Barra del timone – in linguaggio tecnico è ribolla o sgura, È generalmente è di legno, di lunghezza variabile proporzionata all’imbarcazione, con un ‘occhiello’ ad una delle due estremità, dentro il quale si inserisce le testa del timone incernierato a poppa.

La barra è rimovibile, come il timone stesso del resto, per quando la barca è portata in secca.

Qualcuno pronuncia rjótene, con la ‘t’. Accettabile.

2) Ceppo dell’ancora – Anch’esso – almeno nelle ancore antiche – era di legno ed era posto immediatamente sotto l’occhiello dell’ancora (cicala), perpendicolare all’asta dell’ancora (fuso) e all’allineamento delle marre. Serve a favorire la presa delle marre al fondale.
Nelle ancore moderne è di ferro, ed è sfilabile per uno stivaggio ottimale quando viene salpata a bordo. Vedi foto (dal Web).

Grazie al Prof. Matteo Castriotta per il suggerimento

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Rjanéte

 

Rjanéte s.f. = “Reganata” Pietanza tipica

In Sicilia con questo nome indicano una gustosa focaccia con pomodori, aglio, acciughe, pecorino e origano.

Da noi rjanéte,  che l’origano proprio non lo vede, nonostante il nome (rìjene o rìnje da cui forse potrebbe derivare), è una gustosa pietanza di carne o pesce.

È diffusa in tutta la Capitanata, e viene cotta al forno con tante patate a contorno.

Quella per eccellenza, ‘a rjanéte p’a sìccia chjöne, ha per protagonista la seppia, ripiena di un impasto composto principalmente da mollica di pane sbriciolata, uovo e pecorino grattugiato.   Una volta adagiata nella teglia, intorno alla seppia si dispongono patate a tocchetti, olio, sale, pomodori tagliati a pezzi, aglio e prezzemolo. Durante la cottura nel forno sprigiona un profumo che investe la cucina e si spande addirittura all’esterno della casa.

Quando non esistevano i forni domestici, si mandavano a cuocere al forno pubblico, e il tragitto di ritorno all’ora di pranzo, provocava l’invidia dei passanti golosi.

Altri protagonisti della rjanéte erano il baccalà, la testina di agnello (Clicca→ capuzzèlle), gli involtini (Clicca→ cazzemarre e turcenjille) o anche, come ultima risorsa, il polpettone di carne bovina tritata.

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Rezzecatöre

Rezzecatöre s.f. = brivido

Il sostantivo divrebbe essere smile all’italiano accapponamento, riferito alla pelle del cappone, depennata, che si presenta tutta puntini per i buchi delle penne estirpate. Un po’ come dire: avere la pelle d’oca (per il freddo, l’emozione, la sorpresa).

Sènde ‘na rezzecatöre: abbàste ca nen me vöne a fröve! = Sento un brivido (addosso): purché non mi venga la febbre!..

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Rèzze

Rèzze s.f. = Rezza, pannicolo adiposo

Strato di tessuto connettivo o membrana che avvolge un organo o che riveste una cavità interna del corpo umano e animale.

Mi piace parlare di quello animale….

Specialmente di quello dgli agnelli: la rezza, assieme alle interiora dell’agnello, serve a preparare i gustosissimi turcenjille (vedi: turcenjille e cazzemarre).

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