Autore: tonino

Scurzelé

Scurzelé v.t. = Sbucciare

Togliere la buccia, l’involucro, la cotenna, la corteccia, la scorza. Il verbo deriva proprio da scorza, come dire decorticare.

Specificamente significa levare il mallo alle mandorle lasciando in vista la buccia legnosa per il successivo schiacciamento per liberare il frutto (scurzelé ‘i mènele)

Anche togliere il baccello alle fave e ai piselli freschi, sbaccellare, sgranare: (scurzelé ‘i féfe, i pesìdde/pesìlle).

Per le cozze e i frutti di mare si usa il semplice japrì = aprire.

Per la frutta (mele, pere, fichi d’india,) invece si dice annetté = nettare, sbucciare

Filed under: STagged with:

Scurze

Scurze s.m. = Crosta

Al maschile indica la crosta del pane.

Che te mange? Scurze e meddüche = Che cosa ti mangi? Scorza e mollica.

A volte viene usato per indicare una persona avara

Filed under: STagged with:

Scurriatéte

Scurriatéte s.f. = Frustata

Colpo inferto con lo scudiscio dei carrettieri alla propria bestia (raramente) o agli importuni.

Era un deterrente per i malintenzionati vedere il conducente dei carretti sempre con lo scudiscio a portata di mano.

Se non bastasse, costui disponeva anche del paletto delle sponde, chiamato vrazzalètte= bracciuolo.

Filed under: STagged with:

Scuriéte

Scuriéte (o Scurriétes.m. = frustino, scudiscio, sferza

Deriva dal latino ex coriata (composto da ex e corium = fatta di cuoio) oppure da virga excorrigiata ossia verga munita di corregge (strisce di cuoio).

Si tratta di un frustino usato per incitare il cavallo a trainare il carretto o il calesse.

Esso è formato da tre elementi:
– ‘a bacchètte = asta, bacchetta di legno elastica e resistente, lunga circa 100 cm;
– ‘a curröje = correggia, nerbo formato da striscioline sottili di cuoio intrecciate di pari misura;
– ‘a pundètte = punta, fiocchetto terminale.

I carrettieri e i vetturini facevano schioccare fragorosamente la frusta agitandola con perizia.
Il movimento repentino di abbassamento dell’asta della frusta si propagava alla correggia e da questa al fiocchetto.

Si produceva un rumore secco a causa del “taglio” dell’aria.

Lo schiocco spaventava un po’ il cavallo, che istintivamente accelerava il passo. Raramente il carrettiere picchiava o maltrattava la sua bestia perché rappresentava la fonte del suo sostentamento.

I conducenti di carrozzelle ogni tanto lanciavano “simpaticamente” una staffilata all’indietro, dove ragazzacci (… come me!) si appigliavano all’asse posteriore per farsi trainare.
Bell’ö’ dàlle addröte! = Buon uomo, sferra una scudisciata verso la parte posteriore della tua carrozzella (perché stanno ci bambini attaccati).

Scuriatéte = sferzata, staffilata, scudisciata, frustata.

Ho visto e udito un gruppo di carrettieri portare il tempo di una marcetta a schiocchi di frusta.

Ho scoperto casualmente che in lingua italiana il termine fu stato usato al femminile (scuriata o scuriada o scurlata) da Riccardo Bacchelli e addirittura da padre Dante.

Nel Napoletano usano un proverbio ove citano ‘o scurriato.
«A cavallo ‘e razza nun serve ‘o scurriato» ossia, in senso figurato, a persona in gamba non serve alcun comando o incitamento perché sa bene il fatto suo.

Filed under: STagged with:

Scurdéte (alla)

Scurdéte (alla) loc.avv. = inaspettatamente

Come dire: accade qlcs quando tutti se ne sono scordati, ossia quando meno te l’aspetti.

Leggermente diverso di alla secherdüne= a sorpresa, improvvisamente, inaspettatamente.

Filed under: STagged with:

Scurdé

Scurdé v.i. = Dimenticare, scordare

1) Scurdé = Dimenticare. Non ricordare più qlcu. o qlco.

2) Scurdé = Far perdere l’accordatura ad uno strumento musicale.

Filed under: STagged with:

Scurdarjille

Scurdarjille agg. e s.m. = Obliante, dimenticante

Si attribuisce questo aggettivo a qlcu dalla memoria labile, che facilmente dimentica gli impegni o altre cosa importanti da tenere a mente.

Che t’u düche a fé ca tó sì scurdarjille? = Che te lo dico a fare, dato che tu sei di memoria labile?

Il sostantivo designa una persona soggetta a frequenti dimenticanze.

Filed under: STagged with: ,

Scuppelöne

Scuppelöne s.m. = Scappellotto, scapaccione, sberla

Sberla, scapaccione dato con la mano aperta sulla nuca.

Mo’ t’agghja dé ‘nu scuppelöne! = Ora ti do una sberla!

.Al plurale fa scuppelüne .

Filed under: STagged with:

Scupètte.

Scupètte s.f. = Spazzola


Arnese costituito da un supporto di materiale vario sul quale sono infissi setole, fili di saggina, di metallo, di plastica o altro materiale, usato per ravviare i capelli, togliere la polvere, lucidare, ecc

Scupètte p’i panne = spazzola per gli abiti.
Scupètte p’i scarpe = spazzola per stendere la crema per calzature e lucidare le scarpe;
Scupètte p’i capìlle = spazzola per i capelli.
Scupette ‘i varevjire = spazzola da barbieri, pennellessa da collo, morbida, a pelo lungo, per levare i capelli tagliati e caduti sul telo, steso sulle spalle prima di iniziare l’operazione di tosatura…

I meccanici usano, chiamandola con termine quasi italiano, ‘a spàzzele d’accjéje = La spazzola d’acciaio. In vero dialetto dovrebbe dirsi ‘a scupètte d’azzére. Ma, trattandosi di un termine tecnico, è rimasto così, ibrido, ma comprensibile da tutti.

Tenì ‘na spàzzele = avere una spazzola, significa che si sente un formidabile appetito. Credo che sia un prestito romanesco derivato del gergo militare. Venite in Marina, conoscerete il mondo!

Filed under: STagged with:

Scupetté

Scupetté v.t. = Spazzolare

Pulire o lucidare con la spazzola. Togliere residui di capelli dalla mantellina da barbiere o dagli abiti, briciole di pane, polvere ecc.. stendere la crema per calzature e poi lucidarle.

Filed under: STagged with: