Autore: tonino

Fröcaspöse

Fröcaspöse sopr. agg. = ladruncolo

Alcuni lavoratori [agricoli – che abitualmente, prima di avviarsi per i campi, si compravano ognuno per conto proprio un po’ di cibarie – coniarono questo nomignolo verso uno di loro, più furbo o meno abbiente di loro.

Costui, di manolesta, di nascosto andava ad approvvigionarsi dalle vettovaglie dei compagni depositate al chiuso. Alla fine fu ‘nduppéte = beccato, sorpreso, scoperto con le mani nel sacco.

Non si sa se il ladro ebbe la dovuta lezione (morale o manesca) dai suoi compagni…..

Poi fröcaspöse è divenuto un aggettivo per dire che qlcu è “di mano leggera”

Difatti esiste anche un aggettivo simile, frocacumbàgne, già descritto in questo vocabolario qualche tempo fa.

Ringrazio il dott.Enzo Renato per il suggerimento.

 

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Fröcapezzènde

Fröcapezzènde s.m. = Tramontana

Questo è un modo per esorcizzare il temuto vento di tramontana, apportatore di gelo, micidiale per i meno abbienti, che non hanno indumenti pesanti per difendersi.

La tramontana li frega, ossia li mette fuori combattimento.

 

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Fröcacumbàgne

Fröcacumbàgne agg. = Profittatore

sfruttatore, opportunista, traffichino

Dicesi di persona che, senza porsi il minimo scrupolo, approfitta di qls situazione per ricavarne lucro, anche a danno di quelli che gli hanno dato fiducia.

L’etimo è semplice: fröche = egli ruba, molla fregature
cumbàgne = amici, compagni.

Vale anche come sostantivo.

Diffidate da questi soggetti, che più esplicitamente vengono definiti tranganére

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Frjichemedòlce

Frjichemedòlce agg. = Suadente, convincente

Allettante, convincente, persuadente. Persona particolarmente abile, dotato di parlantina, che riesce a convincere l’interlocutore della bontà delle sue idee e delle sue scelte.

Il soggetto che è stato convinto, tuttavia, resta con un’ombra di dubbio, ha sentore di essere stato un po’ buggerato.

Avete mai pensato ai persuasori occulti e ai messaggi subliminali? Diavolerie della pubblicità. Ma il nostro frjichemedòlce agisce – forse ingannevolmente – ma alla luce del sole!

Quìste sò frjicheme dòlce: ce ne vènene pe ‘sti chjacchjere… = Costoro sono convincenti: si presentano con tante belle parole…(e poi ti mollano il bidone).

Ricordo ai lettori distratti l’etimo diviso dell’aggettivo:
frjicheme = fregami, fòttimi nel senso di mollami una fregatura;
dòlce = dolcemente, con garbo.

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Frezzecàrece 

Frezzecàrece v.i. = Dimenarsi, agitarsi, smaniare

Lo si dice quando qualcuno è improvvisamente colpito da prurito, pizzico, solletico, prurigine, e si agita e si muove senza sosta.

Si dice anche se un qualunque sostegno non è ben saldo.
Statte attjinde ca la sègge ce frezzecöje = Sta attento perché quella sedia è instabile.

Figuratamente designa anche smania, impazienza, voglia, desiderio, capriccio, stimolo, ghiribizzo, fregola.

Ricordate tutti la brillante commedia del G.A.P.- Gruppo Arte Popolare “Dottö, me sènde frezzeché”

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Frevüte

Frevüte agg. = Rovente, bollente

Relativo a un corpo o un liquido con elevata temperatura.

Pecchè nen mange angöre? Pecchè ‘u bröde jì frevüte! = Perché non mangi ancora? Perché il brodo è bollente!

Fjirre frevüte = Ferro rovente.

Si usa dire a qlcu Uì, fjirre frevüte (= eccolo ferro rovente) quando costui ha fretta di concludere un discorso o un’azione.

In effetti il fabbro quando cava un ferro dalla forgia per lavorarlo sull’incudine, agisce rapidamente, prima che si raffreddi e diventi più duro all’azione del martello.

Anche in italiano c’è il detto: Battere il ferro finché è caldo.

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Frevógghje

Frevógghje (o sfrevógghje) sm = Briciole

Bricioline di pane, o di cibo in genere dette anche sprevelìcchje.

Quelle cadute sulla tovaglia erano accuratamente raccolte e mangiate: non si poteva sprecare nulla!

Mattöje, papà, v’accàtte quatte sòlde de frevógghje de frummagge. = Matteo, bello di papà, va a comprare quattro soldi (20 centesimi) di briciole di formaggio.

Era la frugale cena con un po’ di pane e olive, di tutta la famiglia.

Se un pezzo di pane cadeva per terra, lo si raccoglieva, e lo si baciava prima di mangiarlo, perché il pane era considerato benedetto, “grazia di Dio”.

Ora il pane del giorno prima è considerato troppo vecchio, e si compra il formaggio a confezioni-famiglia.

Si butta il resto entro tre giorni, dopo aver tagliato magari una sola porzione, perché si è stufi della stessa pietanza.

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Frèvele

Frèvele s.f. = Fèrula, finocchiaccio selvatico

La frèvele  (Ferula communis Ferula brevifolia) in dialetto era chiamata anche crošche, con termine più antico. 
È una pianta annuale delle ombrellifere, il cui fusto, essiccato e leggero, era usato un tempo dagli insegnanti come bacchetta per punire gli scolari vivaci o disattenti.
In verità una bacchettata con questa frèvele non faceva molto male, perché era leggera e anche perché veniva calata,  dal maestro spazientito sulla testa dell’allievo discolo, senza troppa forza.

Fino a metà del secolo scorso era usata anche per costruire degli sgabelli rustici chiamati ferrìzze (←clicca)


(foto courtesy di Antonio Angelillis)

Nomi regionali [da Wikipedia]
Calabria Fiàddrura
Sicilia Ferla
Puglia Coskja, frevola, ferv
Sardegna Ferrulu, Ferula cabaddina, Feurra, Faurra, Cagna fenu, Erula, Feurredda

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Frevegghjàzze

Frevegghjàzze s.f. = Febbricola

È un sinonimo di rezzecatöre = brivido, sintomo di febbre incipiente.

L’etimo è sicuramente fröve = febbre.

Ringrazio il lettore Amilcare Renato per il suo suggerimento.

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Fréte

Fréte s.m. = Fratello

Persona legata ad altra o ad altre da un vincolo di parentela derivante dai comuni genitori.

Fràteme = mio fratello;
fràtete = tuo fratello

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