Categoria: S

Šküme

Šküme Šcüme  s.f. = Schiuma, spuma

Insieme di bolle d’aria o di altro gas che si forma alla superficie di un liquido sottoposto a ebollizione o ad agitazione; (Sabatini-Coletti).

Anche quella prodotta dal sapone, particolarmente dal sapone da barba al profumo di mandorle amare, è  šküme.

Voglio aggiungere quella che si forma nel bicchiere quando si versa il vino o la birra è  šküme.

Il buon bevitore, quando esistevamo le osterie, rivolgendosi alla schiuma del vino versato nel bicchiere, sussurrava: “se tu resti, io me ne vado; se tu te ne vai, io resto”.  C’è un perché! Se il vino è genuino, la schiuma dopo qualche attimo sparisce. Se invece il vino è annacquato, la schiuma nel bicchiere permane a lungo, e perciò l’intenditore preferisce alzare i tacchi.

Vorrei non enumerarla, ma purtroppo lo debbo fare per dovere di linguista,”‘a šküme a ‘nu quarte e n’ate“… = La schiuma ad una parte ed all’altra (della bocca). Puah!

È quella che si forma ai due lati della bocca, la bava secca, quando qlcu è gran parlatore e non si accorge che gli crescono le cispe!

Preferisco pensare alla fugace šküme dell’onda che si infrange sulla battigia, o meglio, alla  soavissima schiuma cremosa di un bollente cappuccino preso al mattino presto nel bar Aulisa, con o senza spruzzata di cacao amaro in polvere! Lüce de Paradüse! = Luce di Paradiso!

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Škuméje

Škuméje, škumé o šcumé v.i. = Sfacchinare, sgobbare, lavorare sodo

In italiano il verbo schiumare (cui somiglia il nostro verbo) significa togliere la schiuma, ma ha anche altri significati.

Quello che calza al nostro dialetto è:
“Emettere bava o sudore schiumoso, spec. per fatica o per rabbia: il cane ringhiava schiumando; dopo la corsa il cavallo schiumava e ansimava . (Dizionario on line De Mauro)”

Tuttavia il nostro škumé è riferito solo alle persone che compiono una fatica massacrante.

Vüje stéte alla spiagge e jüje stéche a škumé mbacce a ‘na vocche de fórne = Voi state alla spiaggia mentre io sto a sgobbare vicino alla bocca del forno..

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Škuppètte

ŠkuppètteŠcuppètte  s.f. = Schioppo

Fucile da caccia, schioppo.

Deriva dallo spagnolo escopeta. o dal francese escopette

Era chiamato anche ‘u düje bòtte = il ‘due colpi’, perché era dotato di due canne affancate o sovrapposte.

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Škuškenàrece

Škuškenàrece o Šcušchenàrece Scuscenàrece v.int. = Abbattersi, schiantarsi

Si usava nella forma riflessiva indicante lo schiantarsi al suolo di chi non regge un grosso peso.

C’jì Škuškenéte = Ha ceduto, non ha retto il peso.

Termine incomprensibile dai ragazzi di oggi.

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Smagnöne

Smagnöne s.m. = Segnale campestre

Di solito serve per avvertire che un frutteto o un prato o un campo è stato irrorato di anticrittogamici.

Per prudenza è meglio non coglierne frutti fino alla completa maturazione, altrimenti si rischia l’avvelenamento.

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Smanajöle

Smanajöle agg. = Estroversa, espansiva.

L’aggettivo specificamente è riferito, solo al femminile, a ragazza vivace, briosa, effervescente ma poco propensa a svolgere lavori domestici.

Non credo che si sia mai visto un ragazzo smanajùle

Insomma bella e piacevole nel divertimento, ma in casa decisamente škenèlle= scansafatiche.

Deriva certamente da smànje = smania, desiderio incontenibile, voglia impaziente…di andare a divertirsi.

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Smandullé

Smanndullé v.t. = Guastare, rendere inservibile

In italiano il verbo simile “smantellare” significa per lo più: abbattere, demolire, smontare un impianto, un palco, come anche il sinonimo “sbaraccare”.

Invece in dialetto significa per lo più rompere un oggetto, un utensile con delle parti meccaniche in movimento, come ad esempio un giocattolo, un orologio, un bambolotto, un’automobilina telecomandata, una bicicletta, ecc.

Giuànne töne l’artèche: quèdda bececlètte l’ò smandulléte tutta quande = Giovanni è irrefrebabile: quella bicicletta l’ha resa inservibile.

Ne deriva:

– Smandulléte agg. = inservibile, non funzionante, o malfunzionante.
I molle d’u ljtte sò tutte smandulléte = Le reti del letto sono totalmente insicure.

– Smandullàrece v.i. = (riferito ad oggetti inanimati) mostrarsi instabile, insicuro, pronto quasi quasi a collassarsi.
Stàtte attjinde ca ‘sta sègge ce smandullöje = Sta attento perché questa sedia è insicura e può cedere.

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Smèrle

Smèrle s.m. = Smerl

Tipo di ricamo per orli che presenta sporgenze e rientri,come le merlature delle torri di fortificazione o dei castelli.

Ritengo che l’etimo sia proprio “merlo” ,nel senso di tratto di mura nelle fortificazioni che sporge in altezza a intervalli regolari.

Uno dei primi punti che le nostre mamme andavano ad imparare dalle bravissime ricamatrici professionali.

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Smezzé

Smezzé v.t. = dimezzare, svuotare parzialmente

In verbo deriva da “mezzo” inteso come metà. Quindi “dividere, svuotare, liberare a metà”

Si usa dire smezzéte = dimezzato, anche se un contenitore qualsiasi non è stato svuotato proprio a metà, ma in misura molto variabile.
Come dire: jì stéte tucchéte = è stato “toccato”, non è più intonso. Può essere un quasi pieno o un quasi vuoto…

Generalmente si tratta di contenuto liquido (olio, vino, latte…).
‘Sta buttìgghje sté smezzéte = Questa bottiglia non è più completamente piena.

Talvolta è riferito a contenuto arido (riso, sale, caffè…)
U sacche d’a farüne sté smezzéte e momò ce fenèsce = Il sacco della farina è (più che) dimezzato, e sta per finire.

‘U buatte du cafè jì stéte stéte smezzete = il barattolo del caffè è stato iniziato (non è completamente pieno).

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Smiccé

Smiccé v.t. = sbirciare, intravvedere, scorgere.

È accettabile anche la dizione smeccé o anche smercé.

L’inesauribile Vocabolario Treccani dice: «Guardare attentamente, socchiudendo gli occhi per acuire la vista o per concentrarla su un determinato punto o particolare; per estensione, guardare minuziosamente, squadrare».

Individuare qualcuno o qualcosa in una massa omogenea (tra la folla, in un mucchio).

Giuà, t’avöve smeccéte a fianghe a ‘na bèlla uagliöne! = Giovanni, ti avevo intravisto (in un assembramento, in piazza, al cinema, ecc.) a fianco di una bella ragazza!

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