Devagliéte

Devagliéte agg. = Tormentato, assillato

Agitato per la puntura di un assillo, in grave difficoltà per le numerose traversie attraversate.

Che sragiona per le soverchie avversità.

Che ha un comportamento non troppo lineare a cause delle molte preoccupazioni.

Sté devagliéte de chépe = È fuori di testa.

Filed under: DTagged with:

Desgrazzjéte

Desgrazzjéte agg. e s.inv. = Disgraziato

In italiano l’agg. significa che qlcu è stato colpito da sciagura, da sventura, da disgrazia.

In dialetto significa che la sciagura costui l’ha avuta nel cervello, perché si comporta da delinquente, farabutto, furfante, mascalzone, canaglia (basta per oggi?).

Talvolta viene spontaneo esclamare scherzosamente desgrazzjéte! quando qlc amico dice una battuta fulminante o fa uno scherzo un po’ pesante, ma ancora accettabile.

Se poi va fuori limite, parte ugualmente il desgrazzjéte!, ma contemporaneamente a una gragnuola di cazzottoni e ad un corollario di improperi: ghjachitemmùrte, ‘stu chjüne de quà, ‘stu chjüne de là, ecc…

Per i non Manfredoniani preciso che le “z” del termine hanno un suono dolce, non aspro.

Filed under: DTagged with: ,

Derrótte 

Derrótte s.m. = Rutto

Emissione, attraverso la bocca, di gas o aria provenienti dallo stomaco.

La formazione di gas all’interno dello stomaco avviene se si mangia avidamente: assieme al cibo scende anche dell’aria, e questa tende a risalire attraverso l’esofago.

Le persone senza contegno li lanciano rumorosamente.

Una volta un Professore, mentre si avvicinava all’aula designatagli per la sua ora di lezione, udì un rutto fragoroso provenire dall’interno della stessa.

Senza scomporsi, appena entrato in classe, sentenzio: Quisti derrótte, ind’i paiüse d’ i pùrche, ce chiàmene suspüre! = Questi rutti, nel paese dei porci, si chiamano sospiri.

Nel territorio dei Beduini i rutti sono considerati un sonoro apprezzamento del cibo mangiato. Sono attesi con ansia dalla brava massaia o da colui che ti ha ospitato. Perciò, se andate là, e siete invitato a cena, sforzatevi di accontentare la padrona di casa, o meglio della tenda. Più è sonoro, e più è largo il suo sorriso….Mi viene a mente, a questo proposito, un esilarante articolo dello scrittore-giornalista Vittorio G.Rossi.

Da noi sono accettati un sorriso solo quelli emessi dai neonati dopo la poppata.

Filed under: DTagged with:

Dendéle

Dendéle s.m. = Dentice

Pesce marino degli Attinottèrigi, famiglia degli Sparidi appartenenti al genere Dentex; comune nel Mediterraneo è noto per la prelibatezza delle carni.

Ricordo il grido di un pescivendolo ambulante: Dendéle p’arròste, sparrüne grusse, uhé!

Filed under: DTagged with:

Demònje

Demònje s.m. = Demonio

Sinonimo di Diavolo: Bruttabbèstje, Lucifero, Satana, ecc.

Mi pare d’obbligo pronunciare ad alta voce: Cristecevènghe

Filed under: DTagged with:

Deloffe

Delòffe sopr.. = Delle “loffe” (silent gas).

Un tale Mattuccjille Deloffe era un grande magiatore di fagioli. E’ chiaro ora perché gli hanno affibbiato questo nomignolo?

Filed under: Soprannomi

Dellìrje de la Luciüje

Dellìrje de la Luciüje loc.id. = Isteria, isterisrmo, furore

Alla lettera: Delirio della Lucia.

Quando si verificavano delle furiose litigate in mezzo alla strada tra due donne, si rispettava un rituale prima dello scontro fisico vero e proprio (con veementi tirate di capelli, sputi, morsi e graffi): urla e accuse reciproche fino a quando una delle due strillava delle invettive contro l’altra in tono di sovracuto, così elevate da risultare incomprensibili. Era il segnale: l’altra le si scagliava contro e succedeva il pandemonio.

Ma che c’entra Lucia?

È derivata dal mondo della musica lirica. C’era gente fino agli anni ’60 che sapeva a memoria le arie e le parole di tutti i protagonisti di tutte le opere di Verdi, Bellini, Puccini, Mascagni, Rossini, ecc.

Non tutti i giovani di oggi sanno che esiste una bellissima Opera lirica intitolata “Lucia di Lamermoor” di Gaetano Donizetti scritta nel 1836 e tuttora rappresentata nei teatri di tutto il mondo.

Ad un certo punto c’è un’aria deliziosa per soprano (Lucia appunto) che nella frase musicale va sempre su di tono, con la oh oh oh oooh : il delirio della follia appunto.

Quando la prima delle litiganti sbraitava più forte dell’altra, gli immancabili spettatori divertiti commentavano: Uì, mo li vöne ‘u dellìrje de la Luciüje = Ecco, ore le viene un attacco isterico.

Filed under: DTagged with:

Decotte

Decotte s.m. = Decotto

Bevanda a base di sostanze vegetali bollite in acqua e filtrate e dolcificata.

Notissimo per alleviare il raffreddore ‘u decotte de cambumìlle e fìüre de màule = decotto di camomilla e fiori di malva che le nostre nonne ci preparavano.

A me faceva un po’ schifo: lo bevevo solo perché nonna ci metteva molto zucchero per renderlo più appetibile.

Non sapevamo la differenza fra decotto, tisana e infuso.

Quando il caffé fatto in casa non era di qualità eccellente, era inevitabile paragonarlo al decotto. Il grande Totò usava il termine ciofèca

Filed under: DTagged with:

De l’acque

De l’acque sopr. = Dell’Acqua

Cognome passato a soprannome

Chjarüne de l’acque = Chiarina Dell’Acqua.

Può significare acquaiolo (vedi acquarüle)

Filed under: Soprannomi

Dé lènde

Dé lènde loc.verb. = Sguinzagliare, slegare

Allentare il guinzaglio, liberare il proprio cane in modo che possa scorrazzare per i prati. In senso figurato lasciare i bambini liberi di sfrenarsi (ovviamente in spazi protetti).

E dàlle lènde a ‘sti criatüre, nen li tenènne sèmbe strìtte = E lasciali sfrenare questi bambini, non tenerli sempre vincolati a te.

La situazione va letta al contrario quando i figli crescono…

Sempre in senso fig. nen dé lènde significa vigilare discretamente sull’operato dei figli più grandicelli, per evitare loro di essere coinvolti in situazioni incresciose.

Nen li dànne lènde, ca se no pìgghjene male stréte = Non concedere troppa libertà, altrimenti (gli adolescenti) frequentano cattive compagnie.

Filed under: DTagged with: