Autore: tonino

Méle San Dunéte

Méle San Dunéte loc.id. = Epilessia, mal caduco, morbo comiziale, convulsioni.

Alla lettera significa: ‘Male di San Donato’: Santo, che ahimé, evidentemente ne era affetto, o che veniva invocato in soccorso per i soggetti colpiti da attacchi epilettici.

Le crisi epilettiche si manifestano con violente convulsioni che scuotono profondamente il malato con successivo svenimento.

Si dice anche, per enfatizzare uno spavento: M’ha fatte venì ‘u méle San Dunéte = Mi hai fatto venire un colpo!

L’amico medico dr. Matteo Rinaldi, cui va il mio sentito ringraziamento,  mi ha fornito queste notizie:

«Per gli antichi era il “morbo sacro” perché credevano che l’epilettico, in preda all’attacco classico, fosse da considerare invasato da qualche demone. Come spesso accadeva una volta, la non conoscenza di una malattia trovava la giustificazione nel sacro e nella magia.»

Ovviamente tralascio tutta la sua dotta spiegazione storico/scientifica, che esulerebbe dal fine meramente linguistico di questo lavoro.

Ho assistito mio malgrado ad un attacco epilettico di tipo major, con scuotimento e perdita di conoscenza da parte del soggetto, e vi assicuro che non è una cosa da nulla.

Filed under: MTagged with:

Méje

Méje avv. = Mai

Méje (o anche ) è usato in proposizioni negative, per dire: in nessun tempo, nessuna volta, in nessun caso.

Mé e pò mé = Mai e poi mai (rafforzativo)
‘Nziamé = Non sia mai, Dio ne scampi!
Quannì ca m’ajüte a mè? Méje = Quando mi aiuti? Mai!
Nen sò stéte méje a Torüne = Non sono stato mai a Torino.

La pronuncia di  con la é molto stretta, è identica alla seconda sillaba del francese Jamais, ja-mais= mai, giammai.

Filed under: MTagged with:

Mèh

Mèh inter. = Suvvia, deh,

È una interiezione usata spesso con diverse funzioni.

  • Funzione esortativa (suvvia, ti prego, e dai, accontentami, ecc.)
    Mèh, e fammìlle ‘stu piaciöre! = Suvvia, e fammelo questo piacere!
    Specialmente ripetuto Mèh, mèh si usa per incitare,  incoraggiare, confortare, aiutare, ecc.).
    Mèh, mèh ‘ngarecànne, ca döpe ce aggióste tutte cöse! = Su non affliggerti, ché dopo si aggiusta tutto!
  • Funzione conclusiva (in definitiva, dunque, allora, pertanto, ecc.)
    Méh, mò ce ne jéme! = ebbene, adesso ce ne andiamo.
  • Funzione interrogativa (ed allora? ebbene? quindi?)
    Te sì vìste per Lunàrde? Méh? = Ti sei incontrato con Leonardo? Ed allora? (che cosa avete concluso, che cosa mi riferisci, che aspetti a parlarmene?)

Guardate una sola sillaba che cosa riesce a esprimere!

Filed under: MTagged with:

Megnùzze

Megnùzze s.m. = Spina (detta anche tenone o piolo)

Megnuzze s.m. = Spina, o tenone, o piolo.

Nome tipico usato in falegnameria. Sono dei cilindretti di legno, denominati spine che si inseriscono in fori praticati sui componenti da collegare e perfettamente coincidenti. Questo tipo di incastro viene detto “spinatura” e si utilizza per realizzare unioni di testa o di costa fra elementi piani e tondi.

Le spine hanno la superficie scanalata longitudinalmente per consentire maggiore aderenza della colla. In effetti sembrano dei piccoli rigatoni…

In pratica si utilizza questo cilindretto di legno duro (generalmente faggio) che si inserisce, per metà della sua lunghezza, in un foro eseguito su una delle parti da congiungere, mentre l’altra metà si inserisce nel corrispondente foro (detto anche caletta) praticato sulla seconda e parte diventa solidale con essa per effetto dell’adesivo vinilico.

Filed under: MTagged with:

Mègghje-a-Düje!

Mègghje-a-Düje! inter. = Guai! Non sia mai!

Credo che l’interiezione completa sia: Meglio che Dio ti chiami piuttosto che vederti combinare questa malefatta. Guai a te!

Variante: mègghje-a-lu-Düje = Non sia mai! Meglio che il (nostro) Dio…(ti risparmi la sua ira).

Variante per i devoti della Vargine: Mègghje-a-la-Madònne!

Ad una vispa vecchietta che festeggiava le nozze d’oro fu augurato un altro cinquantennio assieme a suo marito. La sua risposta fu immediata, lapidaria e allarmata: Mègghje-a-Düje!  😀

Filed under: MTagged with:

Mèdeche

Mèdeche s.f. (detta anche SanguètteMagnètte) = Mignatta, sanguisuga

Con il termine sanguisuga (Hiruda Medicinalis) vengono comunemente chiamate le specie di Anellidi appartenenti alla sottoclasse Hirudinea. Esse vivono generalmente nelle paludi, nelle acque dolci dei laghi anche ad elevate altitudini.

Hanno la bocca a ventosa di forma circolare,  provvista di dentelli che secernono un forte anticoagulante, la irudina, che è anche un potente anestetico.

Questa sostanza impedisce alla vittima di non provare dolore, e permette alle mignatte, per nutrirsi,  di succhiare indisturbate il sangue degli animali vertebrati, compresi gli umani.

Una volta sazie, le sanguisughe possono rimanere per mesi senza prendere cibo.

Erano usate fino agli anni ’50 per provocare salassi allo scopo di abbassare la pressione sanguigna. Si vendevano in farmacia, che si rifornivno dai pantanieri, dietro prescrizione medica.

Credo che questa terapia non sia più attuale, soppiantata ormai da farmaci specifici.

Filed under: MTagged with:

Meddüche

Meddüche s.f. = Mollica

È la parte interna morbida e soffice del pane.

Il termine, come tutti quelli che contengono la doppia ‘d’ è cosiderato desueto, antico e rozzo. Ora si dice, credendo di ingentilire l’idioma, mullüche.

Al plurale ‘i mullüche indica genericamente le briciole del pane cadute sulla tovaglia anche se contengono frammenti piccoli di crosta.

Filed under: MTagged with:

Mecöne

Mecöne s.m. = Muffa

Muffa che si forma nei luoghi chiusi, umidi, stantii, che emana cattivo odore, tanfo.

È prodotta da un micromiceto = fungo microscopico. Presumo che proprio da miceto possa derivare mecöne.

Jépre ‘a porte de quabbàsce, ca ce sènde ‘na tambe de mecöne! = Apri la porta di qua sotto, ché si avverte un tanfo di muffa.

Da bambino mi scompisciavo dal ridere quando sentii dire ‘nu fjite de mecöne. Avevo capito una puzza di Michele!

Filed under: MTagged with:

Meccüse

Meccüse agg. e s.m. = Moccioso

1) agg. Pieno di moccio, sporco di moccio;

2) s.m. Bambino che ha ancora il moccio al naso. Per estens. con valore iron. o pegg., ragazzo che si dà arie da adulto. Al femminile suona meccöse.

Filed under: MTagged with: ,