Fèrra-cavàlle s.m. = Maniscalco
Artigiano che forgia i ferri su misura e attende alla ferratura degli equini (muli, asini e cavalli).
Di solito era un fabbro-ferraio che si adattava a questa incombenza.
Tuttavia mio padre (fabbro come tutti i suoi antenati, accertati almeno fino al 1825) non ne ha voluto mai sapere: Mastro Vincenzo preferiva costruire aratri, ringhiere, grate, balaustre, zappe, picconi, treppiedi per braciere e caminetto, e soprattutto riparare macchine agricole.
In dialetto il termine maniscalco non è mai entrato. Si è preferito descrivere l’azione di ferrare i cavalli, quindi colui che ferra i cavalli. Un po’ come l’italiano spacca-pietre o cava-denti.

Ortaggio commestibile di forma più o meno tondeggiante, colore bianco verdastro e sapore fortemente aromatico: finocchi al burro, gratinati, in pinzimonio.
Indimenticabile il ‘nostro’ Delfino Filippo, che dal 1998 scelse di vivere nelle acque del nostro Golfo… Impossibile dissociare questo nome dal delfino ‘manfredoniano’. (Foto Giovanni Simone).