Scumbetàrece

Scumbetàrece v.i. = sconfortarsi, avvilirsi. In italiano esistono tanti sinonimi: scoraggiarsi, avvilirsi, sgomentarsi, spazientirsi.

Quando c’è da adoperarsi attivamente, e la mole di lavoro da eseguire è stimata eccessiva per le proprie forze, si viene assaliti da sgomento, da sconforto.

Qualcuno di buona volontà si dà coraggio: affurtecàmece i màneche = rimbocchiamoci le maniche, iniziamolo questo lavoro, diamoci da fare!

Vedi anche (→clicca) scumbedènze , sinonimo di scumbüte = sconforto, scoraggiamento

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Scumbedènze

Scumbedènze s.f. = Avvilimento, sconforto

È un sinonimo al femminile di scumbüte, che è maschile.

Spesso la parola tende a significare di sfiducia, pessimismo, scoraggiamento, demoralizzazione.

Tènghe ‘na scumbedènze ca nen sacce chjó che so’ c’agghja fé = Ho una sfiducia tale (in questo mondo, in me stesso, ecc.) che mi stronca ogni iniziativa.

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Sculacchjéte

Sculacchjéte agg. = Squarciato, dal culo rotto.

1) Dicesi di frutto di ficodindia staccato maldestramente dalla pianta, con lacerazione della buccia sul fondello. Anche i fioroni o i fichi sono sculacchjéte quando presentano spaccature sul fondo perché troppo maturi. Sono ugualmente detti sculacchjéte, se presentano una lacerazione dalla parte del picciuolo. Bisogna consumarli in breve tempo altrimenti si inacidiscono.

2) Si proclama qlcn che ha una fortuna sfacciata al gioco. Ha un “culo”, in senso di buona sorte, così grande che si è aperto come quello dei fioroni troppo maturi. Ora si dice simpaticamente ‘una botta di culo’ per indicare un colpo di fortuna. Che in verità non guasta mai!

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Scujirte

Scujirte s.m. = Cortile interno.

Alla lettera significa: scoperto. Deriva dalla locuzione latina ex coopertum.

Si tratta di una superficie a cielo aperto esistente all’interno del condominio come pozzo luce di proprietà comune.

Una volta, quando le case erano per lo più ubicate a piano terra, lo spazio retrostante, recintato, era adibito a stenditoio ed era uno spazio di pertinenza del vano abitato. Qualcuno vi alloggiava ‘u caggellöne = la stia per allevare le galline ovaiole.

Per scujirte si intende anche un terreno recintato adibito a deposito di materiale vario a cielo aperto.

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Scugnéte

Scugnéte agg. = Spuntato.

Riferito agli attrezzi agricoli (zapponi, vomeri) che hanno perso il taglio.

Più specificatamente al pennino metallico spuntato delle penne antiche per effetto di una caduta.

Etimo probabile simile a “spuntare” = ex-punctare, così anche si ricorre a ex negativo su cugne, cuneo.

Usavamo definire scugnéte – prima dell’arrivo delle penne a sfera – anche il pennino che, per una caduta accidentale, si deformava in punta e non lasciava più scorrere l’inchiostro liquido intinto dal calamaio.

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Scugné

Scugné v.t. = Spuntare

Deriva dal latino ex+cuneare.  Spuntare, rovinare la punta.
Difatti il cuneo usato dagli spaccalegna è detto cógne.

Riferito a qualsiasi oggetto appuntito che, per il logorio dovuto all’uso, o per trauma accidentale, perde la funzionalità per cui era stato costruito.

Jì cadüte ‘a pènne e c’jì scugnéte ‘u pennüne! = E caduta la penna e si è spuntato il pennino.

C’jì scugnéte püre ‘u lapps = Si è spuntato anche il lapis

Ci so scugnétte tutte e duje i vumere all’aréte = Si sono spuntati tutti e due i vomeri dell’aratro.

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Scuffelé

Scuffelé v.t. = Abbattere

Riferito all’azione di demolire un edificio, un muro, una parete, un divisorio.

Se qlcs crolla da sé, si usa il verbo riflessivo scuffelàrece v.rifl..

C’jè scuffeléte ‘u müre = È crollato il muro.

Pare che derivi dall’arabo quffa = collassare.

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Scucchjandarüje

Scucchjandarüje s.f. = Sciocchezza, stupidagine, incoerenza.

Azione da (clicca→) scucchjànde

Argomento o azione completamente fuori luogo, difformi da qualsiasi aspettativa.

Parlare a vanvera, saltare di palo in frasca, dire stupidaggini al di fuori del contesto.

Si commettono tante sciocchezze anche solo aprendo bocca con argomenti non attinenti alla conversazione in atto in quel momento.

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Scucchjande

Scucchjande agg. e sost. = incoerente, inappropriato, sconclusionato, scoordinato, non attinente.

Etimo. Partendo da accucchjé  = accoppiare, unire, attaccare, incollare, si giunge al suo contrario disaccoppiare = scucchjé e quindi al discorso o alla persona che di si scollega dalla logica, non accoppia, cioè è scucchjànde.

In politica Tonino Di Pietro ha usato la locuzione: “e che ci azzecca?” = e che c’entra?, usando il termine napoletano-molisano azzeccà, che significa attaccare, incollare.
Noi similmente diciamo che ce cèntre? = Che c’entra?

Ma che sté decènne? Sì proprje ‘nu scucchiànde! = Ma che stai dicendo? Sei proprio un incoerente.
Insomma un discorso fuori tema, che illogicamente salta di palo in frasca (dicono quelli che hanno studiato) che non collima con quanto si sta discutendo.

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Scròfele

Scròfele s.f. = 1 Scorfano. 2 Dado a galletto. 3 Toponimo

Scròfele 1 – Pesce marino, detto anche scorpena, (Scorpaena scrofa) con corpo tozzo, mimetico,(di colore rossastro e bruno) ricoperto da grosse scaglie e spine velenose. Carni squisite. va cotto in umido….e attenti ai pungiglioni. Il veleno è termolabile, quindi nessun pericolo dopo la cottura.

In diminutivo NON si dice scrufèlle, perchè questo sostantivo indica le ragazzotte un po’ leggere (vedi certe “serie” televisive) oppure le maialine da latte.
Il diminutivo di scorfano è screfezzöle.

Nome Inglese: Scorpion fish
Nome Francese: Rascasse rouge
Nome Tedesco: Drachenkopfe
Nome Spagnolo: Rascacio

Scròfele 2 – Dado a galletto, detto anche dado a farfalla.
Dadi speciali, d’acciaio o anche di plastica,  muniti di due alette, facili e rapidi da avvitare usando due dita,  utilizzate per il montaggio di parti rigide facilmente assemblabili.
Diminutivo: scrufelècchje

La Scròfele 3  è un toponimo di una zona della Puglia piana, verso Borgo Mezzanone.

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