Ndréme s.m. = Visceri
Gli intestini e gli altri organi contenuti nella cavità toracica e addominale degli animali e del corpo umano.
Termine desueto. Usato dagli allevatori e dagli addetti alla macellazione
Gli intestini e gli altri organi contenuti nella cavità toracica e addominale degli animali e del corpo umano.
Termine desueto. Usato dagli allevatori e dagli addetti alla macellazione
È una striscia di rete a maglie larghe ma robuste, che viene fissata come sopravveste ai tradizionali tramagli (ndramàgghje).
Una specie di rinforzo, una sopra-rete.
Alcuni pescatori la chiamano altresì ‘ndramìgnele.
Grazie al lettore Amilcare Renato per il suggerimento e al Prof. Matteo Castriotta per la descrizione di carattere tecnico.
In italiano è ammesso anche tramacchio, tremacchio e tremaglio.
Si tratta di un particolare tipo di rete formata da tre teli, che vengono tesi verticalmente sul fondale per mezzo di piombi e galleggianti, a formare una specie di camera a tre pareti.
Sparrüne de ‘ndramàcchje (o ndramacchjéte) = Sparroni pescati con il tramaglio, particolarmente pregiati perché non ‘maltrattati’ come può avvenire con le reti a strascico.
Prego i lettori di correggere queste mie riminiscenze marinaresche, casomai fossero inesatte.
Togna a mano composta da tavoletta di sughero, filo di nylon, piombo da gr. 25, amo, ed esca artificiale (piuma colorata, cucchiaino).
Pesché pa ‘ndògne = Pescare con la lenza (con o senza canna)
Usata dai pescatori dilettanti che disdegnano la tecnologica canna allungabile a telescopio col mulinello (pesché pa cànne)..
Ndiscià sopr. = De Salvia
Secondo alcuni è una corruzione del cognome De Salvia, storpiato in dialetto passando di bocca in bocca per tante generazioni. Ma potrebbe significare anche “che vive nella zona Sciali, o che proviene da essa”.
Chiarisco subito che Sciale ( ‘u Scéle), nella toponomastica locale, significa terreno sabbioso costiero, una volta acquitrinoso e impaludato che si estendeva da Siponto a Zapponeta
Molta gente, prima della bonifica, traeva il suo sostentamento vitale da quella palude . In dialetto le persone che ogni giorno si recavano ‘nd’i scéle, venivano chiamati “scialajùle”. Costoro vivevano di caccia o più semplicemente catturando anguille, o tagliando giunchi per farne canestri, scope e fondi di sedie, o raccogliendo sanguisughe da vendere alla farmacia per taluni malanni che richiedevano il salasso.
Allora quidd’indiscià, possono essere sia i De Salvia, sia più genericamente “quelli che vivevano negli Sciali”. Rimarremo sempre in dubbio o in attesa di una smentita.
I membri della famiglia Ndiscià, i De Salvia, sono tutti musicanti, dall’orecchio e dal gusto musicale sopraffino, che hanno operato per tutto il Novecento, e tuttora Peppino, il figlio maggiore di Pietrino, è attivo col il mandolino e il violino ad allietarci nelle serate estive; l´altro, Tony, diplomato in clarinetto al Conservatorio, suona anche il sax, la chitarra e altri strumenti a corda.
Ricordo Jennére, Gesèppe e i suoi figli Ndenjócce, Petrüne, Lelüne.
Un certo Ze Luìgge, loro antenato, negli anni ’20 aveva allestito una scuola di ballo frequentato da pescatori che volevano imparare i passi fondamentali. Suonavano in casa la sera, lui, la moglie e i figli, per guadagnare qualche lira.
È proverbiale la risposta a tempo di musica, di Ze Luìgge ad un allievo ballerino che gli chiedeva di suonare, a credito, una ´bella mazurka`: “Te vògghje avì pròprje crèdde” = ti voglio proprio credere.
Ndigné v.t. = Colpire, centrare.
Non lasciatevi ingannare con il verbo italiano “indignare” = muovere a sdegno, irritare.
Da noi significa colpire una persona (generalmente alla testa) scagliandogli contro un oggetto contundente. Presumo che, più specificamente il verbo deriva da ‘u tìgne, che significa tempia.
La tempia era ritenuta una parte fragilissima del cranio che non bisognava colpire mai, nemmeno per scherzo o per errore, altrimenti si metteva a rischio la vita del soggetto centrato.
Mò t’jà ‘ndigné! = Adesso ti devo centrare!
Grido di minaccia verso qlcn di lanciargli qualcosa contro (un sasso, una ciabatta….), con l’intento di centrarlo proprio sulla tempia.
Può essere detta un tono scherzoso, ma anche intimidatorio.
Quando eravamo monelli nel “parco” dove ora c’è l’ospedale, si accendevano feroci sassaiole (scàreche de pröte) tra bande di ragazzacci. Quando si coglieva un avversario (anche magari su un braccio) partiva l’urlo l’àmme ndignéte! = lo abbiamo centrato!
Prudentemente io ho sempre evitato la mischia….
Nel caso specifico si riferisce a biancheria lasciata all’aperto a sciorinare e che viene rappresa dal gelo della notte invernale. Chiaramente se la temperatura scende sotto zero si trovano i panni indesechéte, tesi, irrigiditi, congelati.
Per estensione può intendersi anche intirizzire, intirizzirsi.
So’ stéte tre jöre ammjizze ‘a stréte e me sò ‘ndesechéte = Sono stato tre ore in mezzo alla strada e mi sono intirizzito.
Credo che derivi da ‘Ndesé, irrigidire, irrigidirsi, diventare teso, indurirsi.
Ndèsce agg. = Trasandata
Riferito a donna trasandata nel vestire e nelle pulizie della casa e della propria persona.
Sinonimo di muffarde, refalde,
Ndersüse agg. = Presuntuoso
Pieno di boria e presunzione.
Alla lettera significa: pieno di torsoli, che ha il sapore ed è indigesto come i torsoli di cavolo.
Il soggetto ‘ndersüse nutre eccessiva e infondata fiducia nelle proprie presunte doti, risorse o capacità.
Per questo ritiene anche, ‘stu crétïne, di non dar confidenza a nessuno, perché tutti gli altri sono ritenuti indegni di stare al suo confronto.
Insomma un tipo intrattabile, un torsolo di cavolo. O meglio ‘na chépe de… cavolfiöre
Nderlànde s.m. = Punto lungo da imbastitura.
Il nome deriva dal latino inter lego. È uno degli innumerevoli interventi sulla stoffa in uso nelle sartorie per confezionare gli abiti.
Mené ‘i ‘nderlande = imbastire
Il punto lungo serve per “tracciare” la cucitura di due stoffe già praticamente imbastite, da farsi successivamente con la macchina da cucire. (grazie a Lino Brunetti per il suggerimento)
A volte il punto lungo viene imbastito lento, e viene tagliato a metà (imbastitura tagliata).
Anche questo punto serve da guida per la successiva passata alla macchina da cucire con precisione millimetrica .